________________________________ L'attività giovanile agonistica

Foto di  Jerry Lodriguss
Foto di Jerry Lodriguss

di Paolo Castagnini

Proseguo il mio punto di vista sul baseball giovanile. Ringrazio coloro che hanno inserito commenti nel primo articolo "Ripartiamo dal reclutamento" e rinnovo l'invito a chi vorrà esprimere la sua idea qui su queste pagine, sempre attraverso i commenti a fine articolo o inviando una mail qui che se ritenuta interessante sarà pubblicata.

Il tema che affronto oggi è quello che personalmente mi sta più a cuore e al quale ho dedicato la maggior parte del mio impegno da quando ho conosciuto questo meraviglioso sport. Oggi scrivo di baseball e non di softball. Le mie competenze infatti non vanno oltre il lato maschile del nostro sport. Lascio la parte femminile a chi è più esperto di me.

La situazione attuale del movimento giovanile

 

L'attività giovanile agonistica fino ai 16 anni

Sicuramente il motore principale del movimento con la maggior parte delle squadre suddivise in Ragazzi (fino a 12 anni) - Allievi (12-14) - Cadetti (14-16).

Indubbiamente uno sviluppo a macchia di leopardo con l'Emilia Romagna a farla da padrona e poi via via molte altre regioni che soprattutto al sud si possono definire di attività inesistente. E' necessario fare un'attenta analisi dei numeri per poter ridefinire le categorie, Inoltre un continuo monitoraggio di ogni regione potrebbe essere utile per decidere dove agire. L'attività giovanile può essere assai intensa con squadre distanti fino ad un massimo di 100 km, ma crolla se si superano queste distanze e di fatto cancellando intere regioni dal panorama giovanile nazionale.

Una grande difficoltà degli ultimi anni si è verificata nelle finali giovanili. Si dovrebbe in futuro prestare grande attenzione in questa importante fase a cui le società e i ragazzi tengono moltissimo.

 

L'attività giovanile agonistica dai 16 ai 23 anni

Se pur numericamente più ridotta, questa fascia d'età è strategicamente la più importante in quanto già scremata dagli abbandoni ed è composta quindi da giovani decisi a praticare questo sport. L'attuale situazione però mina gravemente le convinzioni dei ragazzi in quanto il più delle volte essi vanno a fare le riserve di atleti più vecchi ed esperti spegnendo così il proprio entusiasmo.

 

L'attività giovanile di alto livello 

Si è fatto in questi anni sicuramente un grande lavoro con le Nazionali giovanili, le Rappresentative Regionali, l'Accademia di Tirrenia e le Accademie Regionali. Si tratta ora di coordinare maggiormente queste attività evitando sovrapposizioni e soprattutto anche qui creando un prodotto di grande potenzialità che sia vendibile. 

 

Obiettivi

 

L'attività giovanile agonistica fino ai 16 anni

Cuore dell'attività giovanile la fascia dai 12 ai 16 anni dovrebbe essere implementata dove attualmente c'è carenza cercando di riunire le regioni lontane. Attivare una sorta di doppia velocità per chi ha la possibilità di aumentare il numero di partite.

 

L'attività giovanile agonistica dai 16 ai 23 anni

E' necessario un monitoraggio su quanto questi giovani giocano e con quale qualità. Si dovrebbero riformulare i campionati Under 21 e allacciarli alle categorie seniores in modo che un giovane possa fare almeno 40 partite all'anno e di livello più alto possibile. Questi giovani sono l'immediato futuro del movimento

 

L'attività giovanile di alto livello 

Ripensare a tutta l'attività di selezione. Rappresentative Regionali, Verde/Azzurro e Nazionali devono essere un percorso lineare non sovrapponibile. Rivedere il Progetto Accademie. L'Accademia Nazionale di Tirrenia dovrebbe trasformarsi in squadra che partecipa ad un Campionato Agonistico. Delocalizzare maggiormente le Accademie Regionali in modo da abbracciare quanto più territorio possibile.

