________________________________ Realizzare il sogno della vita

Dave Valle per 13 anni in Major League (Foto di Chuck Solomon/SI)
Dave Valle per 13 anni in Major League (Foto di Chuck Solomon/SI)

Tradotto da Frankie Russo da un articolo su Seattletime.com

Siamo nel bel mezzo della terra di nessuno, su un’isola dei Caraibi dove i galli cantano tra una popolazione che vive con un reddito di centinaia di pesos al di sotto del livello di povertà, circondati da piantagioni di canne da zucchero e dove non si vede una strada asfaltata nel raggio di mezzo chilometro. Tutto questo ben lungi dagli uffici lussuosi situati nei grattacieli di Bellevue, da Costco pizza e dai negozi di seta di Tommy Bahama o da qualsiasi altro sfarzo a cui è abituato Dave Valle nella sua comoda vita americana.

Ovunque, ma particolarmente qui, tra i blocchi di calcestruzzo erge il fisico corpulento di Dave Valle dall’alto dei suoi 188 cm.

 

“Polizia?” chiede sommessamente una giovane ragazza magrolina mentre tiene la porta socchiusa ammirando l’ex ricevitore dei Seattle Mariners. Quando si viene a sapere che è un giocatore di baseball, a tutto c’è una spiegazione, mani forti, passo deciso come si converrebbe ad un atleta, gomma masticante sempre in bocca, non importa se in giacca e cravatta o in jeans, se in un ufficio presidenziale o in mezzo alla terra di nessuno.

 

Affettuosamente Valle chiama la gente di questa comunità della Repubblica Dominicana dove una volta fiorivano piantagioni di canna di zucchero, “pipistrelli”. In un tempo non troppo lontano, qui ergevano floride industrie per la produzione di canna da zucchero. Adesso i mulini sono fermi, e nella terra dei poveri, regna la povertà dei “pipistrelli.”

 

Qui tutto è in abbandono, in tutti i sensi: dal letame delle mucche alle discariche dei rifiuti; dai giovani magri mulatti ai maialini macchiati; il tintinnio delle pietre in una scatola di latta funge da giocattolo per i più piccoli. Basta e avanza per disgustarvi, per girare la testa altrove, trattenere il respiro e camminare in punta dei piedi tra i pannolini sporchi ed escrementi di animali.

 

Ma Valle continua il suo cammino. Le donne lo salutano dalle loro case, lui sorride e risponde al saluto. Quando i ragazzini vedono questo signore bianco con capelli castani, cappello da baseball e occhiali da sole, gli scorrazzano intorno, lui li stringe a sé e li solleva tra le sue grandi braccia.

 

A volte, tornando a casa tra la sua folla, Dave Valle rivive i suoi momenti di gloria nella cabina di regia dei Seattle Mariners mentre commenta quello che una volta era il suo sport. A tre mila miglia di distanza, nella Repubblica Dominicana, dove solo il merengue e la bachata sembrano essere più famosi del baseball, riesce a ritrovare la fama, anche se sconosciuto ai più.

 

Otto anni prima, con circa 50.000$ raccolti in beneficienza, Valle fondò la “Esperanza International”, un’associazione che garantisce piccoli prestiti ai residenti che desiderano avviare o espandere un’attività commerciale. Conosciuto in gergo filantropico come organizzazione di microcredito (o banca etica, ndr), Esperanza (Speranza) si rivolge a una popolazione di 8,6 milioni di abitanti dove circa un quarto vive al di sotto del livello di povertà, con un reddito di circa 100$ al mese per una famiglia di cinque persone. Sono 39 i decessi su 1.000 nati, un tasso di mortalità che supera la media per regione ultimamente calcolato dagli organi mondiali competenti.

Foto di Marc Asnin su un articolo da Reader's Digest.
Foto di Marc Asnin su un articolo da Reader's Digest.

Per aiutare i bambini, Esperanza si rivolge ai genitori, generalmente alle madri in quanto sono loro maggiormente coinvolte nelle piccole attività commerciali, tipo la vendita di succhi di frutta, sartorie e piccoli negozi di generi diversi. Esperanza concede prestiti tra i 125 e 150$, restituibili in quattro mesi a basso tasso d’interesse, in caso di insolvenza ci rimette la banca. Se la restituzione del denaro avviene puntualmente, è possibile accedere a finanziamenti maggiori. Fino al dicembre 2001, Esperanza aveva elargito circa 3 milioni di dollari in prestiti, creando e/o sostenendo 10.000 attività, di cui il 98% del finanziato è stato regolarmente restituito.

 

“Le donne prendono la cosa con la massima serietà”, dice Valle “ anche perché cambia completamente la loro vita.”

