________________________________ Una collisione d'altri tempi

di Franco Ludovisi

E’ importante parlare dell’attualità e nel nostro caso trattiamo di COLLISIONI.

E’ altrettanto importante ricordare quanto è avvenuto nel passato perché dall'esperienza si traggono  regole e  comportamenti futuri  e inoltre il racconto dell’esperienza fatta fa ricordare persone e cose che  meritano di  esserlo. Almeno ogni tanto. Ho avuto il privilegio, quando ero un ragazzo, di avere come allenatore (e maestro di vita, anche) James Larry Strong di cui potrete sapere tutto consultando il suo profilo  nella Hall of Fame Italiana.

Gino, come lo chiamavamo noi, non trascurava nulla nell'insegnamento del baseball, né la pratica, né la teoria:

e per teoria era compreso anche il comportamento che dovevi avere in campo per essere vincente.


Ed a proposito delle collisioni col ricevitore  avversario a casa base le sue istruzioni  erano che lo dovevi caricare “duro” per fargli perdere la palla ed arrivare salvo a punto e che non dovevi cadere in inganno se lo vedevi “remissivo” in attesa di un ipotetico tiro a casa per l’eliminazione:

“Fate attenzione perché in America i ricevitori fanno finta che il tiro non arrivi poi, quando questo è vicino, si muovono rapidamente per la toccata e l’out: se vedete che il ricevitore è in rotta di collisione caricatelo duramente e basta, la prossima volta starà più attento.

Questo è il gioco”. 


Nella foto James Larry Strong
Nella foto James Larry Strong

L’obbedienza a Gino era totale da parte nostra e capita allora che a Milano contro il grande Europhon mi ritrovi in terza base quando un mio compagno batte vicino al foul di sinistra una radente difficile da battezzare se buona o no:

ma Strong che suggerisce in terza mi urla subito di correre  a casa ed io vado.

Cameroni, che giocava ricevitore, è posizionato  davanti alla casa base sulla linea di terza e ha già visto che la battuta è foul.

Il suo atteggiamento è rilassatissimo.

“Vedi che Gino ha ragione e che Gigi vuole fare il furbo? Adesso ci penso io.”

E lo carico di brutto, lo spedisco per terra, perde guanto e maschera che non si toglieva mai e mi rimedio anche l’espulsione decretata dall'arbitro Pettener per la carica brutale.


Ma Strong interviene col Direttore di Gara, spiega le ragioni della carica, indica la regola a cui si appella e Pettener mi grazia e mi rimanda in terza.


Sui lanci seguenti il mio compagno nel box batte sull'esterno centro e io corro a casa, ma Cameroni si trova ancora, tutto contemplativo, sulla casa base a “guardare” la battuta.


Altra carica, devastante come la prima, immunità assoluta per me dato il precedente scontro ufficialmente ammesso, ma irrimediabile lunga interruzione dei rapporti cordialissimi che c’erano fra me e Gigi, fortunatamente risolti qualche tempo dopo con un invito a cena, a Milano, per gustare insieme e in amicizia la “casseula”. 


Scrivi commento

Commenti: 0