Italian catcher - 1^ parte

Nella foto il mitico "Yogi" Berra (ROGERS PHOTO ARCHIVE/GETTY IMAGES)
Nella foto il mitico "Yogi" Berra (ROGERS PHOTO ARCHIVE/GETTY IMAGES)

Di Allegra Giuffredi

Presentazione di

Paolo Castagnini

Allegra Giuffredi con questo articolo inizia la sua nuova collaborazione con Baseball On The Road.

Benvenuta tra noi Allegra!

Italian Catcher (prima parte)

Qualche tempo fa, leggendo, mi sono imbattuta in Lawrence Peter "Yogi" Berra (1925 –  2015), storico ricevitore dei NY Yankees e ciò che mi ha colpito di più è stato il fatto che i giocatori di baseball di origine italiana, fossero, per quanto bravi, confinati spesso nel ruolo, per quanto importante, di ricevitore. Molti italo americani e più che altro per via della loro scarsa altezza, venivano infatti impiegati come catcher.

Nella foto Buster Posey (da ESPN)
Nella foto Buster Posey (da ESPN)

Il catcher, specie ai tempi di Berra, doveva essere tozzo e forte, mentre oggi, Buster Posey (1987) catcher dei San Francisco Giants è assolutamente “normolineo”, per dir così.

 

Devo dire, a onor del vero, che ricevere è un ruolo strategico, basti pensare al “framing”, ossia alla pratica che permette al catcher di correggere dei lanci, che magari sarebbero considerati ball. 

Nella foto "Joe" Garagiola, Sr
Nella foto "Joe" Garagiola, Sr

Questa correzione che tanto mi affascina, me la dice lunga sull’intelligenza ed anche la furbizia che ci vogliono per praticarla e forse è proprio per questo, a parte l’altezza, che gli italo americani sono stati preferiti nel ruolo di ricevitore ….

 

Ad ogni modo, vuoi per una cosa, vuoi per un’altra nella storia del baseball ci sono molti giocatori dall’italico cognome, che dietro casa base si sono fatti onore.

 

Tra gli altri e per cominciare Joseph Henry "Joe" Garagiola, Sr. (1926), catcher amico e sodale proprio di Yogi Berra, col quale condivideva le origini in quel di St. Louis, tanto da affermare di non essere stato un buon giocatore nelle Major Leagues, ma di non esserlo stato neppure nella sua stessa strada di casa!?, perché Berra era molto più bravo di Garagiola, che comunque ha giocato nei St. Louis Cardinals, nei Pittsburgh Pirates, nei Chicago Cubs ed anche NY Giants.

Nella foto "Roy" Campanella
Nella foto "Roy" Campanella

 

Roy Campanella (1921 – 1993), detto "Campy", essendo figlio di un italo americano e di una donna afro americana, per il colore ambrato della pelle, inizialmente giocò nella Negro League ed esordì nelle Majors con i Dodgers di Brooklyn, quando ancora erano tali a New York, l’anno successivo a quello di Jackie Robinson (1919 - 1972), che a sua volta è stato il primo giocatore nero a giocare nelle Majors americane.

Nella foto Michael Accorsi Zunino ( AARON LAVINSKY)
Nella foto Michael Accorsi Zunino ( AARON LAVINSKY)

Arrivando ai giorni nostri, mi piace ricordare Michael Accorsi Zunino (1991) che è sì un ricevitore dei Seattle Mariners nelle Major Leagues statunitensi, ma con cittadinanza italiana e figlio d’arte …. il papà, infatti, è Greg Zunino (1959) e la mamma, Paola Accorsi, ricevitrice come il figlio e parte anche della nazionale italiana di softball.

I  genitori di Mike Zunino si sono conosciuti in Italia, quando Greg vi si trasferì per giocare con la Fortitudo Bologna. 

 

Greg Zunino, sul quale vorrei spendere due parole, anche se non ha giocato da catcher, è ancora oggi assai ricordato a Bologna. Arrivato all’allora Nordmende nel 1983, ed impiegato come esterno, terza base e anche in prima, chiuse la prima parte del campionato con una media battuta di .618 e alla fine della poule scudetto di .437, senza dimenticare le 34 partite consecutive con almeno una valida all’attivo; l’anno seguente, nel 1984, emigrò a Modena, per poi rientrare nella Effe, nel 1985, anno in cui Bologna, anche per merito di Zunino, vinse la Coppa Campioni.

 

Famiglia di talenti, la Zunino Family, perché pure lo zio paterno di Mike, ossia Gary Zunino (1957), ha giocato a baseball per le farm-team dei St. Louis Cardinals. Insomma, un po’ come la famiglia Liddi di San Remo …. Italy.

 

Allegra Giuffredi

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Commenti: 3
  • #1

    Frankie (venerdì, 15 gennaio 2016 14:39)

    Complimenti per l'articolo e "Welcome aboard!" Allegra

  • #2

    Michele (venerdì, 15 gennaio 2016 14:55)

    Interessante ed ottime comparazioni. Un articolo degno di bacheca. Brava e "Welcome aboard" per dirla come Frankie

  • #3

    franco ludovisi (sabato, 16 gennaio 2016 10:29)

    Nell'articolb,
    giustamente,
    e per non fare polemiche
    si dice che nell'84 Zunino "emigrò a Modena".
    La Fortitudo ritenne di non dover riconfermare Zunino nel proprio organico.
    Zunino voleva tornare a Bologna dove aveva i suoi affetti ed allora, a spese del Modena, rientrò in Italia.
    Non emigrò quindi, ma dovette spostarsi.
    Incredibile la rinuncia della Fortitudo al più forte battitore di sempre in Italia.