________________________________ Pollici su per l'introduzione del replay

di Frankie Russo

Traduzione dell'articolo di Jerry Crasnick su ESPN: Expanded replay getting a thumbs up

E’ un mondo nuovo per il baseball ma fino ad ora i giudizi sono stati molto positivi. Mentre Derek Jeter riceve i più che meritati onori in ogni stadio dove giocano gli Yankees, il suo ex manager è in giro per raccogliere le opinioni su l’introduzione del replay. Joe Torre è il punto di riferimento per la nuova tecnologia che fa notizia come quando furono installati le illuminazioni negli stadi e i vaporizzatori per gli hot dog. Ci sono ancora molti punti interrogativi ma è proprio per questo che Torre ascolta manager, arbitri e giocatori. L’organizzazione del baseball ha speso molte energie per introdurre la nuova tecnologia e sembra che i primi risultati siano oltremodo positivi.

“Stiamo ottenendo il risultato sperato, cioè ridurre il numero di chiamate sbagliate.” dice il GM degli Atlanta Braves Frank Wren. “Questo è l’importante. Abbiamo una nuova tecnologia e sembra che tutti la apprezzano, ma è necessario aspettare prima di dare un giudizio definitivo”. 

I commenti raccolti fino ad ora fanno bene sperare per il futuro e il tempo sicuramente lascerà margine per eventuali miglioramenti.

Yangervis Solarte (Foto  Charles Wenzelberg)
Yangervis Solarte (Foto Charles Wenzelberg)

I FATTI

Dall’introduzione del replay i responsabili della Lega hanno analizzato i numeri che hanno dimostrato come gli arbitri siano competenti. Sono state studiate tutte le partite del 2013, in tutto 2.431, e sono state riscontrate 377 chiamate sbagliate che risultano essere un errore ogni 6,4 partite. Si sono verificati due errori in una sola gara ogni 90 partite, e tre errori ogni 810 partite. Dopo una settimana di campionato è stato chiesto 51 volte il replay di cui 17 chiamate sono state confermate, 18 sono state cambiate e 15 sono rimaste senza giudizio poiché le immagini non erano sufficienti né per confermare, né per cambiare la chiamata. Un riesame, poi, è stato utilizzato per ricostruire il conteggio a casa base sul terza base degli YankeesYangervis Solarte, di cui gli arbitri avevano perso traccia.

Dividendo il numero delle gare disputate (115) per il numero delle chiamate rettificate (18), il risultato è di un errore ogni 6,4 partita, completamente in sintonia con il risultato precedente.

Adam Eaton (Charlie Riedel — AP Photo)
Adam Eaton (Charlie Riedel — AP Photo)

I TEMPI

I tempi per eseguire l’operazione di replay non sembra influire negativamente sulla partita. La media delle 51 revisioni è stata di 2 minuti e 17 secondi dal momento della richiesta al momento della decisione finale, ma il dato risulta alto a causa di alcune chiamate che hanno impiegato più del dovuto. La revisione di una palla uscita dal guanto di Adam Eaton dei White Sox ha impiegato 4 minuti e 40 secondi giacché gli arbitri hanno dovuto stabilire la posizione precisa dei corridori sulle basi.

 

Un altro caso si è verificato quando il manager di Pittsburgh ha chiesto il replay per riscontrare se la palla avesse toccata o no la mazza del suo giocatore Starling Marte nel tentativo di colpirla. Ci sono voluti 5 minuti e 12 secondi per costatare che la palla non era stata toccata e quindi veniva confermato il kappa.

 

Qualche inconveniente non manca mai. Torre ha ricevuto una chiamata da un manager reclamando il cattivo funzionamento della suoneria del telefono tra il dugout e la sala interna del video e quindi è stato mandato un tecnico per la sistemazione. “Più che contestazioni direi che sono state domande e curiosità varie.”

 

Seppure di tanto in tanto qualche replay potrà impiegare più tempo del necessario, sarà sempre meno delle scenografiche liti tra manager e arbitro. Maggiore attenzione andrebbe prestata al battitore che entra ed esce dal box per allargare e poi stringere i guantini e il tempo che impiega il lanciatore tra un lancio e l’altro.

MLB Advanced Media headquarters in Manhattan (La stanza video del Centro Operativo in Manhattan)
MLB Advanced Media headquarters in Manhattan (La stanza video del Centro Operativo in Manhattan)

TRASPARENZA

La Lega ha fatto molto affinché venisse impiegata la riproduzione e la tecnologia. Prima dell’inizio del campionato molti telecronisti hanno visitato la stanza video del Centro Operativo in Manhattan. Si può dire quanto si vuole che il Commissario Bud Selig sia conservatore, ma l’introduzione del replay è stata una vera e propria rivoluzione.

