________________________________ Ricordate la truffa delle divise?

di Paolo Castagnini

Ricordate la storia della giovane squadra di softball Lady Panthers Mulberry che dopo aver ordinato e pagato le proprie divise ben 2.000 dollari si ritrovarano senza divise e senza soldi? Della cosa si interessò Andrew McCutchen campione dei Pittsburgh Pirates, in quanto questa era la squadra giovanile di una piccola cittadina vicino a dove lui era nato. L'iniziativa di McCutchen destò molto scalpore tanto che ci fu l'interessamento della ABC, la nota emittente televisiva, che fece un servizio apposito scoprendo che molte altre associazioni erano state truffate dalla stessa ditta del Maryland, la Sports 55

McCutchen disse che finché la giustizia americana faceva il suo corso, le ragazze non potevano rimanere senza le loro divise. Così interessò il suo sponsor tecnico, la Nike perché facesse avere alle ragazze le loro nuove uniformi.

 

La ABC dopo quel servizio dedicato il 24 Settembre del 2013 è ritornata in questi giorni per sapere come la storia sia andata a finire. Ebbene le ragazze hanno avuto le loro divise anzi con doppie maglie (bianche e blu) e anche scarpe con gli spikes per tutte. Un bel regalo di Natale! Sembra che il costo dell'operazione da parte della nota azienda sportiva sia stato di 4.000 dollari. Praticamente molto per la squadra, ma poche bricciole per la Nike. Un gesto ricco di significato soprattutto per Andrew McCutchen molto amato dai tifosi dei Pirates perché non nuovo ad azioni a favore di persone bisognose.

 

Qualcuno storcerà il naso pensando che questi 4.000 dollari in cambio di questa popolarità la Nike li abbia fatti fruttare più che bene. Beh! personalemente mi verrebbe la voglia di dire "ben vengano" azioni di questo tipo. Piuttosto di spenderli diversamente, sarebbe una grande cosa se gli sponsor usassero i loro budget pubblicitari in questo modo.

O No? Voi cosa ne pensate?

 

Ecco qui il servizio con il filmato della ABC

 

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Commenti: 3
  • #1

    Frankie (lunedì, 06 gennaio 2014 09:48)

    Pur non condividendo la strategia aziendale della Nike venuta alla luce qualche anno fa relativa allo sfruttamento di bambini asiastici, bisogna ammettere che questo è stato un gesto nobile, non dettato dal profitto, ma sollecitato da un loro noto cliente, McClutchen appunto. Quindi merita rispetto. Ad ogni modo aggiungerei che càpita abbastanza frequentemente che atleti USA sostengono questi interventi e per cui non chiedono nè fama nè pubblicità. Ho letto di pro che hanno sponsorizzato la costruzione di campi da baseball e quant'altro per i giovani. Di fronte a questi signori bisogna solo togliersi il cappello.

  • #2

    luca P. (lunedì, 06 gennaio 2014 13:58)

    Andrew McCutchen è un signore dentro e fuori al campo...go bugs

  • #3

    Erny (martedì, 07 gennaio 2014 13:57)

    Ce ne fossero tanti di Nike o McCutchen ma dalle nostre parti regna il dio pallone............