________________________________ La demenziale Assassination Classroom

di Michele Dodde


Dovrei svelare la mia età forse per far capire il perché non sono d’accordo con il contenuto di Assassination Classroom, manga bimestrale edito da Planet Manga della Panini Comics. Il fatto è che la mia generazione è vissuta, come si dice a Roma, a pizza e fichi, ovvero nella più banale genuinità dove era facile apprendere il bene ed i limiti del male. Per non parlare poi delle spruzzate di filosofia dell’est unus quisque faber.


Dunque mentalmente non posso condividere né il cartaceo trailer della pubblicazione quando recita: “Geniale, irriverente, provocatoria la storia dell’unica classe al mondo in cui si apprende l’arte… di uccidere!” con relativa ricompensa, in caso di successo, di dieci miliardi di Yen, né la complessa sceneggiatura e realizzazione della stessa da parte del giovane cartoonist manga Yusei Matsui.

Il giovane Matsui, dopo essere stato assistente di Yoshio Savai e realizzato in proprio l’apprezzato manga Majin Tantei Nougami Neuro, si è cimentato in questa sua personalissima visione di una fantascientifica visione di una realtà che mai realtà sarà che è l’ Assassination Classroom uscito per la prima volta in Giappone nel 2012 ed in Italia nel 2014. Si dice che in area nipponica la storia sia stato un gran successo tanto da realizzarne anche la copia televisiva ma difficilmente riesco ad assemblare l’idea originale di un alieno che patteggia con una classe di disadattati  ( la sezione E che sta per End, ed io andrei molto cauto verso questa discriminazione tutta orientale ) la propria uccisione come una piacevole sensazione ed ancor più quando nel 5° volume della serie l’interesse viene calamitato dal gioco del baseball, o meglio come viene esaltato dal riassunto “ La classe 3 E deve agire prima che Korosensei ( di fatto l’Alieno in fiction loro professore ) distrugga il pianeta! Peccato sia distratta da una durissima partita di baseball e da un nuovo professore dai metodi assai poco ragionevoli… “.

 

L’intera storia di questa classe si snocciola in oltre cento episodi, e comunque solo due capitoli si consumano interamente su una surreale partita di baseball con inopportuni e discutibili interventi di conduzione del gioco, tuttavia poichè noi tutti sappiamo che il gioco antico non è violenza pura da ricercare quanto invece scuola di vita e disciplina, senza la quale difficilmente si potrà mai ottenere anche una ottimale strategia di gioco, si resta stizziti nel vederlo veicolato come una sequenza di atti che valorizzino situazioni estreme decisamente violente e negative. Una brutta storia che personalmente ridimensiona Yusei Matsui e parte di quella filosofia orientale dove le arti marziali forse hanno una loro precisa bacheca ma che nulla mai avrà a che vedere o fare con il baseball.

 

Post scriptum per il traduttore Giacomo Calorio: a pag. 13 si legge : “Il quinto battitore Maehara dev’essersi lasciato intimidire dai difensori presenti in campo. Ha effettuato un lancio verticale! One out!. In realtà, e il disegno è più che esplicativo, la traduzione dovrebbe essere: Ha battuto una volata interna presa al volo dal terza base! One out!

 

Ecco alcune pagine del manga che ricordiamo va letto da destra verso sinistra (clicca sull'immagine per ingrandire)

 

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