_________________________________ Il Gioco creato da Babe Ruth - 3^ parte

Babe Ruth si allena da pugile (Getty image)
Babe Ruth si allena da pugile (Getty image)

di Frankie Russo

Traduzione dall'articolo su  sportsonearth.com dal titolo:The Game that Ruth built 3^ parte

Leggi 2^ parteLeggi la 1^ parte

Perché Ruth continua a stare al centro dell’attenzione ancora oggi? Perché molti s’interessano ancora di lui a distanza di 100 anni dalla sua prima partita? E’ perché in un certo senso Ruth aveva già allora tutte le caratteristiche  di un atleta professionista moderno. Le sue prestazioni sul campo erano degne della sua reputazione. Il gran parlare delle giovani stelle nascenti, come Bryce Harper e Yasiel Puig, sono all’ordine del giorno, ma Ruth lo ha fatto ancora prima di loro. 

Con l’uniforme dei Red Sox dal 1915 al 1919, ha un primato di 89-46 e un PGL sotto 3,00, ha vinto tre World Series  e stabilì un record di 29 fuori campo nel 1919. Una volta si fratturò l’alluce calciando la panchina dopo che gli avevano concesso la base intenzionale; un’altra volta prese a pugni l’arbitro di casa Brick Owens discutendo ball e strike che gli costò una multa di 100$ e 10 giorni di sospensione; poi fu allontanato dalla squadra per alcuni giorni nel 1918 per aver discusso con il manager Ed Barrow relativamente al suo impiego,  e infine cercò di raddoppiare lo stipendio all’inizio del 1919 nell’intento di divenire un pugile professionistico. 

Analizzando oggi i fatti, sembrerebbe che la decisione del proprietario dei Red Sox Harry Frazee di vendere Ruth ai New York Yankees nel 1929 per 125.000$, sia stata una decisione alquanto sciocca, creando poi la famosa “Curse of the Bambino”, la Maledizione del Bambino che fu infranta con la vittoria finale nelle World Series del 2004.


All’epoca, invece, si pensò che Frazee avesse ottenuto la meglio nella cessione. Ruth beveva molto, al limite dell’alcolismo, spesso era coinvolto in incidenti stradali e, nonostante fosse sposato, era arcinota la sua frequentazione con le prostitute.


Era di cattivo esempio per la squadra e pur avendo stabilito il record di 29 fuori campo nel 1919, non aveva evitato alla sua squadra di finire sesta in classifica, 20,5 partite dietro la prima.


Voce generale era che Ruth sarebbe sparito dal mondo del baseball nel giro di pochi anni considerato il suo stile di vita e sebbene fosse solo 25enne.

Una volta arrivato a New York, con la sua mazza accoppiata alla sua personalità, cambiò per sempre il gioco del baseball.


Nel 1920 realizzò 54 fuori campo (14 in più di tutte le altre 15 squadre combinate!) e confermò l’impresa nel 1921 battendone 59.


Dal suo arrivo a New York, Ruth aveva trascinato gli Yankees a tre consecutive presenze alle World Series, vincendo il titolo per la prima volta nella loro storia nel 1923.

Tuttavia il suo modello di vita era rimasto un gran problema. Aggredì nelle tribune un tifoso durante una partita amichevole nel 1920; fu sospeso dal commissario Kenesaw Mountain nel 1922 in quanto prese parte ad un gruppo di persone che diedero fuoco a una fattoria; a causa del suo eccesso nel bere, fu pubblicamente rimproverato dal sindaco di New York James Walker nel corso di una cena di onorificenza (da sottolineare si era nel periodo del Proibizionismo); ebbe una causa di paternità presentata contro di lui da una cameriera 19enne di nome Dolores Dixon;  nel 1923 si rese reo dell’uso di una mazza illegale (riempito di sughero); nel 1925 buttò della terra in faccia all’arbitro George Hildbrand dopodiché salì sul dugout invitando un tifoso a fare a pugni; ed era noto per aver partecipato a delle orge che possono avergli causato delle malattie veneree che poi gli sono costate buona parte della stagione 1925.

