________________________________ Gregory Woodstock e la favola del Whisky drivers

Pastime presso San Quentin Prison's
Pastime presso San Quentin Prison's

di Giovanni Delneri

Storia di libera fantasia su argomento vero.

Dopo una forte pioggia torrenziale il Blackfoot River si era ingrossato e non invitava di certo ad un picnic lungo la sua riva pertanto tutti a casa al calduccio. Alla sera, dopo cena, Kelly riprese il suo tablet e lesse: Cari amici, scriveva il Bombo, ora vi racconto una storia che potrebbe essere vera o il frutto della fantasia di qualche amante degustatore di Whisky. Comunque vale la pena di raccontarla perché alla fine si parla di baseball e questa è la cosa più importante. Dovete sapere che un certo Gregory Woodstock negli anni venti, lavorava a Detroit come driver per loschi elementi che commerciavano Whisky e birra di contrabbando. Nel 1929 la legge permise il commercio legale dei superalcolici e così il suo lavoro non ebbe più senso e si trovò disoccupato.

I pochi dollari che aveva a disposizione li impegnò nell’acquisto di una bottiglia di Whisky, lui che l’aveva sempre avuto a disposizione senza pagarlo. Entrò in un negozio dove gli consegnarono oltre alla bottiglia, anche un sacchetto di carta dove riporre la bottiglia nel caso l’avesse bevuta per la strada, così da non incorrere in una grave e costosa sanzione da parte della Polizia locale. Naturalmente Gregory si attenne alla regola e uscito dal negozio ne trangugiò un lungo sorso e sorso dopo sorso, arrivò a casa strafatto.

 

L’alcol che dilata le arterie e riduce ossigeno al cervello lo immerse in un profondo sonno sino al mattino, ma durante la notte la sua mente gli suggerì un idea molto originale. Fece una gelida doccia e ripreso il controllo di se stesso pensò: “e se tornassi a giocare a baseball?" In fin dei conti Gregory era stato la seconda scelta dei Detroit Tiger. Erano trascorsi però 10 anni e di certo le sue capacità atletiche sarebbero state carenti. Quindi perché non provare nell’arbitraggio?

 

Si iscrisse così ad un corso per Umpire della Federazione Americana. L’età glielo permetteva; bastava una forte volontà che lui mise con tutte le sue forze; superò il corso e fu pronto a diventare un eccellente Uomo Blu. Al momento però delle designazioni l’FBI rovistando nella sua fedina penale si accorse che qualche problema di giustizia, anche se non molto grave e ora risolto, Gregory l’aveva avuto. L’ombra della non nitida figura gli era rimasta.

 

Come proporre alla Lega un nuovo arbitro reo di essere appartenuto come driver di carichi di Whisky e birra? E così il sogno di Gregory sembrava essere fallito.

Si appellò ai Servizi Sociali e da questi ottenne un'ottima soluzione.

La Direzione del carcere di Detroit lo scelse come Umpire per i tornei di baseball che si tenevano ogni anno tra i detenuti (quelli meritevoli che scontavano condanne per reati contro il patrimonio e truffe varie).

 

Arrivò così la finale del Torneo tra la squadra dei LIBERANDI, capeggiata dal forzuto Mac Jenson, noto truffatore immobiliare di Santa Monica in California e ex giocatore professionista e la squadra dei TRATTENUTI dove il capitano era Hoker May Storton, noto sfruttatore di ricche e attempate ereditiere della California, idolo della sezione femminile e pertanto Playboy di lungo corso. Hoker non aveva mai giocato in squadre vere però ci sapeva fare ed era un discreto stolen bases, abituato alle innumerevoli fughe quando era in libertà.

 

Il giorno previsto per l’incontro non poté che essere il quarto giovedi del mese di Novembre, ricorrenza fatidica del THANKSGIVING DAY (GIORNO DEL RINGRAZIAMENTO). Naturalmente il premio ai vincitori sarebbe stato un gigantesco tacchino. Mancando i spettatori a bordo campo, l’evento veniva trasmesso su grandi schermi televisivi, nei diversi raggi del carcere (ok, ok la TV non era ancora stata inventata, ma nella storia ci sta).

