________________________________ Le chiamate dell'arbitro aiutate dai replay?

di Paolo Castagnini

Oltre alla novità che non ci potranno più essere le cariche al ricevitore, vederemo qualche volta in più gli arbitri scendere sotto le tribune per andare nell'apposita sala video, questa volta non solo per vedere se la palla è un home run oppore no, ma anche se la chiamata di salvo o out è stata corretta. I manager infatti avranno tre possibilità per partita di chiedere la revisione della chiamata tramite il replay. Dico la verità, personalmente la cosa mi ha inizialmente indispettito. Dopo aver postato un commento negativo in facebook, ne è nata una interessante discussione con gli amici del social netwark. Tra i vari post della discussione ho deciso di pubblicare quello di Renè Saggiadi, scout dei Boston Red Sox ed esperto di tutto ciò che succede in MLB. Ho scelto questo post in quanto ben argomentato e circostanziato. Avremo anche il piacere di ascoltare Renè Saggiadi in un intervento sulla Sabermetica alla prossima Coach Convention di Treviso.

La risposta integrale di Renè al mio post su facebook in cui dichiaravo chiaramente la mia contrarietà al provvedimento - Il post è pubblicato con il consenso dello stesso Renè Saggiadi.

 

Il problema è che gli arbitri fanno parte pienamente di una partita solo perché non c'era alternativa migliore quando lo sport è stato creato. Se avessimo avuto strumenti tecnologici perfetti all'epoca, probabilmente sarebbero stati impiegati già all'epoca. Ci sono le regole, e loro sono lì non per essere protagonisti, ma per far rispettare le suddette regole nel migliore dei modi.

 

Alcune riflessioni:

- Se uno sport venisse creato oggi, si cercherebbe di rendere le regole rispettate nel migliore dei modi. All'epoca servivano degli arbitri, non c'era di meglio. Oggi c'è, quindi perché non semplificare il lavoro degli arbitri stessi?

 

- La gente va a vedere le partite per gli atleti, non per gli arbitri. Non conosco nessuno che paghi il biglietto dopo aver letto il nome degli arbitri (oddio, forse i parenti). Non conosco nessuno che tifi per o contro gli arbitri, o che vada alla partita nella speranza di vedere una loro gran chiamata o un errore.

L'errore dell'interbase fa parte del gioco. Quello dell'arbitro no. Si va per vedere il primo, non il secondo. I migliori arbitri sono proprio quelli più invisibili. Ho il massimo rispetto per un lavoro difficile quando non impossibile, ma gli sport hanno gli arbitri perché ne hanno bisogno, non perché abbiano piacere nell'avere qualcuno che potrebbe sbagliare in qualsiasi momento.

 

- Perché in MLB (o ai massimi livelli di qualsiasi sport) arrivano gli arbitri migliori? Perché i peggiori vengono dismessi? Perché tutti vogliono meno errori possibili, tutti vogliono un'ipotetica perfezione, a partire dagli arbitri stessi, che sono i primi capri espiatori in certi casi. Beh, allora perché non aiutarli ulteriormente? Se gli errori (in qualsiasi momento) piacciono, perché cercare di avere i migliori? Che importanza ha? Perché gli stessi arbitri aspirano alla perfezione? Perché apprezziamo quelli che sbagliano meno? Un ipotetico arbitro perfetto sarebbe noioso e triste, o bravo? E quindi: se lo strumento tecnologico di fatto ci permette di avere arbitri più bravi, perché opporsi? Solo perché non siamo abituati?

 

- Che fascino c'è nel prepararsi per mesi o per anni e vedere il proprio lavoro andare in fumo non per la propria incapacità o per la bravura degli avversari, ma per un errore arbitrale?

 

- Un errore arbitrale è sfortuna, analogamente ad un rimbalzo fasullo. Ma allora perché non giochiamo l'MLB su un campo di patate? Perché vogliamo tavoli da biliardo? Per lo stesso motivo già citato: nessuno va a vedere le partite per eventi casuali. Andiamo a vedere le partite per vedere i migliori atleti sfidarsi, non perché un evento totalmente casuale mandi tutto in fumo. Altrimenti, ribadisco, a che pro avere i migliori arbitri ed i migliori campi? Esagerazione voluta: perché non tiriamo un dado prima di ogni AB per vedere se il giocatore debba battere, o se debba andare direttamente in prima base? Questo nel senso che se non aspiriamo all'esattezza regolamentare, ma anzi vogliamo della casualità, perché non renderla parte integrante del regolamento? Chi ne sarebbe felice?

 

- Solo perché le cose sono state così per lungo tempo, non significa che debbano continuare ad esserlo. Non c'è un singolo sport che sia stato peggiorato dagli strumenti tecnologici. Football, hockey, rugby, tennis, tutti migliorati nonostante in tutti ci siano state perplessità iniziali. Il baseball è più conservatore, ma non per questo è giusto tenere i replay fuori.

