________________________________ Rob Manfred: catturare i giovani appassionati 

Nella foto Rob Manfred il nuovo Commissioner MLB succeduto a Bud Selig
Nella foto Rob Manfred il nuovo Commissioner MLB succeduto a Bud Selig

di Frankie Russo

Rob Manfred è stato eletto il 10° Commissario della MLB con il compito di catturare  i giovani appassionati e velocizzare un gioco in un era che ha visto aumentare la concorrenza e diminuire le attenzioni. Il 55enne Manfred ha lavorato per la MLB dal 1998 e succede a Bud Selig, che lo ha fortemente voluto, e la sua elezione rappresenta un cambio generazionale.

 

Ma è anche una pesante eredità ed un compito arduo. Quali saranno le difficoltà che dovrà affrontare sono riportate in un articolo di Gordon Edes su ESPN.com.

Era l’estate prima che fossero annullate le World Series del 1994 quando Reggie Jackson, di fronte a una platea di migliaia di tifosi in New York, con inconsueta umiltà, puntualizzò che lui era solo un anello della catena. Jackson lanciò un avviso e un ammonimento, parole che il nuovo Commissario Rob Manfred, farebbe bene a tenere in mente.

 

“Se il baseball si perderà nell'economia che lo sta divorando, allora perderemo quella parte di umanità che è unica nel nostro gioco”, proferì Jackson in occasione della sua elezione nella Hall Of Fame. “Noi tutti lo dobbiamo sentire e lo dobbiamo vivere a modo nostro, consapevole della sua vulnerabilità. Per le milioni di persone che questo gioco ha rappresentato, tutti noi dobbiamo imparare ad ammirarlo. Soffermatevi a ricordare Buck O’Niel (* leggi a fine articolo) e tutti gli altri che hanno giocato solo per l’amore verso il baseball."

 

Il baseball è inondato da dollari come mai prima. I ricavi si avvicinano ai 9 bilioni di dollari, le società incassano oltre 2 bilioni per biglietti venduti, e i giocatori firmano contratti per 300 milioni di dollari, i contratti televisivi stanno raddoppiando e la costruzione di nuovi stadi sono in continuo aumento.

 

Selig è stato lo stratega nel creare questo ambiente e per questo da qualcuno è considerato “il più grande commissario di tutti i tempi”.

Rob Manfred ha avuto i suoi meriti. La sua relazione con i proprietari delle società è stata fondamentale, insieme a quella di Selig e Don Fehr, capo del sindacato, per sconfiggere uno dei più grandi scandali degli sport Americani, il doping. Manfred ne ebbe un importante ruolo.

 

La pace, come spesso accade, viene ad un alto prezzo, ad iniziare con il fermo del campionato nel 1994 cancellando le World Series e facendo giocare i giocatori delle leghe minori  che rappresenta la pagina più vergognosa del baseball dopo lo scandalo dei “Black Sox”  (** leggi a fine articolo).

 

Si potrebbe pensare che tutto ciò sia stato facile, ma così non è. Si sente ancora parlare molto spesso del “periodo post doping” e Selig ha vinto la sua battaglia con il caso di A-Rod, e poi il successo ottenuto con le innovazioni della Wild Card, dell'Interleage Play,  del World Baseball Classic e dell’Instant Replay. Tutto in dispetto al doping e agli scioperi.


Ma i pericoli sono sempre dietro l’angolo e il mondo del baseball non può far finta di non vedere la propria prosperità. I rinvii a giudizio della scorsa settimana di Tony Boesch e di altri dopo un’indagine della DEA sottolineano come il doping è una piaga non ancora completamente sconfitta e non può essere eliminata solo da alcuni piccoli operatori.  E’ una lezione che insegna come la MLB, sotto la guida anche di Manfred, ha dovuto affrontare, pur con qualche dubbio, il caso Alex Rodriguez e dimostrare come tutto ciò può portare più danno che bene ad una istituzione.

Non c’è posto per il sentimentalismo.

 

Ci sono anche altre questioni che vengono a enormi costi personali per i principi in essi coinvolti. Il mondo del baseball ha l’opportunità di osservare le grandi prestazioni delle Stelle cubane quali Yasiel Puig, Jose Abreu e Yoenis Cespedes. Ma essi sono soggetti alla costrizione di partecipare a un mondo sotterraneo di corruzione e pericolo, di gangster, contrabbandieri, tangenti e minacce, come quella ricevuto da Cespedes durante una partita quando ancora con Oakland, per ripagare le persone che lo avevano aiutare a fuggire da Cuba. Anche Puig  ha subito simili minacce.  Il mondo del baseball non può più essere parte di un tale sistema, quello di cui Manfred è intimamente a conoscenza.

 

E soprattutto il baseball non può essere compiaciuto del suo successo e della sua connessione con i tifosi della prossima generazione. E 'uno dei motivi per cui un terzo dei proprietari durante il ballottaggio era orientato verso l’elezione di Tom Werner, il dirigente televisivo di lunga data, credendo che Werner potesse portare nuove idee per far crescere il gioco. Gli ascolti televisivi sono in calo, le lamentele riguardanti la lunghezza del gioco sono in crescita, il pubblico di base è formato da persone di mezza età, e il numero di giocatori di altissima qualità non è pari a quello degli altri sport.

 

Inizialmente, i proprietari non ritenevano  Manfred l’uomo giusto per riportare il baseball ad alti livelli, ma alla fine Selig è riuscito a farlo votare all'unanimità. La convinzione dei proprietari ora è che Manfred sarà un ottimo Commissario, compresi quelli che inizialmente non erano favorevoli alla sua elezione e che adesso daranno il loro totale sostegno.

 

Ed è così che Manfred eredita il mantello della leadership nella speranza che abbracci lo spirito di Reggie Jackson.

 

(*) Buck O’Niel: Nel 2008 la National Hall of Fame riconobbe a John Jordan “Buck” O’Niel, una legenda della Negro League, la sua lealtà per la dedizione al baseball durata 8 decadi. A O’Niel fu riconosciuto l’impatto che ebbe su migliaia di persone, in quanto usò il baseball per insegnare lezioni di vita, di sentimento e rispetto. I suoi insegnamenti vanno ben oltre quelli visti solo sul campo.

 

(**)Le World Series del 1919 tra i Chicago White Sox, campioni della American League, e i Cincinnati Reds della National League passarono alla storia per lo scandalo che coinvolse otto giocatori di Chicago, sospesi a vita dopo che un tribunale stabilì che si erano messi d'accordo con due giocatori d'azzardo per perdere intenzionalmente la finale, dietro pagamento di compenso.

La storia della corruzione dei giocatori e del loro processo venne definita Scandalo dei Black Sox, dal nome della franchigia, per il fatto che i "calzini bianchi" (White Sox) divennero neri per aver perso il loro candore. 

 

 

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