Allenare il baseball giovanile - 1^ parte

 Photo by: Japan America Society of Southern California
Photo by: Japan America Society of Southern California

di Frankie Russo

Libera traduzione dal libro Coaching Youth Baseball the Ripken Way

 

Il baseball è stato sempre avvolto da un velo di mistero, qualcosa di speciale, difficile da definire. Forse per il semplice fatto che esistono fattori che lo fanno sembrare speciale agli occhi di taluni, mentre lo fanno sembrare completamente diverso agli occhi di altri. Il baseball si presenta come un gioco difficile a causa della natura dei suoi esercizi, regole e infinite strategie. Spesso siamo noi stessi a renderlo difficile alla continua ricerca di migliorarci, ma il baseball è natura pura, va compreso. Ed è questo il nostro compito.

Ricordatevi sempre che il baseball è un gioco con determinate regole, e per questo deve essere inteso come divertimento. La natura di questo sport permette a tutti di praticarlo. Ogni individuo è diverso dall’altro, e noi dobbiamo incoraggiare i giovani a mettere in mostra le proprie personali abilità. Bisogna incoraggiare i ragazzi a chiedere sempre il perché. Se s’insegna in una determinata maniera, è necessario anche essere in grado di spiegare il perché. Il vero apprendimento ha luogo quando si spiega il perché di una decisione o di una lezione.

 

Siate sempre voi stessi, siate aperti a nuove esperienze di chi ha giocato prima di voi, applicate i fondamentali, fate tutto in modo semplice. Nessuno può affermare di conoscere tutto, nessuno può avere questa presunzione. Molti potranno anche pensare di conoscere tutto del baseball, ma chi fa del baseball una ragione di vita, sa che non si finisce mai di imparare. Chi la pensa diversamente non durerà molto sulla scena. Ciò che veramente conta è ciò che s’impara dopo aver pensato di sapere tutto.

Photo by Michael Hanson
Photo by Michael Hanson

SEMPLIFICARE

Il baseball è uno sport semplice che si gioca con mazze, palle e guanto. Non importa il livello, vince la squadra che tira, prende e batte meglio. Persino le giocate più difficili e spettacolari sono una combinazione dell’applicazione dei fondamentali. Basti pensare all’esecuzione di un doppio-gioco. Analizzando l’esecuzione si tratta semplicemente di una presa, di un tiro, di una presa, di un tiro e ancora una presa. Istruire in modo semplice permette ai giovani di acquisire i fondamentali basilari eliminando le possibilità di insuccessi. Per i giocatori più avanzati si tratta di rifinire i fondamenti per meglio eseguire giocate più difficili. Non s’impara ad eseguire giocate difficili praticando giocate difficili. La perfezione dei fondamentali permette al giocatore di adattarsi a tutte le situazioni a cui seguiranno le grandi prestazioni con regolarità.

 

SPIEGARE PERCHE’

Se noi come istruttori non siamo in grado di spiegare ai giocatori il perché  devono eseguire in una certa maniera, perdiamo di credibilità. Ancora più importante è che se non spieghiamo il perché,  rendiamo l’apprendimento più difficile. PERCHE’ è la domanda prediletta dei giovani. Trasmettere un nuovo concetto non è sempre facile, ma la nostra capacità di spiegare il perché aiuterà il loro apprendimento e consentirà loro di meglio eseguire l’esercizio e giocare come noi insegniamo. Nel corso della loro carriera le difficoltà di gioco aumenteranno, ma essi saranno in grado di eseguire con naturalezza grazie alla loro capacità di adattamento.

 

RISPETTARE L’INDIVIDUO

Ogni giocatore, giovane o più anziano, si adatta al suo stile e si avvale del proprio intuito. Noi non lo dobbiamo soffocare,  lo dobbiamo invece incoraggiare. I giovani sono attratti dallo stile che vedono dai loro idoli in TV, pertanto non c’è nulla di male se cercano di imitarli. Fintanto che applicano correttamente i fondamentali, è nostro compito insegnare adeguandoci alla loro zona di comfort.

 

 

Photo by Monarchs Baseball
Photo by Monarchs Baseball

DIVERTIRE

Non dobbiamo mai perdere di vista il fatto che il baseball è un gioco, e indipendentemente che si stia insegnando ai ragazzi di 8 anni o ad uno di 22, il baseball deve essere un divertimento. Quando non è divertimento i ragazzi si allontanano. Il gioco, per definizione è divertimento, quindi trasformando semplici esercizi in competizioni o insegnando in modo divertente, si farà in modo che gli allenamenti diventino ancora più divertenti delle partite.

E’ così che si vincolano i giovani al nostro sport per sempre.

 

IMPLEMENTARE L’INSEGNAMENTO

Molti coach delle giovanili sono volontari con il desiderio di creare campioni da un gruppo di ragazzini. I coach sono sempre stati considerati principalmente degli insegnanti. Persino i coach di college hanno alle loro spalle questo tipo di esperienza. Naturalmente i coach a livello professionistico hanno il compito di vincere, ma anche a questi livelli, i migliori coach sono quelli che insegnano con efficacia e riescono a comunicare bene con i giocatori e con i loro collaboratori.

