________________________________ Ripartiamo dal reclutamento

di Paolo Castagnini

Il tempo impiegato per discutere di sviluppo del baseball e del softball non è mai abbastanza. Inizio oggi ad esprimere la mia opinione su che cosa si dovrebbe fare per migliorare i nostri sport. E' solamente un contributo per attivare una discussione sul tema. Chiedo la partecipazione di quanti lo desiderino, manifestando la loro idea attraverso i commenti oppure inviando una mail.

I commenti non dovranno essere offensivi né per le persone né per il lavoro altrui e nello stesso tempo dovranno riguardare il tema proposto.

1^ Parte - Dal reclutamento all'attività giovanile non agonistica

 

L'Italia sta passando una grossa crisi economica e senza dubbio anche il baseball/softball italiano ne risente. E' vero che lo sport in genere è in crisi, ma ciò nonostante ci sono eccellenti esempi di crescita. E' necessario uno studio su come si possa convincere le famiglie e quindi i genitori ad iscrivere i loro ragazzi e ragazze nelle società di baseball e softball.

 

L'immagine del baseball/softball nei confronti delle famiglie

Quando si parla di immagine credo sia importante capire come si muovano i nostri maestri e cioè gli Americani. Il baseball è uno sport che negli Stati Uniti è visto come parte della vita, passatempo, sport per la famiglia. Sembrerebbe una valutazione legata esclusivamente agli Stati Uniti (come il calcio in Italia) ma questo non è vero. Il baseball/softball è uno sport per le famiglie per la sua struttura, per le sue caratteristiche. Negli stadi americani del football (altro sport americano per eccellenza) ci vanno i tifosi. Negli stadi di baseball ci vanno le famiglie. Questa suddivisione è importante per capire i meccanismi di questo sport. Se noi puntiamo su questa immagine potremmo coinvolgere una grande quantità di famiglie che non ama andare allo stadio del calcio, ma che potrebbe passare qualche piacevole ora negli stadi del baseball e di riflesso portare i figli a praticare questo sport. Il baseball piace incredibilmente ai ragazzi delle scuole, ma è sconosciuto alle famiglie e questo vanifica il lavoro di molti istruttori scolastici. In conclusione diviene necessario uno studio approfondito di immagine e comunicazione con il tema Il baseball lo sport per la famiglia.  

Dovremmo applicare una strategia di comunicazione univoca nei confronti di bambini, ragazzi, ragazze e famiglie. Non basta la buona volontà di persone spesso volontarie che offrono localmente una molteplicità di proposte nei nomi: Minibaseball, Il baseball che passione! - Batti e Corri!, MGDB, ecc. creando molta confusione e difficoltà a poter vendere il progetto ad eventuali sponsor disponibili. Un grande progetto in partnership con una grande azienda che vuole investire sull'immagine scuola/sport/famiglia sarebbe la soluzione ideale.

 

L'attività di reclutamento passando dalla scuola

E' fuori dubbio che la scuola fornisce il miglior luogo dove reclutare. La Commissione Sport Scolastico ha fatto un ottimo lavoro con un progetto rivolto ad insegnanti delle scuole, ma il tutto non è accompagnato da una struttura adeguata sul territorio.

Quando il nostro personale opportunamente istruito (Dirigenti della Federazione, delle Società, Istruttori Scolastici, Tecnici) si reca presso una scuola dovrebbe presentarsi in modo univoco in tutto il territorio Nazionale: Abbigliamento, Nome e contenuto del Progetto, metodo di lavoro, materiali, dovranno essere gli  stessi dalla Valle d'Aosta alla Sicilia. Quello che cambia sono tempi e numero degli interventi in base alle esigenze di quella scuola. Se l'iniziativa proviene da un operatore scolastico (Maestri, Insegnanti di Educazione Fisica, Dirigenti Scolastici) questi devono poter reperire in modo semplice e veloce ogni informazione per attivare un corso di tale Progetto nella propria scuola.

All'interno del sito internet ci dovrebbe essere una sezione apposita con un link in chiara evidenza in homepage. In questa sezione un addetto al mondo della scuola deve poter trovare:  L'intero Progetto dettagliato, le persone incaricate della zona a cui fare riferimento per ogni informazione e assistenza. Dette persone contattate via mail o telefonicamente dovrebbero dare risposte tempestive sulla fattibilità o meno del Progetto da parte di Personale qualificato o in alternativa tutto l'occorrente per poterlo attivare in modo autonomo dalla scuola.