 

Valle non è di origine dominicano, tantomeno latino, non ha parenti nel Paese, né correlazioni, salvo un anno quando partecipò a un campionato invernale. Eppure questo signore 42enne di New York con origini italo-irlandesi ha trovato le sue soddisfazioni, il suo vero lavoro in questo luogo dimenticato. E non è successo per caso, Dave in realtà crede sia stato un segno del destino - il tutto grazie alla sua passione per il baseball.

 

Valle è cresciuto in Bayside, un quartiere del Queens, settimo di otto figli. La mamma Marlyn aveva cura della famiglia, il padre, John, vendeva prodotti farmaceutici ma aveva organizzato il lavoro in modo tale che potesse stare a casa in tempo per seguire le attività post scolastiche dei figli. Con un campo di pallacanestro, un piccolo diamante in giardino, correlato da un armadio pieno di attrezzature sportive, la casa era una palestra all’aperto per tutti i vicini. Papà Valle, che aveva giocato ricevitore ai tempi dell’università, allenava la squadra di Little League e aveva assunto il ruolo di secondo padre per i molti bambini che frequentavano casa mentre mamma Valle li teneva in forma con piatti di spaghetti.

 

John era responsabile per i divertimenti, non perdeva occasione per riempire la sua decappottabile e portare i figli sulla spiaggia, al cinema o sui campi da baseball. Il motivo per cui aveva voluto tanti bambini, dicevano scherzosamente i figli, era per avere una squadra tutta sua. Alcuni furono discreti atleti a livello scolastico, uno di essi fu addirittura scelto dai Detroit Tigers.

 

Poi, disgraziatamente come succede troppo spesso, accadde l’ imponderabile. Papà John morì per un arresto cardiaco a soli 41 anni mentre Dave ne aveva appena 8. Toccò alla madre prendere le redini in mano e lo fece lavorando in ospedale come infermiera e accettando il turno di notte per poi curarsi dei figli durante il giorno.

“Mamma tornava a casa presto la mattina, ci dava la sveglia, preparava la colazione e ci vestiva per scuola, non ho idea di come facesse a prendere cura di tutto da sola” racconta Valle.

Dave, in parte, cercò di aiutare con il baseball, una passione ereditata dal padre.

 

“Avrà avuto circa 10 anni” ricorda la sorella Barbara. “Il suo dilemma non era se mai avesse giocato a livello professionistico, ma come avrebbe mai reagito se avesse dovuto affrontare il fratello John come avversario nelle World Series”.

 

In high school (medie superiori, ndr), giocava sia in terza base che ricevitore. Preferiva ricevere in quanto si sentiva maggiormente coinvolto nella partita: chiamare i lanci, bloccare al piatto ed interagire con l’allenatore. La sua conoscenza del gioco senza avere avuto una guida da piccolo era, a dir poco, singolare.

 

“Era prevedibile che avrebbe avuto successo” racconta il suo miglior amico Omar Minaya, un dominicano ex compagno di squadra. “Aveva grande talento e si impegnava molto.”

 

E il successo arrivò. Appena diplomato nel 1978 fu selezionato dai Mariners che lo mandarono a Bellingham per iniziare il lungo periodo di apprendimento nelle leghe minori, e qui imparò subito alcune cose: primo, pizza con ananas, e anche delle crude realtà: Il cammino per arrivare al tempio del baseball sarebbe stato molto arduo.

 

I successivi cinque anni Valle li spese girando tra varie squadre nelle minors dove si viaggiava molto sui pullman scolastici. Partecipava ai campionati invernali in Colombia, Messico e Venezuela. Guadagnava soldi tornando nel Queens a decorare alberi di Natale e facendo consegne a domicilio di cibo cinese.

 

Ma il meglio doveva ancora arrivare. Tramite l’amico Minaya incontrò Vichy, la cassiera della profumeria di Bloomingdale. Cominciarono a frequentarsi, si innamorarono, e dopo due anni si sposarono.

 

Nello stesso periodo Valle fece il suo incontro con la religione. Era cresciuto cattolico, ma non aveva mai professato fino all’incontro con il compagno di stanza delle minors. “Vedevo in lui qualcosa di diverso, qualcosa che lo faceva trovare una pace interiore, una diversa filosofia di vita” ricorda Valle. Fu invitato a leggere la Bibbia e pian piano il buon Dio entrò nel suo cuore. D’allora Valle cominciò a vedere la vita da un diverso punto di vista.

 

Fine della prima parte

 

Se ti piace questo articolo, fallo conoscere ai tuoi amici. Condividilo!

 

 

Scrivi commento

Commenti: 0