________________________________ Inizia la stagione 2014!

I due manifesti prodotti dalla FIBS negli anni 80 (clicca sulla foto per ingrandire)
I due manifesti prodotti dalla FIBS negli anni 80 (clicca sulla foto per ingrandire)

di Paolo Castagnini

Stanno per iniziare i Campionati di ogni serie e di ogni categoria. Nello stesso momento si riaprirà il dibattito su “pochi spettatori sulle tribune, poca visibilità, difficoltà a reclutare, ecc.” Voglio dire la mia opinione riprendendo un articolo dello scorso mese “Ma come lo vediamo noi il nostro baseball?”.

Parto dal Reclutamento. Il baseball e il softball o meglio ancora, il minibaseball, quello cioè che si gioca nelle scuole piace. Anzi piace molto. A tal proposito ecco alcune note che mi ha inviato oggi Franco Ludovisi:

Erano più di cinquanta i bimbi delle seconde classi della scuola Franco Cesana di Bologna - divisi in quattro squadre - che hanno giocato, martedì primo aprile, le loro prime due partite di tee ball, il gioco propedeutico al baseball.

 

Il gioco era totalmente nuovo per i bimbi e poteva presentare difficoltà ad essere praticato, ma i piccoli atleti invece si sono dimostrati bravissimi nell’apprenderelo subito, interessatissimi, ma soprattutto entusiasti e rumorosi nell’incitare i propri compagni quando andavano al tee: e questi li hanno ripagati con lunghe e bellissime battute che hanno tanto emozionato gli istruttori da dover distribuire parecchi “cinque” agli autori delle legnate.

 

Ed anche in difesa i ragazzini hanno bruciato le tappe passando quasi subito ad una fase più avanzata di gioco che di solito si pratica nelle sedute successive.

 

Bravi davvero, ma l’entusiasmo dimostrato è stato al di sopra delle aspettative.

 

L’istruttore, al termine delle lezioni, subdolamente, ha dichiarato che questa dimostrazione era la prima e l’ultima che avrebbe fatto in quella scuola perché il gioco non era piaciuto: un clamoroso coro di “non è vero!” ricopriva le sue parole.

 

“Allora mi tocca ritornare in questa scuola piena di bimbi barbosi e noiosi?”

 

“Siii!”

 

“ Allora ritorneremo per la vostra, ma soprattutto per la nostra gioia di stare con voi.”

 

Come sottolinea Franco in questo piccolo racconto di esperienza personale vissuta in questi giorni, tutti noi sappiamo che a scuola il baseball piace, ma poi non riusciamo a mettere a frutto questo bel vantaggio.

Molti anni fa, credo all’epoca di Bruno Benek, apparvero due manifesti dove un ragazzino e una ragazzina vestiti alla moda del tempo con guanto, palla e mazza mandavano un messaggio. Il maschietto diceva che i ragazzini che giocano a baseball sono: i più allegri, i più veloci, i più intelligenti, i più simpatici, ecc. La femminuccia diceva: noi ragazzine del softball siamo allegre, veloci, decise, generose, ecc.

Praticamente il messaggio era: Giocare a Baseball e a Softball fa figo!

Ecco, a quel tempo raccontare a scuola che si giocava a baseball o a softball significava essere trendy, essere fighi, essere avanti.

 

I manifesti a mia memoria ebbero un grande successo e furono appesi a migliaia nelle scuole e in ogni ambiente dove ci fossero dei ragazzi. Quegli anni furono un boom di crescita per i nostri sport, forse non per i manifesti o almeno non solo per quelli, ma la scelta di trasformare il messaggio “gioca a baseball perché è bello” nel più accattivante “gioca a baseball perché è figo” ebbe un innegabile successo.

 

Se ripetessimo l’esperimento adeguando il messaggio ai tempi attuali, allora forse i ragazzi e le ragazze sarebbero fieri di rispondere alla richiesta dell’insegnante: “tu che sport fai? Gioco a Softball, gioco a Baseball !” anziché dichiararlo alla Fantozzi sulla poltrona che scivola.

