Allenare il baseball giovanile - Parte 4 bis

di Frankie Russo

Libera traduzione dal libro

Coaching Youth Baseball the Ripken Way

Leggi la 1^ parte 2^ parte -3^ parte - 4^ parte

 

Integrazione della 4^ parte

 

COME GESTIRE IL GENITORE PIU’ “ESPERTO”

A volte tra i genitori incontrerete “l’esperto” che vuole suggerire esercizi, come giocare o come compilare l’ordine di battuta. Questo genitore spesso conosce meno di quanto crede, forse starà cercando di favorire il proprio figlio o ha semplicemente il desiderio di essere un collaboratore. 

Sapere dialogare con i genitori significa sapere anche ascoltarli e rispondere alle loro domande. Ovviamente non dovete prendere per buono tutti i loro consigli, ma nello stesso tempo non dovete nemmeno denigrare le loro idee. Ci potrà anche essere il genitore che ha più esperienza e può fornire dei buoni consigli, e non è una vergogna o una mancanza di conoscenza provare un nuovo esercizio o mettere in atto un loro suggerimento. Potrebbe essere un’idea da cui la squadra tragga vantaggio.

 

Questo tipo di genitore va tenuto in considerazione poiché potrebbe essere un buon collaboratore e va fatto presente che la sua collaborazione potrebbe tornare utile, anche se saltuaria. Fate capire loro che il loro apporto renderà più facile l’attuazione del programma, e se impossibilitati a partecipare, chiedete loro se hanno altri suggerimenti che possono aiutare.

 

 

Incontrerete anche il genitore che veramente conosce poco del gioco, ma vuole essere coinvolto solo per favorire il proprio figlio. Anche in questo caso si richiede la giusta comunicazione e educazione. Ringraziate e fate presente che la squadra sta progredendo e seguendo il piano già stabilito e che ci sono ancora molti altri esercizi che devono essere messi in atto. Invitandoli a presentare sempre nuove idee farà loro sentire importanti e saranno contenti di essere stati ascoltati.

MANTENETE LE DISTANZE

Un’altra problematica che può sorgere con i genitori è quando sono eccessivamente invadenti cercando di stare troppo vicino ai figli, oppure quando sono i bambini stessi che chiedono ai genitori di stargli più vicino con la conseguenza che quando giocheranno ci sarà il caos.

 

A loro sembrerà di aiutare, ma in effetti creano problemi e per fortuna è una situazione che andrà diminuendo col crescere dei ragazzi.

 

Comunque, ci saranno sempre genitori che parleranno con i figli in panchina o grideranno dando loro istruzioni di cosa fare in campo. Questo può creare un insieme di problemi e distrazioni.

 

A livello giovanile dovrete fare ricorso al vostro buonsenso. Due o tre genitori ad aiutare i bambini a disporsi in campo sono sufficienti. Troppi coach e genitori a impartire istruzioni creano uno stato confusionale e panico nel bambino che deve eseguire una giocata.

E’ preferibile avere dei coach come collaboratori, ma in mancanza, un paio di genitori sono sufficiente per la collaborazione, e se sono in molti, è il caso di alternarli nel compito.

 

Man mano che si sale di livello è il caso di evitare che i genitori entrino in campo e che si siedano in panchina, che deve essere riservato solo ai coach. Se un genitore siede al di fuori della rete e continua a impartire istruzioni al figlio, non c’è molto da fare se non dirgli che voi e il vostro staff siete gli incaricati di detta mansione. Fortunatamente, più spesso che non, i ragazzi ascoltano più il coach che i genitori.

 

Ma il vero problema si presenta quando un genitore pretende di stare in panchina. In primo luogo se impartisce istruzioni creerà confusione nei ragazzi, in particolar modo se le istruzioni sono in contrasto con le vostre. Secondo, generalmente l’area della panchina non è molto spaziosa e la presenza dei genitori renderà l’area affollata e caotica. Terzo, in qualità di coach, certamente non volete avere in panchina un genitore che suggerisce indicazioni diverse dalle vostre filosofie.

 

Queste sono argomentazioni che vanno menzionate nella riunione dei genitori prima dell’inizio del campionato. Se un ragazzo ha bisogno di parlare con il genitore o ha bisogno di bere, sarebbe il caso che chiedesse il permesso al coach tra un inning e l’altro, limitando l’assenza a una breve visita e non a una consultazione tecnica.

 

Dovete far capire ai genitori che il loro supporto è necessario e che i ragazzi hanno bisogno del loro incoraggiamento, ma che devono evitare di dare consigli durante la gara. Anche quest’aspetto va affrontato nel modo giusto e con educazione per non toccare la loro suscettibilità. Fategli capire la confusione che si crea quando tutti vogliono impartire differenti suggerimenti. Se veramente vogliono aiutare, dovrebbero rendersi disponibili durante la settimana e collaborare negli allenamenti e solo così acquisiranno il diritto stare in panchina.

 

Come succede nella vita quotidiana, anche nel baseball trovare un punto di compromesso, dimostrando di voler venire incontro alle loro esigenze, sarà un grosso passo in avanti nel costruire un ottimo rapporto di collaborazione con i genitori.

SIATE PROROMPENTI      

Gestire i genitori è difficile, ma perdere autorità per non aver stabilito le regole sin dall’inizio può trasformarsi in un vero disastro.  Il più delle volte, se i genitori percepiscono che il lavoro del coach viene fatto principalmente nell’interesse dei figli, si riesce a instaurare un migliore rapporto.

Ci saranno sempre i genitori troppo invadenti, ma anticipando il perché del vostro approccio aiuterà a formare un buon gruppo di lavoro, sportività, cooperazione e il supporto necessario sia da parte dei giocatori che dei genitori. E’ da considerare anche che una volta capita la vostra filosofia, si asterranno dal contestare il vostro operato.

 

Se non sono stabilite le regole sin dall’inizio, diventerà difficile affrontare positivamente tutte le problematiche che si susseguiranno nel corso dell’anno. La conseguenza sarà che sarete oggetto di critiche e i genitori vi mancheranno di rispetto. Inoltre, i genitori spesso giudicano seguendo gli umori dei figli i quali a loro volta potrebbero far intendere il contrario di quello che veramente sta accadendo nel gruppo. Anche questo è un fattore negativo da evitare.

 

Frankie Russo

 

Segue

Scrivi commento

Commenti: 0