E’ stato istituito anche un account Twitter con 32,000 iscritti che conserva in archivio tutte le azioni riviste. Prima, gli spettatori allo stadio non potevano vedere ciò che il pubblico a casa era in grado di vedere. Al rischio di annoiare la folla, ora chi è presente allo stadio è in grado di rivedere le azioni riproposte sullo schermo gigante.

 

“Bisogna dare molto credito agli arbitri perché senza la loro approvazione non saremmo stati in grado di procedere, “ continua Torre. “Dal punto di vista delle società, non si vuole che il pubblico a casa possa vedere ciò che i tifosi che hanno pagato il biglietto non possono vedere. Stiamo cercando di soddisfare un po’ tutti.”

 

Qualche limitazione comunque c’è. Per esempio non è possibile trasmettere le immagini prima che gli arbitri abbiano preso la decisione finale o quando si verificano discussioni tra manager e arbitro. Anche la trasmissione di ball e strike è vietata.

La regola prevede che le società debbano utilizzare il tabellone per le revisioni in modo corretto tanto da non incitare i tifosi, distrarre i giocatori o intenzionalmente ridicolizzare gli arbitri.

 

Joe Maddon (Steve Senne/AP)
Joe Maddon (Steve Senne/AP)

LA REGOLA DEL MANAGER

Sembra che Joe Maddon dei Tampa Bays sia il tecnico che è riuscito a trarre maggiore divertimento dalla nuova tecnologia. Ha addirittura trovato un nome scherzoso per definire il replay: “Operazione Wichita” (con chiaro riferimento a una fase per ottenere il tesserino di manager, ndr).

Come tutti i suoi colleghi, anche Maddon ha il suo sistema per le revisioni. La sala video è dotata di uno schermo HD come quello situato nelle sale centrali. I responsabili rivedono immediatamente l’azione per poi passare l’informazione al bench coach Dave Martinez il quale a sua volta indica a Maddon se è il caso di chiedere il replay o meno.

Per il momento è andato abbastanza bene. Maddon ha vinto le prime due contestazioni a casa prima di perderne una a Kansas City. Altre occasioni sono capitate ma non è stata richiesta la revisione in quanto casi troppo dubbi.

 

“Stiamo lavorando sul bianco e nero”, dice Maddon “ Cerchiamo di evitare il grigio, cioè quelle situazioni che sono al limite. Prima o dopo succederà anche questo, ma per il momento vogliamo rimanere su ciò che riteniamo certo.”

 

Ancora deve succedere di vedere un manager fingere di scivolare sugli scalini del dugout per perdere tempo prima di andare dall’arbitro ma bisogna dire che si stanno adeguando molto bene. Devono essere in grado di calcolare il tempo giusto per ricevere l’informazione dalla sala video senza però essere troppo lenti per evitare di irritare l’arbitro.

 

“Il trucco” dice Maddon, “ è di camminare lentamente, fermarsi per guardare indietro, e poi proseguire lentamente. Io penso che questo sia il metodo giusto.”

 

La regola prevede che il manager faccia richiesta del replay prima che il lanciatore salga sul monte e che il battitore entri nel box, qualcosa che insomma coinvolge entrambe le squadre. Quando fu negato il replay a Bud Black dei San Diego Padres per una chiamata stretta in prima, gli arbitri sostennero che aveva impiegato troppo tempo per avanzare la richiesta.

REGNA LA CIVILTA’

Il replay non sarà la cura di tutti i mali, ma sicuramente renderà meno stressante il lavoro dei manager. Basti considerare che in 100 gare disputate non si è verificato alcuna espulsione di manager o giocatore fino a quando Rick Renteria dei Chicago Cubs non è stato espulso a seguito di una contestazione su ball o strike. Abbiamo assistito ormai all’ultima calciata di terra? O l’ultima tolta di cappello sbattuto a terra? E l’ultima faccia a faccia tra manager e l’arbitro al quale eravamo abituati ai tempi di Tommy Lasorda, Earl Weaver e Lou Pinella? Probabilmente sì. Larry Bowa, bench coach dei Phillies, il quale lui stesso era considerato una testa calda quando era manager, pensa proprio che quell’era è finita.

