________________________________ La lotta al doping ha modificato la MLB?

Nella foto Barry Bonds il detentore assoluto del record di Fuoricampo vita (762) offuscato dallo scandalo BALTO
Nella foto Barry Bonds il detentore assoluto del record di Fuoricampo vita (762) offuscato dallo scandalo BALTO

di Paolo Castagnini

Purtroppo il doping nello sport è un cancro difficile da estirpare e lungi dalle intenzioni di questo articolo spiegare i motivi del perché sia dannoso. Anche il baseball non è indenne a questa piaga sia in Italia che nel mondo intero. La domanda che voglio porre è la seguente: Visto che da qualche tempo per fortuna la MLB ha deciso di combattere in modo serio l'assunzione di sostanze proibite, possiamo rilevare in qualche modo che le prestazioni degli atleti sono cambiate? E' possibile misurare in qualche modo il rendimento degli atleti prima e dopo questi provvedimenti? La risposta è si o almeno qualcuno ci ha provato.

In MLB nel 1990 venne per la prima volta proibito l'uso e la vendita di droghe illegali. Pena giornate di squalifica fino all'allontanamento a vita dalla Lega. Nessuno però stabilì come fare per fare i controlli e quindi era come dire: "Ragazzi non fatevi beccare" .

 

In seguito infatti le medie Slugging continuarono a salire anno dopo anno.

Nel 1996 17 giocatori arrivano a battere 40 o più fuoricampo segnando il record di sempre.

 

Nel 1997 il neo commissario Bud Selling inviò una nota a tutte le organizzazioni per assicurarsi che tutti i giocatori fossero a conoscenza delle norme di divieto. Nel 1997 Mark McGwire colpisce 57 fuoricampo. L'anno successivo ben quattro giocatori superano i 50.

 

Nel 1999 si superano i 60 homer arrivando al 2000 con una media slugging di tutto il campionato di 0.437, record di sempre.

 

Nel 2001 perciò si decise di fare qualcosa, ma per effettuare i controlli c'era da vincere la fortissima organizzazione dei giocatori, la MLB Players Association così la MLB prese di mira la Minor League.

Le disposizioni furono le seguenti:

  • Prima infrazione 15-partite.
  • Seconda infrazione 30-partite.
  • Terza infrazione 60-partite.
  • Quarta infrazione un intero anno.
  • Allontanamento permanente per la quinta volta.

 

Nel 2002 con il nuovo contratto tra Lega e Giocatori i controlli inziano anche in MLB.

 

Ma è nel 2007 che arriva il colpo più duro: Bud Selling nomina il Senatore George Mitchell a capo di un'indagine per fare una ricerca sul doping nel baseball. Inizialmente sembrava fosse solamente una ricerca, ma poi si rivelò una vera e propria "caccia alle streghe" per scoraggiare l'uso di prodotti dopanti una volta per tutte.

 

Nel 2007 esce il rapporto Mitchell e compaiono illustri nomi quali: 

Roger Clemens, Miguel Tejada, Andy Pettitte e Eric Gagne.

 

Da quel momento l'uso di sostanze proibite scese notevolmente, ma non è di certo cessato. Sicuramente ora la MLB è più vera.

 

Mi sembra superfluo la raccomandazione a tutti noi tecnici e dirigenti di vegliare sui nostri ragazzi. Non solo è proibito, ma di doping si muore.

 

A questo punto qualcuno ricorderà la domanda del titolo: La lotta al doping ha modificato la MLB?

 

Vi avevo promesso una risposta ed eccola qui sotto in questa immagine. Qui potrete vedere un dato inconfutabile: la media dei punti segnati nella MLB per partita, durante gli ultimi 25 anni, anno per anno, con due eventi importanti descritti nell'articolo; il 2001 e il 2007 (clicca sull'immagine per ingrandire).

Come vedete le differenze sono notevolissime.

E' stato un caso? Io penso prorpio di no.

 

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Commenti: 3
  • #1

    Maverick (lunedì, 09 dicembre 2013 17:13)

    Ciao Paolo, quando si analizzano grandi quantità di numeri come le partite in MLB non si può mai parlare di coincidenza o casualità, ma sicuramente di tendenza. Guardando il grafico è ovvio che dal 2007 qualcosa è cambiato. L'inversione di tendenza è chiara e la lotta al doping ha favorito un pratica del gioco più pulita e paritaria. Se poi pensiamo che i metodi di allenamento di oggi sono molto più precisi e scientifici di quanto non lo fossero nel 2007 (e anni precedenti), capiamo ancor di più quanto il fenomeno del doping abbia impattato pesantemente sul baseball. Non sono molto preparato sull'argomento, ma credo che in merito alle sostanze considerate dopanti, non ci sia ancora uniformità di giudizio tra Europa e Stati Uniti. Ricordo - correggetemi se sbaglio - il caso italiano di Olmo Rosario (Nettuno baseball) squalificato per aver assunto una sostanza considerata doping in Europa ma non negli Stati Uniti. Ecco, su questo - al fine di avere una lotta ancor più efficace - è necessario uniformare i giudizi. Nonché, la certezza della pena qualora vi fosse positività agli esami.

  • #2

    Stefano (lunedì, 09 dicembre 2013 21:00)

    Sembrerebbe che,guardando i risultati,l'uso di sostanze proibite,riguardi solamrnte solamente la battuta.E i lanciatori?Cosi come si dopa chi batte si può dopare benissimo un lanciatore.A loro carico non risulta niente?

  • #3

    Paolo (lunedì, 09 dicembre 2013 21:46)

    Per Maverick: Non sono in grado di rispondere alla tua domanda non essendo esperto di sostanze dopanti, ma potrei informarmi su questo tema.

    Per Stefano: quello che dici è corretto. Sicuramente il doping falsa la prestazione anche di un lanciatore così come di un difensore. Questo dato dei punti fatti però è molto più facilmente misurabile degli altri in quanto implica un rapporto approssimativamente matematico: Più potenza in battuta più fuoricampo e più battute da extra basi e quindi più punti. Misurare la differenza di prestazione di un lanciatore con la maggior velocità di una fastball non significa necessariamente più strike-out. Ancora peggio valutare la difesa. Concordo che questa tesi non ha nulla di scientifico. E' solo una curiosità, possiamo dire qualcosa più di una coincidenza. Grazie per le vostre osservazioni!