________________________________ Nel 1996 la prima donna professionista nel baseball. E in Italia?

Nella foto Pamela Davis nell'organizzazione dei Detroit Tigers
Nella foto Pamela Davis nell'organizzazione dei Detroit Tigers

Il baseball tra una tazzina di caffè e l’altra

di Michele Dodde

 

Il 6 giugno del 1996 a Jacksonville avvenne una clamorosa svolta nel baseball “pro” statunitense: la ventunenne Pamela Davis, prima donna nella storia minore del batti e corri, debuttò nei Jacksonville Suns, formazione maschile di Doppio A (terza serie) dei Detroit Tigers delineando un significativo momento di elevata emancipazione. In verità il debutto non era da considerare in senso assoluto, poiché già altre donne avevano giocato in squadre di college o nelle leghe semipro, ma era quel codice “pro” a dare colore ed un senso ed una risposta se vogliamo pensare insieme a che nei primi anni settanta in Italia si vietò al Bollate di schierare in serie A una donna. Il suo nome? : Maria Soldi.

Maria Soldi (cerchiata di giallo) in una foto della formazione Campione d'Italia Norditalia Assicurazioni Bollate Softball del 1972 (foto dal sito del Bollate Softball) - clicca sulla foto per ingrandire
Maria Soldi (cerchiata di giallo) in una foto della formazione Campione d'Italia Norditalia Assicurazioni Bollate Softball del 1972 (foto dal sito del Bollate Softball) - clicca sulla foto per ingrandire

Scoop giornalistico

 

Lo scoop giornalistico più sensazionale fu attuato il 17 ottobre del 2010 da “il Giornale”. Nella colonna delle notizie brevi venne riportata la seguente notizia: Baseball da record. Già fatto il calendario del campionato 2010. E di seguito:

 

“Con tempestività da record, il baseball italiano ha già stilato il calendario del campionato che scatterà il 14 aprile…” (In effetti si trattava del campionato 2011, ma i refusi giocano anche loro)



Alexander Joe Cartwright
Alexander Joe Cartwright

Chi ha inventato il baseball?

 

A leggere una storia inglese datata 1987 si evince che sono stati i britannici ad inventarsi il gioco del baseball a partire dai primi del 1700. Il gioco infatti, cita questa storia, era giocato in quel periodo sui verdi prati e veniva chiamato baseball, o rounders, o feeder, o stoolball, o goalball e che poi dalla natia Inghilterra trasmigrò nelle colonie americane con i primi pionieri. Anzi, prosegue la citazione, durante la prima parte del 19° secolo il gioco veniva praticato secondo le regole londinesi del feeder.

 

E questo sino al 1845 quando Alexander Joe Cartwright, unitamente ai suoi fratelli massoni, volle dare al gioco un intrinseco linguaggio esoterico codificando per iscritto il canovaccio delle regole di quello che per sfumature, significati e simbologia ora è diventato il gioco perfetto.

 

Se poi vogliamo addentrarci nell’archeologia, allora particolarità del baseball le troviamo nel gioco russo Lapta, o nel polacco Pilka Palantow o nel piemontese Lippa o nel romano Nizza o nel salentino Mazza e Pizzarieddhu. E giocando di fantasia allora queste le troviamo anche al tempo dei romani, egizi ed etruschi interpretando alcune tracce di affreschi.

 

Comunque importante ora è che il baseball ci sia.

 

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