________________________________ Prima settimana di replay

Brad Ausmus chiede all'arbitro il replay (Foto Rick Osentoski / USA TODAY Sports)
Brad Ausmus chiede all'arbitro il replay (Foto Rick Osentoski / USA TODAY Sports)

di Frankie Russo

Non è oro tutto ciò che luccica. Per quanti replay ci saranno nel corso della stagione 2014, ci vorrà ancora del tempo prima che tutto funzioni nel modo migliore.

A volte si è impiegato troppo tempo per rivedere l’azione, a volte il manager è sembrato impacciato, addirittura goffo. Eravamo abituati a vedere il manager affrontare l’arbitro in uno scenografico faccia a faccia tra gli applausi della folla, ora non più. Adesso il manager esce dal dugout con passo lento, cerca di guadagnare tempo, si guarda intorno, magari affronta l’arbitro con un sorriso come per dire: “Sono in attesa che dalla stanza video mi indichino se chiedere o meno il replay.”

 

Nel corso della prima settimana ci sono stati pro e contro, squadre che hanno beneficiato dell’innovazione ed altre no. Il primato dei successi lo detiene Brad Ausmus, giovane manager dei Detroit Tigers, il quale, nel corso della gara di mercoledì contro i KC Royals, per ben due volte ha avuto ragione nel richiedere il replay. Nel sesto inning il suo battitore/corridore è stato chiamato out in prima mentre il replay ha dimostrato che il giocatore era salvo. Nel secondo caso, al 10° inning e a seguito di una nuova richiesta, il replay ha corretto ancora una volta la chiamata dell’arbitro che aveva dato salvo il battitore/corridore dei Royals decretando il terzo out. I Tigers hanno vinto 2-1 nella parte bassa della ripresa con un walk off singolo.

 

Non a tutti però è andato così bene. Nella gara di martedì ad Arizona, i San Francisco Giants hanno perso dopo che una richiesta di replay aveva confermato la decisione arbitrale, pertanto al manager non restavano altre possibilità per chiedere un altro replay, quando invece sarebbe stato utile per un’azione a casa base che successivamente si è rilevato essere una errata chiamata arbitrale.

Addirittura nella gara tra i San Diego Padres e i Los Angeles Dodgers è capitato di peggio. Anche avendo a disposizione la possibilità di chiedere la revisione, gli arbitri hanno negato l’opportunità al manager di San Diego, Bud Black, in quanto aveva impiegato troppo tempo nell’avanzare la richiesta!

 

Queste disfunzioni sono già all’attenzione del Commissario Bud Selig. Perché costringere tutte le società ad avere un addetto nella sala video che poi dovrà indicare al manager se chiedere la revisione? Due casi uguali, due diverse sentenze. Ausmus ha perso tempo uscendo dal dugout e ha visto convertire due chiamate a suo favore, mentre a Black è stata addirittura negata la concessione della revisione! Speriamo che questo non ci costringa a vedere un manager uscire dal dugout per poi fermarsi ad allacciare le scarpe, magari sistemare la casacca nei pantaloni nell’attesa che gli venga comunicata una decisione da prendere dall’addetto al video. O come ha riportato un giocatore: “Magari il manager verrà sul monte chiedendo cosa mangeremo per cena, giusto per prendere tempo!”

Altra soluzione potrebbe essere quella di delegare direttamente ai responsabili nella sala video di New York di rivedere le azioni dubbie e comunicare eventualmente le rettifiche agli arbitri eliminando le richieste da parte dei manager che già hanno tanto a cui pensare.

 

Ma l’importante è che finalmente è stato messo a disposizione la tecnologia nell’intento di correggere almeno il 90% degli errori, o, come ha asserito Tony La Russa: “Non riusciremo a correggere tutti gli errori, ma stiamo cercando di correggere almeno quelli determinanti che possono cambiare il risultato della partita.”

Comunque vadano le cose è un lavoro in progresso e nel corso dei tre anni sperimentali sicuramente saranno apportate le necessarie rettifiche.

__________________________________________________

 

Come funziona la regola del replay

Ogni squadra ha a sua disposizione la possibilità di una revisione, e se il manager ha ragione, gli viene concessa una seconda possibilità, non sono ammesse più di due revisioni.

Dal primo al sesto inning ogni revisione può essere chiesta solo dal manager. Quindi, se ha già usufruito delle due opportunità, non ha diritto a chiederne altre.

Dopo il sesto inning, se un manager ha ancora a disposizione una revisione, ne può fare richiesta come meglio crede. Se invece non ha più tali possibilità, può chiedere una revisione ma la concessione è a discrezione dell’arbitro.

Non tutte le azioni possono essere sottoposte a revisione quali: lanci ball e strike, balk, pesta e corri e la “quasi toccata della 2B da parte di un difensore” nel tentativo di eseguire un doppio gioco.

 

Condividi con i tuoi amici. Diffondi la cultura del baseball!

Scrivi commento

Commenti: 0