Probabilmente chi fece quel manifesto ebbe la giusta intuizione. Magari il nostro storico Roberto Buganè che mi ha inviato le foto dei manifesti ci potrebbe raccontare delle sue origini. Pertanto rivedere il messaggio con cui ci proponiamo al mondo dei più giovani potrebbe essere un'arma vincente, non tanto per la scuola, ma per il "dopo" scuola.

 

Il Golf negli ultimi anni è stato uno degli sport con maggiore crescita. Chi può negare che un ragazzo che risponde “io gioco a Golf” non faccia figo?

 

L’altro tema è il pubblico, la visibilità, l’interesse dei media. Questo è un altro aspetto che deve essere trattato in modo diverso. Seguo sempre con molta attenzione i dibattiti sui siti internet specializzati, sulle formule sbagliate del campionato, sul problema stranieri e oriundi, sul progetto franchigie, sull’opportunità o meno di promozione e retrocessione, su quante partite alla settimana, ecc. Ebbene io non credo che questi aspetti cambino in modo sensibile l’interesse e i numeri degli spettatori.

 

Io non credo che portare la massima serie a 20 squadre, abbassando ovviamente il livello, ci porti un aumento di interesse. Così come non credo che il giocare una, due, anziché tre partite alla settimana cambi qualcosa.

 

La domanda è “perché una persona che non sia un famigliare o un amico dei giocatori o un grande appassionato dovrebbe andare allo stadio a vedere una partita?” Signori vogliamo guardarci in faccia una volta per tutte? Vogliamo uscire dalla nostra idea che il baseball è il più bel sport del mondo? Questo lo sappiamo solo noi! Il baseball per una persona comune è noioso! È incredibilmente noioso!

 

Pensate che nell'anno 2014 un gruppo di amici anziché andare in centro, al bar, in pizzeria preferirebbe venire in uno dei nostri stadi? A fare che? Ad annoiarsi per tre o più ore? Seduti sui gradini a prendere freddo dove per bere una birra devi fare 100 metri per arrivare al chiosco? Pensate che i ragazzi verrebbero alla partita piuttosto che stare davanti alla TV o chattare con gli amici su facebook? Allora forse siete rimasti un po’ indietro con i tempi.

 

La soluzione? Si potrebbero organizzare le brigate, con i fumogeni, i coretti razzisti, gli insulti all’arbitro. Magari nel regolamento si potrebbe consentire lo sgambetto ad un corridore che gira la prima per la seconda. C’è uno sport che lo fa e ha un grande successo! E se ne guarda bene nonostante le apparenze a metterci mano! Sai quanti biglietti venduti!

 

Ok non vi piace questa soluzione e non piace nemmeno a me. Allora cari amici dobbiamo cambiare totalmente la prospettiva. E ritorniamo alla vecchia questione: Stadi confortevoli o almeno fare tutto ciò che è possibile per renderli al massimo del confort. Organizzare chioschi che funzionino e servizio sulle tribune. Animazione ad ogni fine inning. Stadi aperti alle associazioni del territorio. Partite in orari intelligienti.

 

Negli stadi americani ad eccezione della Major League ogni fine ripresa c’è la corsa tra i birilli, il tiro alla fune, la corsa con i sacchi, il lancio dei cerchi, il tiro al bersaglio, ecc. Non ci credete? La prossima volta che andate in USA, oltre alla partita di Major andate ad una partita di Minor League oppure di Summer League o di qualsiasi altra serie. Perché pensate che gli Americani organizzino queste cose? Semplice: Perché altrimenti perderebbero il pubblico! Lo sapete qual'è la categoria che maggiormente va allo stadio a vedere il baseball negli Stati Uniti? Le famiglie, le famiglie al completo. Scelgono di andare allo stadio per poter stare con i propri figli in un ambiente piacevole e confortevole.

 

Altra opportunità: Le statistiche. Qualcuno mi vuole spiegare perché reclutiamo centinaia di scorer che meticolosamente trascrivono le partite e le inseriscono in un data base? Ok per curiosità, per vedere chi ha la miglior media, per i manager che possono sapere chi è il loro più pericoloso avversario, e poi?

