________________________________ Introduzione del Replay: Come funzionerà?

Traduzione di Frankie Russo dall'articolo di Jayson Stark su ESPN.com

Piuttosto che cercare di correggere ogni chiamata, l’intento è di correggere le “grosse sviste”.

Signori! preparate le vostre apparecchiature per il replay. E santo cielo, era ora. Sono trascorsi circa 28 anni da quando la revisione delle azioni fu introdotta nella NFL, adesso è giunto il momento che la modernissima tecnologia viene utilizzata anche nel mondo del baseball per correggere:

• Se il punto decisivo è stato segnato regolarmente o no.

• Capire se veramente Gallaraga (o chicchessia) ha veramente lanciato una partita perfetta.

• Liberarsi eventualmente dell’erede di Don Denkingers che casualmente ha mancato un’importantissima chiamata in prima base nel nono inning delle 1985 World Series. O potrebbe succedere in qualsiasi altra partita.

 

Capito? Insomma quel genere di cose. Probabilmente c’è voluto una decade di troppo per l’introduzione ma, come ha sottolineato un proprietario (in USA il presidente è il proprietario ndr) nel corso di una riunione al Sanctuary Camelback Mountain Resort and Spa:

“Non sarà perfetto, ma certamente molto meglio di quello che c’era prima.”

 

E ha ragione, specialmente perché la settimana prima molte delle innovazioni non erano nella lista. Bisogna ammettere che Bud Selig (commissario unico MLB ndr) merita un plauso poiché finalmente ha smesso di credere che nel mondo del baseball nessuno era contrario al replay, ed è bene che questo sia chiaro. I tre architetti del progetto – John Schuerholz, Joe Torre e Tony La Russa – meritano anche loro un plauso perché avevano preparato un Piano A, un Piano B, un Piano C e altri piccoli suggerimenti pur di introdurre la nuova tecnologia nel baseball.

 

Grazie al cielo. Ciò che poi è venuto fuori è un sistema che almeno offre la possibilità di correggere ciò che La Russa definisce il 90% delle chiamate sbagliate durante la partita. E questo rappresenta la più importante decisione per rettificare gli errori.

(In calce sono elencate la lista delle innovazioni)

 

Dobbiamo sapere sin dall’inizio che non è un sistema che correggerà tutti gli errori. Non è un sistema che ci farà vedere tutto nel modo giusto come ci si aspetterebbe dalla tecnologia. E non è un sistema che autorizzerà gli arbitri a guardare le riprese in qualsiasi momento durante le prime cinque/sei riprese, a meno che non ci siano delle contestazioni – anche se moriranno dalla voglia di farlo.

 

“No, - afferma La Russa - è un sistema introdotto principalmente per correggere “gli errori gravi”." Insomma, la chiamata che può cambiare l’andamento della partita.”

 

Una giocata che altrimenti torneremo a guardare su “SportsCenter” (una specie di 90° minuto ndr) per rivederla ora dopo ora, decine e decine di volte al giorno.

E’ una buona idea, su questo possiamo essere tutti d’accordo. E’ difficile immaginare che qualcuno con una mente aperta debba essere dell’opinione di lasciare che un errore rimanga tale. Ma cosa succederà per le altre chiamate dubbie?

 

Ce ne saranno ancora tante, e sapete perché? Perché al manager sarà concessa una sola possibilità per richiedere il replay. (Al massimo due se ha ragione la prima volta, altrimenti non gli sarà offerta una seconda opportunità.) Perciò, riflettiamo. Con uno, due o 5 eliminati a inizio gara, credete veramente che un allenatore sprecherà forse l’unica occasione per una riesamina pensando che la chiamata sia così importante da cambiare il volto della partita? Probabilmente una battuta in foul? O un lancio che sfiora la divisa del battitore che l’arbitro non vede? O un corto rimbalzo prima che la palla entra nel guanto dell’esterno e che altrimenti risulterebbe un innocente singolo con due eliminati e nessun corridore sulle basi? Queste giocate potrebbero anche essere decisive ai fini del risultato ultimo, ma per com’è stata strutturata la regola, credo che nessuno dei 30 manager chiederà una revisione nel primo o secondo inning. Risulterebbe troppo rischioso.

 

Probabilmente non sarebbe stato così rischioso se fossero stati adottati sistemi diversi, ma così come architettato definitivamente sarebbe troppo rischioso;

 

il concetto che Torre e il suo gruppo hanno voluto trasmettere ai manager, è che ora hanno un’altra importante decisione da prendere in ogni partita.