 

- Gli arbitri sono i primi a volere certe cose (la MLB Umpire Union si è dichiarata favorevole, infatti). Anche perché non è giusto che Don Denkinger non dorma bene da 30 anni. Non è giusto che si crei una potenziale cultura degli alibi. Qualcuno è stato felice quando Galarraga ha perso il perfect game? Credo neanche gli avversari, figurarsi. Se il replay avesse aggiustato quella chiamata, non ci avrei visto nulla di triste.

 

La differenza fra gli arrivi in base e ball e strike è chiara: nei primi c'è solo l'errore arbitrale, mentre nei secondi ci sono delle chiare skill da parte di lanciatore (comando) e ricevitore (framing). Vedere Maddux e Jose Molina è ugualmente uno spettacolo (e che spettacolo in certi casi!). Vedere un arrivo in base bucato perché l'arbitro è impallato o semplicemente ha sbagliato, che spettacolo è? A chi fa piacere?

 

Insomma, le uniche argomentazioni che vedo contro la tecnologia sono:

- Le partite rallenterebbero. Ma questo non è vero. Alcuni degli arguments dei manager durano diversi minuti. Col replay in 30 secondi risolvi tutto.

- E' il "fattore umano". Ma l'unico fattore umano che interessa è quello degli atleti, come argomentato sopra.

- E' sempre stato così. E questa, naturalmente, non è mai una giustificazione per nulla, non solo nello sport.

 

A me sembra che tu (ndr si riferisce a Paolo)  mischi l'accettazione dell'errore, che fa parte della cultura sportiva e del rispetto dell'arbitro, con l'imposizione di un ruolo allargato (o non minimizzato).

 

Io credo che l'arbitro vada rispettato in ogni modo, e fa sicuramente parte della partita nella misura in cui egli viene responsabilizzato. Ma ridurne le responsabilità ed aumentare l'accuratezza delle chiamate non ha un singolo lato negativo dal mio punto di vista, oltre alla nostalgia per i tempi che cambiano (ma io non sono per niente nostalgico).

 

Davvero: si tratta di ridurre gli errori oggettivi. Non riesco a capire come questo possa essere visto negativamente, o come si possa essere favorevoli ad avere più errori in campo. Alla fine è di questo che parliamo.

René Saggiadi

 

 

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Commenti: 3
  • #1

    Luca Pavan (sabato, 04 gennaio 2014 19:07)

    Mi trovo d'accordo con Renè Saggiadi con quello che ha detto, e spero di trovarlo a Treviso, ma la questione nn si risolve solo con piu' telecamere o slow o time out richiesti dai manager. Tutti riconoscono che gli arbitri sbagliano per lo stress generato dalla paura di sbagliare, purtroppo questo atteggiamento non si cambia da una partita all’altra. Non basta la solita sgridata del capo degli arbitri o fare vedere il video degli errori. E’ una questione di mentalità che solo un adeguato programma di preparazione psicologica di questi arbitri potrebbe insegnare, allo scopo di aumentare la convinzione nelle loro scelte. Gli arbitri temono l’amplificazione dei loro errori da parte dei media e delle squadre, perchè determina la svalutazione di loro stessi. Non è un problema che si risolve con la moviola in campo o moltiplicando il numero di arbitri in campo, bisogna migliorare le teste ma credo che questa sia l’ultima cosa di cui parleranno gli arbitri. e i loro dirigenti nelle loro riunioni.

  • #2

    Davide Dozza (domenica, 05 gennaio 2014 21:06)

    Sono d'accordo in pieno con i commento di Luca Pavan. Aggiungo però che quando ho fatto il corso da arbitro, avevo come insegnante un certo Fiorenzo Zorzenon ed ho avuto la fortuna e gioia di partecipare a diversi raduni con il compianto Giulio Cesare Cavallini. E devo dire che il lavoro sulla testa veniva fatto e gli veniva data una grande importanza.

  • #3

    TERZABASE (giovedì, 09 gennaio 2014 17:02)

    Inserendo i marchingegni elettronici togliete il bello del gioco "il dubbio".Non rovinate il baseball come stanno rovinato il calcio.Io parlo da ex arbitro e ci sono voluti anni per essere credibile da quando in una partita ho ammesso i miei errori,fatti da una giornata NO,per stanchezza e problemi famigliari.Da allora per una stagione intera tutto quello che chiamavo era sempre definito errore,poi hanno capito che si può sbagliare.Credetemi, per la mia onestà ho perso molti così definiti amici,che pretendevano da me favori.poi alla fine ad essere troppo onesti si incorre il rischio di calpestare terreni minati e così successe.TERZABASE