 

Altre forme di reclutamento

Nello stesso modo come per le scuole il Progetto di reclutamento dovrebbe essere divulgato in ogni ambiente di aggregazione. In particolare ci si dovrebbe rivolgere alle Polisportive e agli Enti di Promozione che solitamente sono sempre disponibili ad introdurre occasioni di novità. Lo stesso progetto potrebbe essere presentato in oratori, centri estivi, organizzazioni in villaggi vacanze ecc. Niente dovrebbe essere tralasciato e sottovalutato

 

L'attività giovanile non agonistica

Capitolo di fondamentale importanza è l'Attività giovanile non agonistica quale anello di congiunzione tra attività scolastica e divulgativa ed attività agonistica. Ogni scuola, polisportiva o punto di aggregazione, al termine del Progetto di reclutamento dovrebbe poter iscrivere una squadra o gruppo all'attività federale non agonistica. Questa attività potrebbe essere strutturata in modo da rendere il nostro sport semplice e divertente. Affiliare un gruppo o squadra all'attività non agonistica dovrebbe essere semplice ed immediato. Sempre attraverso il sito internet si dovrebbero reperire tutte le informazioni del caso. L'attività non agonistica deve rimanere all'interno della zona geografica senza finali di nessuna sorta. Le regole di questa attività dovrebbero essere semplificate appositamente in base all'età dei partecipanti che devono comprendere tutte le fasce d'età dai 6 ai 18 anni.

 

Segue

 

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Commenti: 3
  • #1

    Edmondosquarzanti@gmail.com (mercoledì, 07 gennaio 2015 15:26)

    buongiorno, condivido pienamente anzi molte di queste cose vengono attuate costantemente, ma sempre si cade poi nella burocrazia, e nelle difficoltà di reperire referenti per un aiuto sia durante il percorso che, magari, fosse economico, noi siamo di Ferrara dove il baseball è mancato per circa 30anni, e dove in un solo anno, da circa 6/7 bambini siamo passati ad un 25/30 iscritti. Tra novembre 2014 e marzo 2015 il Ferrara baseball & softball grazie al volontariato avrà contattato circa 340 ragazzi dagli 7/8 anni ai 15/16 anni nelle scuole di vario grado della provincia. Abbiamo solamente un kit nuovo ed uno vecchio col quale promuoviamo questo meraviglioso sport. Ne abbiamo richiesti altri due, ma i tempi si allungano.
    Come facciamo ???????
    Se la Fedrazione ci tiene a queste realtà dove si insegnano i principi di questo meraviglioso sport per he non ci aiuta a velocizzare e ci supporta con iniziative tipo ( i primi 2/3 anni tesseriamo i ragazzi gratis) od altro????? Accettiamo qualsiasi suggerimento
    Grazie e w il baseball

  • #2

    Marco (giovedì, 08 gennaio 2015 09:00)

    Per quel poco che conosco non ho mai capito perchè le società, almeno nella mia città, si limitano sempre a "cercare nelle scuole" solamente a livello Elementari mentre mai tentano di rivolgersi al livello Medie. Un'età molto difficile ma dove spesso i ragazzi hanno bisogno di qualcosa di nuovo ma nessuno gli propone niente!!!!. ps: io una risposta me la sono data....tutti pensano e sperano di allevare campioni e ritengono che chi inizia a 12/13 anni non potrà mai eccellere o essere competitivo, dimenticando invece che a volte è sufficiente diventare un giocatore di baseball.

  • #3

    franco ludovisi (giovedì, 08 gennaio 2015 17:40)

    Anche il baseball italiano si identifica come uno sport per la famiglia: soprattutto nelle categorie giovanili.

    E dato che non vi sono che pochi esempi di baseball giocato sul territorio bisogna ammettere che l'unico modo per farlo conoscere è la scuola.

    Distinguiamo la scuola nelle località dove già si pratica il baseball da quelle vergini.

    Per queste ultime non mi addentro nemmeno sul come fare per diffondere la nostra disciplina:
    occorrerebbe un intervento unicamente federale con istruttori, materiale, impianti tutti provenienti da "fuori" che sicuramente non siamo in grado di proporre segnatamente nel momento della raccolta dei frutti, cioè quando le nuove realtà si dovrebbero confrontare con "l'Attività giovanile non agonistica anello di congiunzione tra attività scolastica e divulgativa ed attività agonistica".

    Dove il baseball è già presente la diffusione attraverso la scuola può risultare più agevole:
    dalla mia personale esperienza non è un problema entrare nella scuola anche senza programmi predefiniti, senza aiuti materiali esterni.
    Una mazzetta di plastica che si trova nei supermercati, molte palline di ogni tipo, purché morbide, quattro riquadri antisdrucciolo come basi e un tee che si può ottenere anche infilando in una tazza di plastica riempita di gesso un tubo di plastica di altezza media per un bimbo.

    Ma se ci fossero programmi, materiale, supporti di operatori addestrati ad hoc sarebbe meglio. Si fa molta fatica ad ottenere dai Comitati Regionali i nominativi di chi ha partecipato ai corsi per la scuola di una città che ne chiede l'intervento. Certo che mandare manifesti e locandine a chi chiede materiale sarebbe come dare il solo menù ad un affamato e non servirgli qualche portata.
    Dove, sempre nella mia esperienza, mi sono trovato in difficoltà è stato (al compimento di un lungo lavoro a scuola: 5 anni) proporre i giovani alle Società che, quando andava bene, mi dicevano:
    "Noi abbiamo i nostri".
    E continuare l'attività in proprio, anche questo possibile, come nuova realtà autonoma trovava difficoltà per la mancanza dell'attività "non agonistica" di cui si parla nell'articolo.