Nella foto Babe Ruth a dx e Marshall Hunt a sx
Nella foto Babe Ruth a dx e Marshall Hunt a sx

Indipendentemente dalle sue buffonate, la maggior parte delle quali furono soffocate da una stampa compiacente, compresa quella della malattia sessuale passata per una “indigestione per aver mangiato troppi hotdogs e bevuto troppo”, Ruth divenne una delle più famose celebrità dell’America.


Appassionati di tutte le età lo ammiravano ed i ragazzini lo imitavano. Il suo personaggio fu commercializzato e venduto meglio di qualsiasi altro atleta, compresi quelli di oggi che beneficiano anche dei video clip.


I giornali newyorkesi non riuscivano a stare al passo con le sue notizie. Il Daily News addirittura assunse un giornalista, Marshall Hunt, con il compito di seguire e scrivere di Ruth 24 ore su 24, 7 giorni la settimana e per tutto l’anno. (Hunt poi divenne parte integrante nella vita privata di Ruth, organizzando orge, facendolo incontrare con donne disposte ad andare a letto con lui e persino a forgiare la sua firma sulle palline da baseball).

Nell'illustrazione la famosa “Called Shot”
Nell'illustrazione la famosa “Called Shot”

Dopo la tanta chiacchierata stagione del 1925, in cui giocò solo 98 partite, Ruth si ristabilì e tornò a fare il giocatore di baseball.


All’età di 31 anni tagliò i ponti con il passato, rimise ordine nella sua vita cominciando a perdere 21 chili, e per i successivi sette anni tornò ad essere il temibile battitore di prima. Dal 1926 al 1932, Ruth ebbe una media stagionale di 49 fuori campo, 153 punti battuti a casa, 143 punti segnati e una media battuta di 353.


Nello stesso tempo giocò in quattro World Series vincendone tre con gli Yankees aggiungendo alla sua legenda la famosa “Called Shot” (Battuta Dichiarata, ndr) nelle World Series del 1932 contro i Chicago Cubs. **


Una foto (attualizzata a colori) di Babe Ruth con i boston Braves
Una foto (attualizzata a colori) di Babe Ruth con i boston Braves

Come per molti altri atleti, Ruth non riusciva ad abbandonare il gioco che gli aveva dato tutto. Il 1933 fu ancora una discreta stagione, ma non all’altezza della sua fama, mentre il 1934 vide un declino dei suoi numeri e dovette anche fare i conti con l’età.

 

Il proprietario degli Yankees Jacob Ruppert riuscì a fare uno scambio con i Boston Braves rispedendo Ruth nella città che lo aveva visto al suo esordio. Giocò per i Braves solo 28 partite nel 1935 prima di ritirarsi. Undici anni più tardi gli fu diagnosticato un tumore. La malattia lo portò via all’età di 53 anni.

 

 

A parte tutte le enfatizzazioni e le manie personali, Babe Ruth è una vera e propria legenda del baseball.  Il baseball moderno deve in gran parte la sua evoluzione a Ruth.

 

Il suo nome è tra i più menzionati anche dopo un secolo da quando mise i suoi piedi nel box di battuta come professionista, e continuerà ad esserlo finché esisterà il baseball. 

La mitologia di Ercole divenne naturale con Ruth, e spesso gli astri nascenti sono definiti “ il Babe Ruth di …”, tutto grazie a un uomo nominato George Jr.


*Venuto a conoscenza della sua cessione, Ruth irruppe nell’ufficio di Frazee e sentenziò che i Red Sox non avrebbero mai più vinto nulla senza di lui. Nel corso degli anni si cono verificati episodi che hanno dato risalto alla maledizione, ndr.


**il famoso called shot. Correva l’anno 1932 e Ruth stava disputando la terza gara delle World Series contro i Chicago Cubs, quando, con due strike, il giocatore di Baltimora puntò due dita verso la bandiera americana, zona precisa in cui aveva intenzione di spedire la palla. Tutto il pubblico presente restò pietrificato nell’assistere all’avverarsi della previsione: la palla colpita da Ruth finì esattamente dove lui aveva pianificato, regalandogli il secondo homerun della partita (il numero di dita usate per indicare la direzione non era stato, a quanto pare, per nulla casuale). «Ho detto che avrei mandato la prossima palla proprio sopra l’asta della bandiera. Dio deve necessariamente essere stato dalla mia parte».


Fine



Scrivi commento

Commenti: 0