 

Sempre più spesso capita che anche i tecnici più bravi perdono il posto per il solo fatto di non aver conseguito risultati soddisfacenti. Tutto il denaro che viene investito nello sport oggigiorno ha causato una situazione di stress alla ricerca sempre ed esclusivamente della vittoria ad ogni costo, e purtroppo, questa mentalità  si è radicata anche a livello giovanile.

 

Le lunghe trasferte per gare e tornei nazionali sono diventate più frequenti, si giocano più partite e la competizione diventa maggiore. I genitori vogliono sempre dare consigli ai coach e generalmente riguardano i propri figli che invece, a volte, sono contenti di stare in panchina per il solo fatto di dire che fanno parte di una squadra vincente. A volte i genitori fanno cambiare due/tre squadre all’anno alla ricerca del meglio.

 

La partecipazione dei giovani al baseball ha registrato un calo negli ultimi anni, e la mentalità di vincere ad ogni costo, specialmente a livello giovanile, certamente non è di aiuto. E’ un fattore che carica i giovani di troppe responsabilità e che potrebbe accompagnarli anche nell’età di adulto per poi trasferirla  ai propri figli. Il gioco diventa serio molto in fretta e non esistono motivi per cui bisogna accelerare questo processo. Se saremo in grado di gestire i giovani nel modo giusto, creeremo dei giocatori, appassionati e coach per la vita che è il solo modo per far crescere questo sport.

 

Ovviamente questo non può essere esteso a tutti, ci sono tanti coach volontari che vorrebbero vedere i loro ragazzi divertirsi, ma sfortunatamente non hanno la conoscenza o le risorse per rendere il gioco divertente come desiderato. Spesso essi sono genitori che hanno le migliori intenzioni per i figli e per gli altri ragazzi coinvolti, ma il tempo a disposizione non è sufficiente. Non hanno il tempo di preparare gli allenamenti, di comunicare con gli altri genitori o di consultare internet e libri per migliorare le loro stesse conoscenze.

 

Photo by Cory Walters
Photo by Cory Walters

Un primo suggerimento potrebbe essere quello di selezionare i bambini per età poiché ciò che può essere divertente per i bambini di 5/6 anni può essere noioso per quelli di 8. Non si può intrattenere un gruppo di bambini di 7 anni per un intero allenamento ad insegnare la difesa sulla smorzata, così come non si può intrattenere un gruppo di ragazzi di 12 anni solo a correre sulle basi. Per questo motivo è consigliabile dividere in gruppi i ragazzi tra i 4-6 anni, 7-9, 10-12, 13-14, e oltre 15.

 

Il baseball deve essere presentato in modo semplice e gli esercizi di tiro, di presa e di battuta devono essere adeguati all’età. Semplificare non significa che l’insegnamento e la nostra filosofia devono essere limitati solo ai più giovani, ricordatevi che Derek Jeter raccoglieva una rotolante e tirava in prima come lo dovrebbe fare anche un bambino.  

 

Colpire una pallina da baseball è già abbastanza difficile senza dover spiegare a un principiante come posizionarsi nel box di battuta. Non esistono scorciatoie per diventare un buon giocatore di baseball. Bisogna praticare sui fondamentali finché diventano naturali, dopodiché le azioni più complesse potranno essere eseguite con naturalezza.

 

Per diventare dei buoni coach è necessario conoscere le nostre responsabilità rapportate al gruppo a cui intendiamo insegnare. Il baseball è lo stesso gioco per un bambino di 8 anni come lo è per un giovane di 22, ma come detto tante e tante volte, spesso la squadra che palleggia meglio è quella che vince. I giocatori di una squadra che viaggia molto e gioca più partite, palleggeranno meglio di giocatori di una squadra che gioca a livello amatoriale. Giocatori di una squadra liceale palleggeranno meglio di giocatori di una squadra che viaggia molto. Giocatori di una squadra di college palleggeranno meglio di giocatori di una squadra liceale. Giocatori di una squadra delle minors palleggeranno meglio di giocatori del college, e giocatori di una squadra di major league palleggeranno meglio di giocatori di una delle minors. A conferma è sufficiente consultare il box score di una partita per constatare che la squadra che commette meno errori è generalmente quella che ha vinto.

 

E’ importante aggiornarsi, informarsi, inventare nuovi esercizi, coinvolgere i genitori, trovare il tempo di organizzarsi oltre a migliorare sé stessi. I ragazzi si divertiranno e voi potrete raccogliere i frutti dei vostri sacrifici.

 

 

Qualsiasi cosa succeda, avete fatto un grande servizio alla società.

 

Frankie Russo

 

Segue 2^ parte

 

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Commenti: 2
  • #1

    marco la rosa (mercoledì, 02 marzo 2016 18:39)

    interessantissimo...grazie veramente

  • #2

    Frankie (giovedì, 03 marzo 2016 12:26)

    Grazie a te Marco, spero che tu abbia trovato altrettanto interessante anche le successive puntate.