________________________________ Conosciamo Mike Romano

Foto tratta dal sito FIBS
Foto tratta dal sito FIBS

di Paolo Castagnini

Mike Romano è un mio coetaneo e a volte ci siamo incontrati sui campi da baseball come avversari, le ultime volte come manager in IBL2 tra Rimini e Verona. La cosa che più mi colpisce di Mike è l'umiltà con cui si rapporta con le persone. Per me è un Monumento del Baseball Nazionale. Lo andavo a vedere nell'allora Serie A quando saliva sul monte contro Parma o Bologna, e la sua fastball era qualche cosa di impressionante per un giocatore di quella statura. All'interbase arrivava dappertutto e tirava poi in prima delle vere fiammate. La sua carriera da allenatore ha poi avuto pochi uguali. Moltissimi anni nella sua Rimini e due anni a Novara. Ora la sua esperienza nella città piemontese si è conclusa, ma lui è pronto ad affrontare una nuova sfida con qualsiasi società italiana che gli prospetti un Progetto serio.

Ho pensato che ai lettori di Baseball On The road piacerebbe conoscere come la pensa una persona di così grande esperienza come Mike sul baseball italiano.

Ecco quindi per voi un'intervista a Mike Romano

 

Mike, sei in Italia da 40 anni, quindi sei arrivato giovanissimo. Perché sei venuto in Italia?

Sono venuto in Italia che avevo appena 19 anni e nel 1973 il mio allenatore universitario, Al Di Bernardo, fu chiamato per allenare il Rimini. La società era alla ricerca di americani con origini italiane, e siccome le cose non andavano molto bene al college, decisi di venire in Italia. Penso che tutti si ricordano la storia che seguì, il famoso Patrick Cardinale, e credo che sono ancora in molti a chiedersi se sono il vero Mike Romano!

 

Quali sono state le tue esperienze di baseball negli Stati Uniti?

Sono originario dello Stato di New York e ho frequentato il Washintonville High School e l’Ulster County Community College dove Al Di Bernardo era il mio allenatore.

 

Come ti è sembrato il baseball quando sei arrivato in Italia? Te lo aspettavi così o pensavi che fosse migliore o peggiore?

Sono rimasto sorpreso nel trovare tanto talento. Non mi sono soffermato troppo a pensare se il campionato era di livello superiore o inferiore, o quanto conoscevano il gioco o come erano organizzati, ma credetemi, mi resi subito conto che c’erano squadre molto più forti del Rimini. Primo incontro contro il Parma dove il grande Sal Variale mi colpì duro per ben due volte consecutive. Poi a Nettuno, wow! Quella fu un’esperienza che un giocatore non si scorderà per tutta la vita!!

 

Il baseball negli Stati Uniti si vive in modo molto differente che in Italia. Tra i giocatori c'è una concorrenza incredibile tanto che molti nel passato hanno fatto uso di dopping, ma il pubblico sembra non vivere questo sport come da noi il calcio. Nel senso che vanno alla partita, ma se la loro squadra non vince non si arrabbiano tanto. Da noi invece è il contrario. Gli atleti hanno molta difficoltà a giocare e il pubblico, anche se è poco, è sempre incattivito. Perché questa grande differenza di mentalità?

Penso che tutto dipende dal modo in cui lo sport viene concepito in America, i tifosi sono più predisposti per la sconfitta. Si verificano anche degli incidenti, ma con molto meno frequenza. Forse anche perché negli stadi non c’è una separazione netta tra le due tifoserie per cui non essendoci un gran agglomeramento di tifosi avversari tutti insieme è più facile evitare casini. O forse perché sono troppo ubriachi per creare problemi seri.

 

In Italia si gioca troppo poco. Questo lo dicono tutti. Secondo te dov’è che perdiamo maggiormente i talenti? Fino ai 12 anni? Dai 13 ai 16 anni oppure oltre i 17 anni?

La mia opinione è che intorno ai 17 anni molti giovani sembrano perdere interesse principalmente a causa degli oriundi, e con questo non voglio dire che è sbagliato e forse non lo dovrei nemmeno dire. Ma ci sono giovani che hanno perso interesse e magari sono andati a giocare in altre squadre anche di livello inferiore, mentre altri più tenaci sono rimasti fin quando hanno raggiunto il loro obiettivo ed altri ancora si sono accontentati di rimanere ai livelli più bassi.

 

Tu avresti un’idea di come far giocare di più in Italia? Ad esempio, si potrebbero ripetere in Italia le Summer League come negli Stati Uniti dove giocano i giocatori delle Università?

