________________________________ Una mamma del baseball sul suolo americano

Luca Tesselli catcher della John Champe High School
Luca Tesselli catcher della John Champe High School

di Paolo Castagnini

Oggi pubblico la testimonianza di una mamma che ha avuto il coraggio di lasciare andare il figlio negli Stati Uniti per fare quella grande esperienza che è un anno di studio e pratica dello sport preferito, attraverso il progetto Exchange Students organizzato in collaborazione tra Baseball On The Road e MB Scambi Culturali.

Spesso mi capita di ripetere ai giocatori il modo in cui si dovrebbe stare in campo e quasi sempre pochi comprendono, men che meno i loro genitori.

Leggere pertanto una mamma partita dall'Italia dopo otto mesi di distacco dal figlio, raccontare come è stato l'impatto del baseball americano di High School, mi ha fatto molto piacere. Il figlio è Luca Tesselli, giocatore del Godo Knights che ora si trova in Virginia presso la John Champe High School.

Ecco la sua lettera integrale.

UNA MAMMA DEL BASEBALL SUL SUOLO AMERICANO

di Elena Cavina

 

Martedì 1° aprile ore 6.15 partenza del mio volo per gli USA. Finalmente dopo 8 mesi rivedrò mio figlio che è negli States per vivere la sua esperienza di scuola e baseball.

Atterro dopo quasi 15 ore di viaggio direttamente dietro il piatto di casa base, appena in tempo per la seconda partita di campionato di Luca.

 

Qui in Virginia il tempo è stato inclemente e così il campionato è iniziato solo da una settimana. La squadra di Luca la John Champe High School è la sfavorita del suo girone in quanto il baseball scolastico (scuole superiori) in America è suddiviso in Varsity, Junior Varsity e Junior a seconda dell’esperienza dei ragazzi. Sebbene l’età media della squadra di Luca sarebbe da JV, l’allenatore J. McDonald ha optato per giocare nel campionato Varsity per offrire un'esperienza più formativa. Luca per spiegarmi la situazione mi ha fatto l’esempio di una squadra Cadetti=JV piuttosto che Juniores= Varsity.

 

La prima partita è contro la George Mason High School. Arrivo poco prima che le due squadre inizino la difesa pre-game. L' accoglienza è degna di una madre di una star… si passavano la voce "Luca’s mother arrived …"e tutti venivano a salutarmi.

 

Ho notato subito un altro modo di stare in campo; mentre una squadra fa diamante, la squadra avversaria è tutta appoggiata alla ringhiera del dog out a guardare e credo (il mio inglese si è fermato all’anno del diploma) anche a fare commenti. I giocatori in campo sono veloci e attivi. Il ritmo di gioco è impressionante. Quando la squadra si prepara per la difesa i giocatori (tranne catcher e lanciatore che sono già in campo) si ritrovano tutti all’altezza della terza (o della prima) e dopo il grido di incitazione di squadra, tutti corrono verso la loro posizione.

La prima partita i nostri l’hanno persa 5 a 1, ma hanno lottato fino all’ultimo lancio, concentrati e determinati e mi brillavano gli occhi nel vedere impegno e determinazione fino all’ultimo lancio. Alla fine della partita, dopo il saluto di rito, i ragazzi si sono portati tutti sulla riga di foul per fare un paio di allunghi, poi tutti nella posizione classica d'ascolto dei giocatori di baseball: inginocchiati su una gamba ad ascoltare le parole dell’allenatore.

 

La seconda partita (due partite in due giorni, infatti qui si gioca una media di tre partite e mezzo alla settimana e se non si gioca ci si allena), è stata vinta 3 a 2 agli extra inning. E avrei voluto che foste qui per vedere con quanta intensità hanno giocato, lancio dopo lancio, presa dopo presa. Luca, dopo le sue classiche basi ball (esattamente 3 su 4 turni)… è riuscito finalmente a fare uno splendido doppio che però non ha permesso di segnare al corridore che era in prima. Purtroppo è stato eliminato a casa base su un gran tiro dell'esterno. Dietro casa base Luca è stato una sicurezza. Ha fermato tutto e bloccato anche l’impossibile, ha colto 2 corridori in rubata e, come mi spiegava il suo host dad (il papà della famiglia ospitamte n.d.r.), uno che di baseball ne capisce, ha fatto entrambi gli out su due lanci non “perfetti” del lanciatore.

 

Ricordo che un paio di anni fa lessi un articolo di Paolo Castagnini (credo fosse in occasione dei mondiali Juniores in Canada) che raccontava che cosa uno scout Americano guarda nei giocatori. Non so se i nostri sono più o meno bravi, di certo è che stanno in campo in modo diverso.

 

La terza partita giocata oggi contro gli acerrimi rivali della Freedom High School è stata soffertamente persa 10 a 1. Tra i giocatori della FHS c'erano due ragazzi che avevano ottenuto una borsa di studio per il college. I nostri ragazzi hanno pagato forse troppo pesantemente una stanchezza più mentale che fisica, aggravata anche dalla sostanziale differenza di età, ma hanno giocato alla pari per i primi tre inning.

Luca ha giocato bene facendo due colti rubando in seconda e dopo una base per ball, ha battuto due singoli e rubato una base. A presto con le altre partite.

 

Condividi questa lettera!

Scrivi commento

Commenti: 0