________________________________ Istruire ad oltranza o meglio attrarre e divertire?

di Franco Ludovisi

Complimenti davvero per come viene utilizzato il sito. Finalmente approfondimenti tecnici, ma soprattutto informazioni su quanto il CNT va facendo attraverso corsi ed altro che non trovavano troppa visibilità (ma tantomeno discussione) neppure nelle più avvedute precedenti gestioni. Non so se questo sia produttivo in termini generali, ma almeno si potrà dire che “ci abbiamo provato”. Qui subito voglio esprimere una mia sensazione dopo la “comunque faticosa” lettura degli interventi riportati:

era appena iniziato il decennio 1970/80 quando cominciarono ad affluire in Italia i primi tecnici cubani; ed anche a Castenaso, dove operavo all’epoca, vennero due simpaticissimi cubani che, forse nel tentativo di accalappiare la nostra attenzione e stima, misero in pratica, con le nostre squadre giovanili di recentissima costituzione, una trappola terza-casa con tutta la difesa, tutti e nove i giocatori, impegnati nella trappola stessa e nelle relative (improbabili?) coperture. Nove giocatori schierati sulla linea di foul di sinistra!

 

Bello ed interessante soprattutto per i tecnici, ma quanto utile per i giovani e principianti giocatori?

 

E da questo faccio derivare una considerazione tutta mia sui temi tecnici trattati:

ma questa istruzione “ad oltranza” dei prospetti, sicuramente necessaria ed indispensabile per chi abbia mire alte, molto alte, è compatibile con il baseball giocato in Italia attualmente? Un giovane che si avvicina al baseball pensa che una preparazione professionale sia necessaria per praticare uno sport che lo dovrebbe “in primis” divertire ed attrarre?

 

Dalle testimonianze dei giocatori italiani impegnati con costanza nelle strutture americane pare ci voglia per prima cosa la voglia di eccellere soprattutto per la complessità della preparazione e l’impegno in campo e da questo ne conseguirà, in caso di riuscita, la soddisfazione personale e il concreto ritorno economico, se non il divertimento.

 

Poiché nella mia esperienza è sempre stato invece il divertimento la molla che mi ha fatto fare baseball, anche nel periodo che sono stato “professionista” perché giocavo a baseball di professione, il divertimento è sempre stata la molla che mi ha fatto crescere e raggiungere i massimi livelli del nostro sport.

 

Non ho risposta, se non personalissima alla considerazione:

penso che il nostro baseball, quand’anche mascherato da baseball in “grande in divenire” resti pur sempre un baseball ancora molto lontano, lontanissimo dagli obiettivi che adesso gli si vogliono dare.

 

Se non vi annoio posso continuare.

 

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