I campionati estivi potrebbero essere una grande idea, ma con quali giocatori? Molti di essi sono impegnati nei rispettivi campionati. Un campionato invernale sarebbe un’altra soluzione, ma dove? Forse in Sicilia o in Sardegna. La vera soluzione sarebbe l’introduzione del professionismo dove i giocatori sono impegnati solo a giocare e non devono pensare al lavoro, e lo stesso dicasi per gli allenatori. Ma questo significa più risorse economiche e grosse sponsorizzazioni. Interessante sarebbe anche l’idea di formare un campionato europeo, ma torniamo al punto di prima, occorrono investimenti.

 

 

Se tu fossi un Presidente di società e dovresti decidere come investire i tuoi soldi nel baseball e farli fruttare, che cosa faresti? Sei americano e questa domanda dovrebbe essere stimolante per te.

Cercherei di allargare il piano marketing, cercherei di coinvolgere di più la città, coinvolgere di più i tifosi e trovare uno sponsor principale e tanti altri meno importanti come fece il Grosseto ai suoi bei tempi.

 

Secondo te, nella massima serie (IBL) il numero delle partite e il numero degli spettatori sono legati tra loro? Mi spiego meglio: molti dicono che si dovrebbero giocare meno partite così ci sarebbero più spettatori.

Non so se giocando di meno porterebbe più spettatori allo stadio, ma delle tre partite, quella del sabato pomeriggio è deleterio per i tifosi. Il baseballismo ormai fa parte del tifoso, ma non per le partite del sabato pomeriggio e la partecipazione è diminuita. Ho parlato con tifosi che non vedevo più allo stadio e mi hanno detto che sarebbero tornati per i playoff. E io ho risposto: Se poi non arriviamo ai playoff? All’inizio l’introduzione dei playoff ebbe grande risonanza. Ricordo gli stadi pieni fino all’inverosimile e addirittura molti tifosi rimanevano fuori…quelli erano bei tempi! Cosa possiamo fare? Allenatori e giocatori devono avvicinarsi di più al pubblico, incontrare i tifosi, parlare con loro e magari offrire loro biglietti gratis. Questo forse porterebbe più tifosi allo stadio ed eventualmente coinvolgerebbe anche altri familiari ed amici.

 

Cosa ne pensi degli stranieri che giocano in Italia o degli italiani nati all’estero (oriundi), aiutano lo sviluppo del baseball in Italia o lo ostacolano? I giovani prospetti potrebbero crescere di più se gli stranieri fossero meno o nessuno?

Credo che i primi stranieri e oriundi abbiano avuto un impatto positivo sui giocatori italiani e ne sono convinto tutt’ora. Direi che è stato il trampolino di lancio per lo sviluppo futuro del baseball in Italia e per la formazione dei suoi giocatori. Come ho detto già prima, sì, questa è stata una scintilla per alcuni giocatori, e alla lunga, guardate i giovani oggi, il baseball è cresciuto, il baseball è diventato una passione, e questo grazie ai quei giocatori italiani di talento che sono maturati in passato e che hanno giocato con gli stranieri e oriundi. La storia si ripete sempre, e ancora oggi abbiamo stranieri e oriundi che hanno migliorato il livello di gioco e hanno portato più talento ed esperienza, o no? Ai miei tempi eravamo giocatori a livello di high school o di college, ma giocavamo con il cuore!!

 

Sei stato giocatore, manager e allenatore a Rimini in IBL1 e IBL2 per tantissimi anni e nel 2012 e 2013 sei stato manager del Novara. Il prossimo anno?

Ho 40 anni di esperienza, ho vinto molti titoli con il Rimini ai massimi livelli e con i giovani all’inizio della mia carriera, ultimo titolo vinto in IBL2 nel 2011 con il Rimini. Ho ancora molto da offrire a qualsiasi squadra fosse interessata, sono molto serio, lavoro duro sul campo tutti i giorni e sono sempre riuscito ad instaurare un buon rapporto sia con la società che con i giocatori, sul campo e fuori. Sto offrendo la mia collaborazione per lavorare a qualsiasi livello come ho fatto in passato a Rimini e Novara ed i risultati sono stati OTTIMI!!!

 

Qui sotto in allegato potete leggere il lungo Curriculum di Mike Romano

 

 

Download
2014 MIKE ROMANO curriculum.pdf
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Commenti: 3
  • #1

    Mauro Brandoli (martedì, 14 gennaio 2014 12:43)

    Il mio idolo! Ho visto il suo millesimo strike out....

  • #2

    Ezio Forte (martedì, 14 gennaio 2014 15:05)

    Un gtande

  • #3

    Roberto (martedì, 14 gennaio 2014 17:37)

    Mike ti rivogliamo a Rimini! convinci il pres!!