“La nuova regola va considerata per ciò che è; qualcosa di nuovo” dice Torre “Va utilizzata come una nuova strategia di gioco. Hai solo due possibilità per la riesamina, anche se sei nel giusto. E’ come quando devi utilizzare il pinch hitter. Tony (La Russa) ed io ne abbiamo parlato, è come chiedersi “Quando è il momento giusto per impiegarlo?”

 

Beh, effettivamente è una buona analogia se si pensa che l’allenatore, che ha già tanti altri impegni, ritiene la strategia un divertimento o la sagra del giudicare col senno del poi. Allora sì. Ma il problema della menzionata analogia è che nessun allenatore utilizzerà il suo miglior pinch hitter nel primo inning, ovviamente, anche con il proprio migliore lanciatore nel box di battuta e le basi cariche, ben sapendo che un’opportunità del genere potrebbe non ripetersi nella partita.

 

Quindi ci saranno serate, forse molte serate, in cui si verificheranno chiamate sbagliate e non si richiederà la revisione in quanto sarà determinate “il quando” si verifica, e non “il come” si verifica. Questo perché, in definitiva, si è ritenuto più importante mantenere “il ritmo della partita” limitando, di fatto, sia le interruzioni che le richieste di replay anziché correggere tutte le chiamate, molte delle chiamate, o almeno quelle verificatesi nelle riprese iniziali.

 

L’intento della commissione è stata quella di rendere possibile qualsiasi replay in ogni momento, ma erano sul tavolo anche altre proposte. Per esempio, se l’allenatore avesse avuto a disposizione tre richieste di protesto anziché uno. O se l’arbitro avesse la possibilità di rivedere le chiamate anche se non richieste dall’allenatore. O addirittura un sistema completamente rivoluzionario che permettesse all’arbitro di rivedere ogni chiamata ritenuta sbagliata. Ma questo era il caso se l’intento era di eliminare ogni chiamata sbagliata invece delle più importanti.

 

“ Ma la commissione non ha voluto muoversi in quella direzione” dice Torre, “Non abbiamo ritenuto opportuno dare tutto il potere esclusivamente nelle mani dell’arbitro per decidere quali azioni rivedere e interrompere la partita a loro insindacabile giudizio.

Per non menzionare il sempre presente terrore che incombe, che una partita possa durare 4 ore, ivi compresi 76 minuti di replay.”

 

Bisogna anche tener presente che alcune chiamate, magari quelle più controverse, non saranno mai oggetto di revisione, tipo il check-swing, il quasi tocco in 2B per il doppio gioco, o la presa dell’interno su corto rimbalzo. Quindi perdete ogni speranza.

 

“Onestamente non capisco perché non tutte le azioni, ad eccezione di ball e strike, non possono essere oggetto di revisione” commenta un proprietario che ha preferito rimanere nell’anonimato. “ Mi torna in mente sempre lo stesso pensiero: Se c’è un errore, e la tecnologia ci permette di correggerlo, allora perché non intervenire?”

 

Forse non ha tutti i torti. E pensare che, quando nella prossima stagione vedremo una chiamata sbagliata che non può essere revisionata, allora probabilmente anche noi penseremo come il proprietario. Ma dobbiamo anche considerare che siamo solo agli inizi, e su questo Schuerholz, Torre e La Russa sono stati molti espliciti. Se il sistema necessità di essere modificato, integrato o completamente revisionato, allora non ci penseranno due volte a intervenire.

 

“Se ai tifosi piacerà quanto abbiamo fatto e ci chiederanno altri interventi, sarà sicuramente oggetto di ulteriori approfondimenti” promette La Russa.

 

Ma bisognava pur cominciare, meglio subito che tardi. Da qui sono partiti e tutto sommato è  meglio così, molto meglio che non cominciare mai.

 

Sarà stato forse poco conveniente concedere 25 anni di vantaggio alla NFL per l’applicazione, ma ormai non si può tornare indietro. E’ cominciata l’era del replay anche nel baseball, finalmente, fortunatamente e, ahimè, dopo tanti tentennamenti. Un passo alla volta!

 

In aggiunta alla revisione per verificare un fuori campo, le innovazioni approvate unanimemente dai proprietari sono le seguenti:

 

• Battuta da due basi x regola

• Interferenza di un tifoso

• Delimitazioni particolari del campo (regole di campo)

• Gioco forzato (eccetto il quasi tocco della 2B in caso di doppio gioco)

• La toccata

• Battuta in territorio buono o foul solo all’esterno

• Presa su rimbalzo corto solo per gli esterni

• Battitore colpito

• Giocate sul tempo

• Tocco di una base (solo su appello)

• Sorpasso del corridore che precede

• Record keeping

 

 

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