 

Come fare

 

L'attività giovanile agonistica fino ai 16 anni

Dopo un'attenta valutazione dello stato attuale di ogni Regione, intervenire incentivando la nascita di società e/o squadre giovanili in luoghi dove l'attività è assente. Per far questo si rende necessario coinvolgere tutte le persone del luogo che in qualche modo abbiano preso parte anche nel passato all'attività del baseball e softball (ad esempio squadre amatoriali). Queste società e/o squadre dovrebbero essere incentivate in termini di materiali da gioco e soprattutto avere agevolazioni semplificando la parte burocratica di apertura di una società: affiliazioni, iscrizione, tesseramenti.

Per le squadre già in essere istituire il metodo della doppia velocità. Le squadre oltre a partecipare ai campionati locali (regionali o provinciali) di appartenenza dovrebbero poter accedere ad un calendario ulteriore con squadre di gironi limitrofi. Questo creerebbe una sorta di doppia classifica:

  1. La classifica del girone (Regional League)
  2. La classifica nazionale (National League)

Le due classifiche avrebbero ambedue valore per qualificarsi alla fase Nazionale di Settembre. Tutti i campionati di questa fascia di età sia la Regional League che la National League dovranno avere come primo obiettivo quello di giocare più partite possibili facendo particolare attenzione a non esaltare troppo la vittoria/sconfitta. Infine le fasi finali dovrebbero essere totalmente ripensate secondo quanto detto poc'anzi. Un bracket all'americana è a mio parere la migliore soluzione per una buona fase finale giocando al massimo una partita al giorno ed eliminazione dopo due sconfitte.

 

L'attività giovanile agonistica dai 16 ai 23 anni

Questo è il momento di raccogliere i frutti di un lavoro che potrebbe essere stato lungo dieci anni. E' incredibile che si possa mettere a rischio dieci anni di lavoro con scelte inopportune rischiando l'abbandono nel momento di maggiore espressione tecnico/agonistica dei giovani. Ogni atleta è un patrimonio enorme. Una scelta errata potrebbe causare l'abbandono e quindi dieci anni che se ne vanno in fumo. La maggior parte di questi giovani arrivano da società che hanno investito tempo e denaro. Hanno giocato dalle 20 alle 40 partite a volte anche più (tra campionato e tornei). E' assolutamente impensabile relegare atleti a tal punto di formazione ad un campionato Under di 12 partite o peggio ancora ad una campionato seniores dove se va bene totalizzano 20 presenze al piatto o 10 inning lanciati e questo ripetutamente per più anni.

Molti di questi giovani sono studenti e pertanto liberi da impegni lavorativi e scolastici nei mesi di Luglio e Agosto. Un grande campionato estivo (sempre copiando dagli Stati Uniti del tipo Summer League) in cui si gioca quasi ogni giorno raccogliendo i giocatori più volonterosi, associando stranieri o giocatori senior a tempo pieno e perché no, alcuni giocatori provenienti dagli USA al termine dei loro studi universitari. Con l'ulteriore sforzo di assumere un coach di university per ogni squadra si potrebbe portare la mentalità di oltreoceano così adatta allo sviluppo dei giovani talenti. A questa summer league potrebbero partecipare atleti provenienti da ogni società con il sistema del doppio tesseramento.

 

L'attività giovanile di alto livello

Si comprende in questa sezione tutto ciò che si può definire selezione e scelta di atleti migliori. A volte le selezioni sono scollegate tra loro con la conseguenza di sovrapposizioni l'una sull'altra, incomprensioni tra gli staff, disappunto tra le famiglie e a farne le spese sono sempre i ragazzi e le ragazze. Attualmente abbiamo tre fasi di selezione:

  1. Regionale
  2. Verde/Azzurro
  3. Nazionali di categoria.

L'attività di selezione, di ogni selezione dovrà essere coordinata sia dal lato tecnico che organizzativo. Ogni atleta dovrà dove è possibile partecipare ad ogni gradino al quale venga convocato. Non si può rifiutare una convocazione Regionale e poi essere chiamato in una Nazionale. Ogni Selezione avrà a disposizione un numero di giornate di try-out e allenamenti e non dovrà mai essere sovrapposta ad un'altra selezione. Gli staff dovranno essere in completa collaborazione e sinergia rispettando i ruoli propri e dei colleghi.