 

Lo sapevate che Claudio Liverziani ha battuto 97 fuoricampo in carriera e che quest’anno potrebbe arrivare a 100? La squadra si sta preparando per quella partita? Il pubblico lo saprà quando Claudio si troverà a 99 e potrebbe battere in quella gara il 100° home-run?

 

Lo sapevate che Eva Trevisan ha battuto 93 doppi e che quest’anno potrebbe arrivare il 100°

 

Lo sapevate che Mario Chiarini ha rubato ben 803 basi e si trova a 67 basi dal record di tutti i tempi? Il pubblico sa che ogni base rubata da Mario si avvicina il record di sempre?

 

Lo sapevate che Ilaria Pino ha battuto 37 fuoricampo ed è a 4 lunghezze dal record di tutti i tempi?

 

Sempre negli stadi americani a volte ad inizio partita lo speaker annuncia che se oggi il giocatore "Tizio" batterà una valida, Hot dog e patatine fritte costeranno il 50% in meno. Se farà un fuoricampo Pepsi Cola a volontà per tutti e così via. Il pubblico diviene partecipe e quando "Tizio" si presenta nel box, il pubblico è tutto per lui. Per 2 dollari di sconto? Ma quando mai! Per il semplice motivo che ne è coinvolto.

 

Quanti esempi di aspettative potrebbe avere il pubblico per essere presente ad una partita! Quanti eventi si potrebbero costruire! Non è forse questa la parte migliore dei nostri sport? Negli Stati Uniti è diverso? Non lo credo, per me ancora una volta non siamo abbastanza umili per imparare, anzi semplicemente per copiare. Tutto questo si può fare a qualsiasi livello e non riguarda solo la IBL o ISL.

 

Vogliamo competere con gli altri sport con la mentalità del calcio? Ebbene abbiamo già perso.

 

Costruiamo la nostra identità, l’identità del baseball e del softball che nessun altro sport può avere.

 

Poi facciamo le formule dei campionati, ma quello è un altro discorso

 

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Commenti: 2
  • #1

    Michele Dodde (venerdì, 04 aprile 2014 12:48)

    Caro Paolo,
    la tua sembra una ramanzina dettata a denti stretti per non esplodere tutto il livore delineato dal tuo dire che sembrerebbe scoprire l'acqua calda. E' vero e ricorderai che Bruno Beneck cercò più volte di sensibilizzare i dirigenti delle franchigie impegnando Carlo Loffredo e la sua magnifica Jazz Band. Ed a proposito di Jazz, molto dice quanto afferma Faso (pag. 75 di SportWeek del 29 marzo 2014): "Il fatto è che il baseball in Italia è come il Jazz. Meraviglioso, ma per pochi. Si finisce per essere sempre gli stessi. E quelli che non lo conoscono lo avvertono come un qualcosa di inaccessibile". Allora è giusto cambiare l'approccio alle partite, come suggerisci, ma essere consapevoli di non voler sempre copiare ma instillare la necessità di conoscere in pieno il nostro palmares da te appena appena citato ( Ilaria Pino, Mario Chiarini,ecc.), ovvero ogni gara dovrebbe essere presentata come il momento topico che darà la possibilità a che avvenga un fatto nuovo ed irripetibile. Ed avere la volontà di imitare la mitica goccia d'acqua.

  • #2

    TERZABASE (mercoledì, 09 aprile 2014 16:31)

    Esiste un piccolo paese in Provincia di Milano, che si chiama Bollate,che da più di 50 anni si gioca a baseball ed a Softball, dove nel Softaball si sono ottenuti risultati eccezzionali.Se giri per Bollate,nei mercati, nei bar,nelle osterie o in qualsiaisi luogo tu voglia, parlare di questo sport è luogo comune.Sentirai persone anziane che ne sanno più di uno Yenkees.Questo è merito di una vecchia famiglia del posto che ha dedicato tutta la vita a questo Sport,mettendoci tutta la passione.Molti anni fa quando Berlusconi aveva iniziato ad attivare un polo si sport,tra cui il baseball e l'addetto ai lavori era il famoso Fabio Capello,io andai a parlare con Lui e le chiesi perchè non ci aiutava a reclamizzare attraverso i media il nostro sport, mi disse: Con piacere ma quanta audience mi assicuri?Un cordiale saluto da TERZABASE