________________________________ Baseball, un gioco senza tempo

Duane Kuiper, seconda base dei Cleveland Indians, battè un solo fuoricampo in carriera nel 1977 (Ron Kuntz Collection/Diamond Images/Getty Images)
Duane Kuiper, seconda base dei Cleveland Indians, battè un solo fuoricampo in carriera nel 1977 (Ron Kuntz Collection/Diamond Images/Getty Images)

di Frankie Russo

Tratto dall'articolo su ESPN The 5 percent rule

La Regola del 5% - Un gioco senza tempo e il mito del “closer”

Ci sono alcuni fenomeni che affascinano il gioco del baseball moderno e su uno sorge spontaneo una domanda: In passato le squadre che entravano al nono inning in vantaggio hanno poi vinto il 95% delle partite, ma con l’avvento del “closer” questa percentuale è aumentata o diminuita rispetto al passato? Certo, le strategie sono cambiate, i giocatori sono cambiati e il materiale è cambiato. L’utilizzo dei lanciatori di rilievo si è evoluto, la preparazione dei battitori si è evoluta, il modo di posizionare la difesa si è evoluto. insomma, il gioco del baseball si è evoluto.

 

 

Nel 1948, le squadre in vantaggio al nono inning hanno vinto 738 partite su 776, cioè il 95%.

 

Nel 1968, l’anno dei grandi lanciatori, sono state vinte 1.315 partite su 1.381 quando in vantaggio al nono inning, cioè il 95%.

 

Nel 1977, quando Duane Kuiper, seconda base dei Cleveland Indians, batté l’unico fuori campo in carriera, furono vinte 1.788 partite su 1.876 quando in vantaggio al nono, cioè il 95%.

 

Nel 1989, quando Mark Davis vinse il Cy Young, Tony La Russa e Dennis Eckersley inaugurarono l’era del “one inning closer”, le vittorie di squadre in vantaggio al nono sono state 1.813 su 1.890, cioè il 95%.

 

Nel 2000, quando i fuori campo erano come margherite in un prato, furono vinte 2.081 partite su 2.190 quando in vantaggio al nono, cioè il 95%.

 

Nel 2013, le vittorie sono state 2.032 su 2.137, cioè il 95%.

 

Quindi, niente di nuovo e il tutto farebbe pensare che il numero delle “quality start” siano diminuite drasticamente negli ultimi anni (per quality start s’intende 6 inning lanciati con tre o meno di PGL, riferiti naturalmente al partente, ndr).

 

Invece non è così. Come per le statistiche delle vittorie al nono inning, così anche per le “quality start” esistono delle comparazioni rispetto al passato, non così precise, ma si avvicinano di molto. Da quando è entrato in vigore l’era delle dettagliate e approfondite statistiche, due elementi sono rimasti invariati:

 

Circa la metà delle gare giocate sono risultate essere “quality start”;

Squadre che hanno avuto una “quality start” da parte del partente, hanno finito per vincere il 66% delle gare.

 

Il baseball è veramente un gioco senza tempo!

 

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Commenti: 1
  • #1

    alex (venerdì, 23 maggio 2014 10:37)

    Analisi molto interessante. :)
    Grazie.