_________________________________ Il baseball italiano visto da Franco Ludovisi

di Franco Ludovisi

In risposta all'articolo Ma come lo vediamo noi il nostro baseball?

  1. Il baseball come sport giocato
  2. Il baseball come passatempo guardato

Qualsiasi sport, come sport giocato, penso debba soddisfare chi lo pratica: DIVERTIMENTO innanzitutto, divertimento che può derivare da tantissimi fattori fra cui riuscire a VINCERE, ad ECCELLERE, ad essere ABILI NELLO SPORT, a SAPERSI RELAZIONARE CON ALTRI che vogliono relazionare nello stesso modo  con te e così via. Ora, nel Baseball nello specifico,  non è necessario giocare in IBL  per divertirsi vincendo, eccellendo, riuscendo ad essere efficaci, a trovare comportamenti condivisi con l’ambiente, eccetera.

 

In ogni serie ed in ogni occasione questo è SEMPRE possibile ed allora credo che, SINTETIZZANDO, per ogni Società sia sufficiente giocare AL LIVELLO CHE IN QUEL MOMENTO SI RIESCE E SI VUOLE  ESPRIMERE. 

 

Le società che sapranno attrarre uomini e mezzi più che le altre avranno una posizione preminente rispetto a quelle che si accontenteranno, ad esempio, di partecipare alla sola attività amatoriale o giovanile.

Chi vorrà essere  in vetta avrà finalità diverse da chi vorrà solo partecipare.

 Nel primo caso:

il BILANCIO che deve essere sempre notevole,

il LIVELLO TECNICO ottenuto da allenatori e giocatori che dovranno GIOCARE SEMPRE DI PIU’ e sempre MEGLIO,

il PUBBLICO PER CUI SI GIOCA, non dimentichiamolo, da  attrarre in tutti i  modi possibili ed altro ancora.

 

Chi vorrà invece solo partecipare raggiungerà l’obiettivo del divertimento:

con un BILANCIO fatto in casa,

con un LIVELLO TECNICO sufficiente a competere con gli altri,

con un PUBBLICO al seguito composto da intimi che condividono gli eventi.

 

Il Baseball come PASSATEMPO GUARDATO necessita di PUBBLICO.

Non ha assolutamente senso presentare un evento IMPORTANTE se lo guardano, in media, poco più di cento spettatori. Per un manipolo di persone sugli spalti non esiste che si debba assistere a TRE incontri settimanali per complessive NOVE/DIECI ore di baseball che tutti sappiamo  non essere uno sport di continua e accattivante tensione, ma bensì di IMPROVVISA  E RAPIDA ESPLOSIONE dopo lunghe pause.

 

Il sistema americano si avvale innanzitutto di una TRADIZIONE  duecentennale di uno sport che rappresenta L’IDENTITA’ DELLA NAZIONE, cosa che nemmeno il CALCIO da noi ha lo stesso significato;  poi continua con una PARTECIPAZIONE alla gara che si può compendiare con l’espressione ANDARE AL PARK  ben differente dal dire andiamo a vedere I GLADIATORI nell’ARENA! Ed altro ancora come ad esempio la PRATICA del Baseball nelle SCUOLE di ogni ordine e grado che ne INDUCONO ALLA DIPENDENZA .

 

Se in base alla mia esperienza di quasi 70 anni nel baseball italico mi si chiedesse quale la formula migliore da adottarsi ORA per il nostro sport in Italia non avrei dubbi a suggerire che UN INCONTRO SETTIMANALE sarebbe sufficiente a soddisfare le esigenze di tempo a disposizione e di denaro dell’ATTUALE PUBBLICO, ad impegnare limitatamente gli atleti, allenatori e dirigenti al momento in maggioranza DILETTANTI  ed, in attesa di una crescita, perfezionare le forme di accoglienza sui campi per creare una ABITUDINE al gioco.   

 

Ma questa è UTOPIA!

 

 

Ora ognuno ha un proprio obiettivo da raggiungere e questo impone le scelte attuali che non portano certo a nessuna crescita.  

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