 

L'Accademia di Tirrenia a mio parere dovrebbe avere la sua squadra partecipante ad un campionato di alto livello. Nella clausola di contratto oltre al consenso per la partecipazione agli allenamenti le società dovrebbero acconsentire che i propri atleti siano inseriti nella squadra dell'Accademia. In caso contrario non potrà essere accolta la domanda. L'atleta sarà restituito alla società di appartenenza al termine della sua partecipazione all'Accademia.


Le Accademie Regionali potrebbero essere incentivate e maggiormente mobili sul territorio similmente al programma Accademia Piemonte 2014/2015. L'esperienza dei due anni precedenti hanno convinto l'organizzazione ad aprire attività in più luoghi così da contattare maggiori atleti e soprattutto per trasferire le conoscenze tecniche alle società per una crescita dell'intera regione. Un obiettivo realizzabile allo stato attuale sarebbe un'Accademia che si svolge in due luoghi della regione abbracciando le società delle diverse zone. 

 

Monitoraggio

 

 

A fine di ogni anno si dovrebbero analizzare tutti i dati descritti nel precedente capitolo e capire se gli obiettivi sono raggiunti o comunque il trend è in fase di miglioramento, oppure se i numeri non sono migliorati o peggio ancora peggiorati. Ogni obiettivo mancato va analizzato senza trovare scusanti. Il problema ad esempio non può essere genericamente la crisi. C'è la necessità di trovare le motivazioni vere e applicare misure di cambiamento atte alla ricerca nuovamente dell'obiettivo mancato.

 

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Commenti: 1
  • #1

    Barbara (venerdì, 13 febbraio 2015 10:02)

    Caro baseball on the road,
    Ho letto il tuo articolo sull’attività giovanile.
    Che dire, la disamina è precisa e corretta, ma, hai omesso, secondo me, alcune cose fondamentali, e mi spiego:
    1) Le società spesso non sono attrezzate numericamente per poter seguire e\o monitorare il flusso degli abbandoni ed ancora più spesso non si fanno, per dir così, un esame di coscienza sul perché questo accade;
    2) L’approccio di molti tecnici è quello di curare in modo speciale solo gli atleti più talentuosi con il risultato che gli altri si sentono abbandonati e pensano di non valere poi molto, ma cosa ancora più devastante, scatena la rabbia dei genitori che alla lunga convincono il ragazzo\ragazza a lasciare la squadra e peggio ancora lo sport, è qui che dovrebbe scattare il monitoraggio delle società. Tutti gli atleti devono avere la loro soddisfazione e tutti devono giocare per farli crescere in modo omogeneo, ovviamente, le eccellenze ci saranno sempre;
    3) Le Accademie sia quella di Tirrenia che quelle Regionali, invece, mi sembrano il fiore all’occhiello dell’attività giovanile ad alto livello purchè i selezionati frequentino SOLO per merito e per capacità e non prendendo scorciatoie che fanno solo del male a tutto il movimento;
    4) Le Nazionali giovanili, argomento spinoso. Secondo me sono utili ma molto dispendiose sia in termini di uomini che di risorse, e, quindi, bisogna necessariamente renderle competitive non possiamo permetterci di piazzare la nostra nazionale U15 dietro l’Argentina in un mondiale. Il nostro baseball giovanile è migliore di quello espresso nelle partite giocate. Allora cosa dobbiamo pensare: tecnici non all’altezza, convocazioni ad personam…….
    I tecnici delle nazionali dovrebbero poter visionare le partite di campionato della categoria a loro assegnata e non solo presentarsi ai try out dove, tutti sanno che non sempre gli atleti si comportano come sanno e, parecchi possono fallire l’obiettivo.
    5) Sul monitoraggio quello che scrivi è giustissimo ma bisognerebbe in primis formare dirigenti di società in grado di fare questo e, soprattutto, gli stessi dovrebbero obiettivamene valutare il lavoro svolto dai propri tecnici senza sentimentalismi e senza aver paura di offendere nessuno.