 

Tutto filò liscio sino al settimo inning, quando il diavolo ci mise la coda.

Situazione in campo: punteggio di 1 a 0 a favore dei LIBERANDI; corridore dei TRATTENUTI in prima base ed un eliminato. Alla battuta Hocker May Storton.

Il lanciatore dei LIBERANDI, Joe Full Carting (detto il Tossico per aver venduto Whisky adulterato in una riserva di Navajo in Arizona) sparò un missile al centro dell’area strike e Hoker May Storton, che non aspettava che quello, effettuò una battuta tesa verso l’esterno destro.

 

Il corridore in prima base, pensando che la palla potesse venir presa al volo, si portò a metà tra la prima e la seconda base aspettando lo svolgersi dell’azione. Hocker May Storton invece, certo che la palla oltrepasserà la recinzione, non esitò nella corsa sulle basi e con velocità impressionante, (come se uno sciame di parenti di una vecchia e facoltosa ereditiera lo inseguisse per punirlo) oltrepassò il suo compagno corridore. La palla finì oltre la recinzione per un home run. Quando però Hoker May Storton toccò casa base GREGORY, che era posizionato sulla destra del ricevitore, con un terribile e deciso swing a pugno chiuso verso il basso urlò: "OUT"!. Pochi secondi dopo arrivò il corridore che era in prima base e GREGORY allargando le braccia gridò con decisione "SAVE"!.

 

Fu accreditato un solo punto e pertanto il sorpasso non ci fu.

Se fosse successo in una normale partita all’esterno di un carcere le contestazioni verso l’arbitro sarebbero state molto vivaci, ma in quel luogo ci fu solo una richiesta pacata di chiarimento da parte del manager.

 

L'Umpire GREGORY allora spiegò il motivo della chiamata OUT.

Nel momento in cui il battitore oltrepassa un corridore che lo precede, egli viene automaticamente eliminato, anche se la battuta si trasforma in un fuori campo."

 

Poi il diavolo se ne andò e al nono inning con una pazzesca grande rubata dalla terza a casa base Hoker May Storton, segnò il punto della vittoria per la squadra dei TRATTENUTI. Esplosione di gioia nel settore femminile a favore del loro playboy e consegna del gigantesco tacchino dove per regolamento ai perdenti LIBERANDI veniva data solo la pelle.

 

"Spero che sia una storia vera" disse Jenni, "ma comunque sicuramente molto avvincente".

Kelly sorrise, strizzò l'occhio destro, spense il tablet e disse: "E' ora di andare a dormire".

 

TERZABASE

 

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Commenti: 4
  • #1

    Roberto B. (martedì, 08 luglio 2014 16:56)

    Come al solito storie simpatiche e coinvolgenti
    Molto interessanti anche per chi non conosce a fondo il Baseball

  • #2

    Giorgio (mercoledì, 09 luglio 2014 13:46)

    Ma dove le vai a prendere tutte queste notizie ?
    Sono di pura fantasia o sono in parte vere ?
    Comunque, complimenti per il racconto !!!
    Ciao alla prossima .
    Giorgiio

  • #3

    TERZABASE (mercoledì, 09 luglio 2014 15:16)

    Caro Giorgio la fantasia è un dono di natura.A volte raccontando la realtà ti accorgi che le notizie avute non sono proprio attendibili anche perchè nella notte dei tempi c'era chi raccontava ma non sapeva ne leggere e ne scrivere, pertanto chi scriveva poteva scrivere quello che voleva.Ciao

  • #4

    Leoni (venerdì, 11 luglio 2014 20:39)

    Sei sempre un grande!
    Non ci sono parole per descrivere
    i tuoi racconti sempre stupendi,
    non ci si stanca mai di leggerli e
    rileggerli.