________________________________ Problema tempi morti anche in MLB

Jacoby Ellsbury apre e chiude lo strip dei guantini
Jacoby Ellsbury apre e chiude lo strip dei guantini

di Frankie Russo

La necessità di eliminare i tempi morti nelle partite di baseball è un problema che non assilla solo il baseball nostrano, ma a quanto pare anche la MLB, stando alle dichiarazioni del neo-eletto Commissario Rob Manfred e all'analisi di Keith Olbermann, scrittore sportivo dell’ESPN, il quale  afferma che le soluzioni ci sono; esistono già le regole per porre fine a questa piaga che oggi sembra affliggere il baseball e che si ritiene sia uno dei motivi principali che tiene lontano sempre più il pubblico da questo sport. “Allora, se così è, come mai non si affronta il problema? Vediamo cosa ha da dirci Olbermann nel monologo video:

Nella foto il giornalista e scrittore Keith Olbermann
Nella foto il giornalista e scrittore Keith Olbermann

Traduzione di Frankie Russo dal Video apparso il 22 di Agosto su ESPN dal titolo: I tempi morti visti da Keith Olbermann - La MLB ha la possibilità di accorciare le partite da subito!

 

“Bud Selig si lamenta della lentezza e dei tempi morti della partita, ma la MLB ha già le soluzioni per risolvere il problema. Selig sostiene che le partite durano 17 minuti in più rispetto a quando fu eletto ventuno anni fa. Il Commissario sostiene che uno dei motivi che maggiormente lo affligge,  è che:

 

”Non c’è nessuna ragione per cui un battitore, dopo ogni lancio, debba uscire fuori dal box per aggiustarsi i guantini, specialmente quando è un ball. Perché perdere tempo se non ha nemmeno sventolato la mazza (*)?”

 

La soluzione già c’è, il fatto è che nonostante il caso sia già contemplato nel regolamento, non c’è nessuno che lo applica. Vediamo cosa recita la regola 8.04:

  • Quando le basi non sono occupate, il lanciatore deve lanciare la palla al battitore entro 20 secondi dopo averla ricevuta. L'arbitro deve chiamare un ball ogni qualvolta il lanciatore ritarda la partita violando questa regola. Lo scopo è di eliminare ogni ritardo ingiustificato.

 

Benissimo, questo riguarda il lanciatore. E il battitore? Andiamo a leggere la regola 6.02b:

 

  • Il battitore non deve abbandonare il suo posto nel box dopo che il lanciatore ha assunto la posizione fissa o ha iniziato il caricamento.

Stando a questa regola, risulterebbe illegale anche la famosa alzata di braccio di Derek Jeter alla quale siamo stati abituati negli ultimi vent'anni!

Selig afferma ancora:

 

“Stiamo registrando il punto massimo di spettatori come non mai, ma vivendo in un’era diversa, dobbiamo adeguarci ai tempi. E vi posso assicurare che l’argomento è costantemente all'ordine del giorno.”

 

Ma è pure vero che in uno dei suoi discorsi appena insediato come Commissario, Selig promise di affrontare il problema dei tempi morti per riportare la durata delle partite nelle due ore e mezza. Questa promessa risale al 1993. Promise anche che avrebbe introdotto una nuova regola per obbligare il battitore a tenere almeno un piede nel box tra un lancio e l’altro, come già avviene nel torneo autunnale delle selezioni delle leghe minori che si svolge in Arizona. Da sola questa regola avrebbe fatto risparmiare un minuto per ogni mezzo inning, per un totale di venti minuti per partita.

 

In conclusione, come abbiamo visto, applicando la regola 8.04, la 6,02b ed eliminando altri tempi morti, la possibilità di ridurre la durata delle partite ci sarebbe a cominciare già da domani. Però nulla si sta facendo. E allora, qual è l’unica logica conclusione? (qui c’è una lunga pausa di Olbermann in attesa di una risposta, molto simpatica, ndr). La verità è che non vogliono accorciare la durata delle partite!

 

Avete mai ascoltato una partita alla radio e tutti quei curiosi e simpatici messaggi pubblicitari? “Il primo lancio della partita vi è offerto dalla ditta “vattalapesca”. Ora mi domando: Se eliminiamo quei tempi morti, ci sarebbe ancora spazio per tutte quelle pubblicità? E’ stato accertato che durante la radiocronaca di una partita degli Yankees, sono passati ben 22 messaggi promozionali. Vi siete mai chiesti a quanti dollari corrispondono? Oppure cosa si vede sullo sfondo quando fanno rivedere un’azione al replay, o quando fanno rivedere un lancio? E ancora, cercate di calcolare quanti passaggi pubblicitari in più ci sono in una partita che dura tre ore invece di due ore e mezza! O quanta birra, cibo, e materiale vario viene venduto in quel lasso di tempo. E questo è il minimo.

 

Una volta, durante il periodo dei playoff e World Series, ero analista per la NBC prima, e FOX dopo. La FOX mi mostrò gli share di ascolti. Ebbene, sapete perché una partita inizia alle 8.07 invece che alle 7.37? O perché alle 8.37 invece che alle 8.07? Perché più si avvicina la mezzanotte, precisamente intorno alle undici, più aumentano gli ascolti, non importa chi gioca, non importa il risultato.

 

Ora sarà anche interessante ascoltare Bud Selig dichiarare che vuole eliminate i tempi morti dopo vent’anni da quando si è insediato come Commissario, ma la lunghezza delle partite è principalmente una sua colpa, perché le regole ci sono e le ragioni dei ritardi sono stati individuati. Per cominciare a risparmiare venti minuti di partita già da domani, è sufficiente che invii una email a chi di dovere e, naturalmente, cominci a restituire tutti gli utili provenienti da quei venti minuti in più di telecronaca.”

 

Fin qui l’analisi critica di Keith Olbermann che può essere condivisa o meno. Una cosa è certa, il problema della pubblicità è un problema prettamente del baseball americano. Da noi sarebbe sufficiente prestare  maggiore attenzione alle regole esistenti, magari evitare che il lanciatore faccia il giro del monte dopo ogni lancio (e per questo non servono regole, basta un coach). Probabilmente l’applicazione di questi piccoli accorgimenti potrebbero essere i primi passi verso la riduzione della durata delle partite.


Condividi questo articolo con i tasti qui sotto! Divulga Baseball On The Road!


Scrivi commento

Commenti: 0