________________________________ Forse il DH anche nella National League?

Nella foto R.A. Dikey, ex lanciatore dei Mets che tenta un bunt
Nella foto R.A. Dikey, ex lanciatore dei Mets che tenta un bunt

di Frankie Russo

Dopo le telecamere per vedere se il corridore è salvo o out, il divieto di fintare in terza da parte dei lanciatori, le collisioni vietate a casa base, vedremo il DH (battitore designato al posto del lanciatore) nella National League?

Se ne parla praticamente da sempre. Tifosi e addetti ai lavori sono divisi tra chi è favorevole e chi contrario. In questi ultimi mesi però sembra che la bilancia penda a favore dei favorevoli all'introduzione del DH nella National League.

Ecco cosa scrive Matt Pelc sul Detroit Free Press

Una delle più importanti decisioni scaturite dalle “winter meetings” il mese scorso, è stata quella di eliminare le collisioni a casa base, azione che ha sempre fatto parte del gioco del baseball. Le regole stanno cambiando e se esiste ancora un grosso cambiamento da attuare, è quello di utilizzare il DH anche nella National League.

 

Se credete veramente che sia corretto che un corridore carichi il ricevitore aumentando le possibilità di causare infortuni seri, allora il baseball non è per voi. Non posso immaginare che uno sportivo si rechi allo stadio con il desiderio di assistere ad una collisione a casa base.

 

Il gioco del baseball non è stato inventato per avere scontri fisici, le collisioni a casa base sono relativamente rare, ma comunque si verificano. Il ricevitore dei Detroit Tigers, Alex Avila, ha probabilmente subìto una commozione celebrare in una gara dell’ALCS lo scorso autunno, così come Buster Posey dei San Francisco Giants è rimasto fuori un anno per fratture varie a seguito di una collisione verificatasi a casa base nel 2010. Per non andare indietro nel tempo all’All Star Game del 1970 quando Pete Rose travolse letteralmente il ricevitore Ray Fosse compromettendone una brillante carriera.

 

Quindi, se si stanno cambiando le regole storiche, è probabilmente giunto il momento di cambiarne un’altra. E’ il caso di lasciare la regola del “battitore designato” così com’è, o è il caso di eliminarlo del tutto, o è il caso di utilizzarlo in tutte le leghe?

Essendo un tifoso dell’American League, nessuno dubbio che auspicherei che il DH fosse allargato a tutte le leghe, considerando, peraltro, le motivazioni della National League ormai anacronistiche in quanto si preferisce assistere ad un out automatico ogni nove battitori.

 

La prima volta che se ne parlò fu nel 1906 quando il leggendario manager Connie Mack ne propose l’introduzione, ma senza successo. Nel 1929 fu il presidente della NL, John Heydler, a tentare ancora di introdurre la regola riuscendo quasi a convincere gli otto membri della commissione, ma all’ultimo momento non se ne fece nulla.

 

All’epoca l’AL non era interessata nella regola del DH e non lo fu fino a quando, quarant’anni dopo nel 1968, il lanciatore dei Detroit Tigers, Denny McLain e dei St. Louis Cardinals, Bob Gibson, ebbero delle prestazioni sbalorditive (e Carl Yastrzemski vinse il titolo di miglior battitore con una deludente media di .301) che la lega riprese a parlarne fino alla sua introduzione che avvenne nel 1973.

 

Per decadi la MLB è stata suddivisa in due leghe: AL e NL, ed ognuna aveva il proprio presidente e sistema operativo, ivi incluso la regola del DH.

Fu nel 1999 che le due leghe formarono l’attuale MLB con un unico Commissario.

 

Da cinque anni le squadre delle due leghe si incontrano durante la “Regular Season” (Interleague play) e si applica la regola del DH quando si gioca negli stadi dell’AL, escludendone l'utilizzo invece quando si gioca presso gli stadi della NL.

Questo criterio si applica anche nelle World Series eccezion fatta per gli anni che vanno dal 1976 al 1984 quando il DH fu utilizzato da entrambe le squadre indipendentemente da dove si giocava.

 

L’utilizzo del DH in modo diverso durante le gare di “interleague” fu una scelta difficile, ma realizzabile quando le gare si disputano ad inizio stagione, diciamo da maggio a luglio. Quando invece lo scorso anno gli Houston Astros si trasferirono nella AL livellando il numero di squadre in ogni lega, ciò ha richiesto almeno una gara “Interleague” ogni giorno della stagione comportando casi di disuguaglianza.

 

Basti considerare che i Detroit Tigers disputarono le ultime quattro gare di campionato in casa della NL senza poter utilizzare il DH. Il caso ha voluto che i Tigers perdessero tutte e quattro le gare, ma la fortuna ha voluto che la squadra di Detroit avesse già conquistato il diritto a partecipare ai playoffs con una gara di vantaggio sui Cleveland Indians.

 

Le giustificazioni per cui la NL non vuole introdurre la regola del DH sono ormai obsolete, il baseball non ha più bisogno di due entità. Le squadre di entrambe le leghe si affrontano ormai con regolarità e le regole devono essere uniformate.

 

Il sindacato dei giocatori non permetterà mai l’eliminazione del DH in quanto precluderebbe la presenza in campo di quei giocatori avanti negli anni che non hanno più abilità difensive. Questo significa chiaramente che l’esito non potrà essere che uno.

 

Speriamo che i responsabili se ne rendono conto al più presto.

 

Questo l'articolo originale pubblicato oggi 7 Gennaio 2014

 

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