Italian catcher - 2^ parte

Di Allegra Giuffredi

E ricominciamo la parata dei catcher italo - americani con Michael Joseph Piazza (1968) che è un italoamericano vero e proprio avendo sia la doppia nazionalità che particolare cura ed interesse per il nostro “batti e corri”. Ma veniamo al giocatore ….

Piazza ha giocato per ben 16 stagioni nelle Major Leagues Baseball (MLB), dal 1992 al 2007, giocando principalmente con i New York Mets e i Los Angeles Dodgers ottenendo un'ottima media battuta vita, ma non solo. E' stato un battitore talmente valido, da procurarsi il record di fuoricampo per un catcher.

Altro nome importante o per meglio dire cognome dall’italica origine è quello di Girardi, al secolo Joseph Elliott “Joe” Girardi, catcher, tra gli altri, per i Chicago Cubs, i St. Louis Cardinals e i NY Yankees di cui attualmente è anche il Manager.

Nella foto "MiKe” Scioscia quando era ricevitore in MLB
Nella foto "MiKe” Scioscia quando era ricevitore in MLB

Giocatore dal cognome difficile da pronunciare, già per un italiano, è Micheal Lorri “MiKe” Scioscia (1958). Introdotto, niente di meno cha da Tommy La Sorda (1927), nel ruolo di ricevitore, con i LA Dodgers al posto di Stephen Wayne “Steve” Jaeger (1948), divenne uno dei migliori, se non il migliore in quel ruolo e a proposito del suo mentore, si narra che un giorno La Sorda disse che Scioscia era diventato un catcher sopraffino non, perché di origine italiana, ma, perché ad essere italiano era proprio lui, il buon La Sorda.

 

Che tipo! Thomas Charles La Sorda, figlio di un emigrato abruzzese, non ha mai giocato come ricevitore, bensì come pitcher ed ha legato particolarmente il suo nome ai Dodgers, iniziando a giocarvi sulla East Coast, quando ancora si chiamavano Brooklyn Dodgers e quindi con i Los Angeles Dodgers, di cui è stato anche Manager.

Nella foto Jarrod Saltalamacchia
Nella foto Jarrod Saltalamacchia

Ma questa è un’altra storia ….

 

Torniamo ai catcher italiani, con un cognome ancora più difficile, specie per chi sia anglofono, ossia Saltalamacchia.

Ora in Italia di Saltalamacchia ce ne sono parecchi e qualcuno ha pure fatto carriera nel più grande ente previdenziale italiano, ma quello che a noi preme è Jarrod Saltalamacchia.

 

Jarrod Scott Saltalamacchia (1985) è un ricevitore che ha giocato con parecchie squadre e anche se non particolarmente brillante, un record lo ha sicuramente raggiunto, perché per parecchio tempo è stato il giocatore dal cognome più lungo delle Major Leagues, dove la mania per le statistiche, raggiunge vette inimmaginabili!?

Nella foto Joe Torre nel ruolo di catcher
Nella foto Joe Torre nel ruolo di catcher

Joseph Paul Torre, il grandissimo Joe Torre (1940), pur avendo finito la carriera come terza base, nei Mets di New York di cui fu anche allenatore/ giocatore e quindi Manager, ha ottenuto i migliori risultati, proprio nel ruolo di ricevitore, tanto che nel 1965 vinse il golden glove, con la squadra dei Milwaukee Braves.

 

Spostatosi poi nel ruolo di terza base, con i St. Luis Cardinals è riuscito a far bene anche lì, con una media battuta di .363 e il riconoscimento del Most Valuable Player Award per la National League.

 

Ottimo anche da allenatore, ha guidato, oltre agli ex colleghi dei Mets, gli Yankees, con i quali ha vinto quattro World Sereis, i Cardinals, e i Braves, terminando con i Dodgers e anche la Nazionale statunitense, durante il World Baseball Classic del 2013.

 

Con quest’ultimo ritratto finisce almeno per ora e almeno per me, il viaggio tra i catcher di origine italiana che tanto hanno fatto per lo sport e per il baseball americano: forse le ragioni iniziali, vale a dire la stazza  fisica e la scarsa altezza, non erano proprio delle migliori, ma il risultato è comunque ineccepibile e allora chiudiamo con un bel God bless America e W l’italia! 

 

Allegra Giuffredi

 

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