 

“Non ci saranno più tante liti,” riferisce Bowa. “Potremmo vedere qualche espulsione per contestazione su ball e strike, o per qualche chiamata a casa base. Ma non vedo molte espulsioni in futuro salvo che non stai contestando dalla panchina o qualcosa di simile. Non voglio asserire che il pubblico viene per vedere le liti tra manager e arbitro, ma allo stesso tempo si divertiva. Ci saranno ancora delle discussioni ma in tono minore. D’altronde, cosa puoi argomentare quando ti viene risposto che l’azione è stata rivista da cinque differenti angolazioni e tu hai torto?”

A.J. Pollock (NBC Soports)
A.J. Pollock (NBC Soports)

LA STRATEGIA

Ai manager è consentita una revisione per partita, se hanno ragione gli è consentita un’altra. Dopo il sesto inning, è facoltà dell’arbitro rivedere le azioni, quindi, la saggezza suggerisce che la maggior parte delle richieste dei manager avverrà tra il quinto e sesto inning. Qual è il rischio della richiesta? Bruce Bochy dei Giants, nel corso del quarto inning contro Arizona, chiese la revisione di un pick off in prima, fu confermato che A.J. Pollock era salvo e dopo segnò un punto per il quale Bochy non poté chiedere il replay. In seguito fu dimostrato che il corridore era eliminato.

 

“E’ stata la fortuna dell’ombrellaio,” racconta sorridendo Torre. “Una tempesta perfetta nella direzione sbagliata. Non c’è molto da dire sennonché ci auguriamo che casi del genere non capitino troppo spesso.”

Joe Torre (dx) e il commissioner Bud Selig (sx) (AP Photo/Marcio Jose Sanchez)
Joe Torre (dx) e il commissioner Bud Selig (sx) (AP Photo/Marcio Jose Sanchez)

LE ECCEZIONI DELLA REGOLA

Gli studi effettuati dalla MLB hanno dimostrato che l’86% delle chiamate sbagliate erano su toccate o giochi forzati. Il nuovo sistema permette ai manager di contestare anche palle buone o foul, le “quasi prese” all’esterno, battitori colpiti, doppi per regola di campo e palle che colpiscono le strutture interne (con chiaro riferimento agli stadi chiusi, ndr). Ma check swings, palle sprizzate, balk, ostruzioni e battute buone o foul dopo la prima e la terza, non sono oggetto di revisioni.

 

Seppure la nuova regola delle collisioni a casa base non sono oggetto di revisione, le chiamate se salvo o eliminato lo sono. Quindi, su queste giocate gli arbitri avranno un gran da fare.

 

Casi eclatanti di revisioni ci sono stati, ma uno su tutti merita particolare attenzione. Durante la gara tra Washington e Atlanta, una palla battuta da Ian Desmond dei Nats va lunga la linea di sinistra fino a incastrarsi sotto i cuscini protettivi. L’esterno dei Braves Justin Upton alza le braccia per segnalare la “palla incastrata” mentre Desmond continua la sua corsa verso casa base per un “inside the park home run”. Naturalmente il manager Fredi Gonzalez chiede il replay e a Desmond viene negata “l’inside the park” e deve tornare in seconda.

 

Mentre il GM dei Braves commentò che non c’erano dubbi sulla decisione arbitrale, il telecronista dei Nationals ebbe a dire che la nuova regola avrebbe sollevato tanti problemi e che sarà interessante come si dovrà proseguire nel futuro. Di parere opposto è il GM Doug Melvin dei Milwakee Brewers:

“Si può calcolare che nel corso dell’anno si verificano 131.220 eliminazioni (30x27x162) e sono tante. Le statistiche dicono che in percentuale le chiamate sbagliate sono veramente poche, ma ciononostante si va alla ricerca della perfezione.”

 

Indipendentemente da tutte le strategie, dal tempo o da tutte le bizzarrie tecnologiche, non sono quelli i veri obiettivi. Com’è stato detto più volte da Joe Torre, ci sono stati molti segnali positivi da parte degli interessati e che in definitiva lo scopo principale non è la perfezione, ma correggere il più possibile gli errori. 

 

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Commenti: 2
  • #1

    Michele Dodde (domenica, 13 aprile 2014 19:28)

    Correggere subito il sesto rigo del capoverso <le eccezioni della regola> in <palle buone (campo interno ndr) o foul (campo esterno)>.
    E' solo un errore di battuta ma stravolge il concetto. Comunque un interessante articolo che condizionerà non poco quel che resta di poesia o della satira alla moda della rivista Mad.
    Parliamone

  • #2

    Paolo Castagnini (lunedì, 14 aprile 2014 07:57)

    Grazie Michele, ho tolto la parte tra parentesi così si evitano equivoci.