________________________________ Le divise da Clown

di Giovanni Delneri

Purtroppo cari ragazzi la crisi attuale ha colpito anche il mondo degli insetti e così il Bombus ha dovuto emigrare in California, la Regina Formica è ritornata all’Università del College di San Antuan a El Paso in Texas a completare i suoi studi,lasciando la reggenza temporanea al Consiglio delle formiche anziane. 

 

La distilleria di acido formico che veniva lavorato per conto delle famose formiche Rufa(tale servizio assicurava alla colonia di Jenny di non essere mai aggredite da loro)è stata chiusa. Il Bombus in California, sta tenendo corsi di impollinazione presso l’Università del Polline, localizzata  nel Sequoia National Park, dove si trovano migliaia di sequoia, giganteschi alberi i cui tronchi hanno circonferenze che vanno dai 18 ai 25 metri e le cui cime sfiorano i 100 metri.

 

Sospesi momentaneamente ricevimenti e grandi feste e Jenny è andata in pensione. Venuto a conoscenza di questi fatti da parte dalla cavalletta Gresy, Kelly si è recato alla umile dimora di Jenny che è localizzata nei pressi della Reggia, nel tronco cavo di una giovane quercia.

 

"Ciao Jenny, finalmente potrai riposare,dopo tanti anni di lavoro. - "Certamente Kelly, ero proprio stanca ma ora mi mancheranno le informazioni del Bombus.

- Niente affatto,rispose Kelly, perché Lui mi ha lasciato il suo Notebook dove io potrò fare ricerche nel sito della sua importante biblioteca. - Bene, rispose Jenny e allora ti aspetto domani  per un aggiornamento.

 

E così fu e il pomeriggio dopo Kelly con il prezioso Noterbook si presentò a casa di Jenny.  "Vorrei sapere perché,chiese Jenny a Kelly, ultimamente nel baseball americano, vengono disattese alcune regole che sono ancora previste, ma che ne gli arbitri ne gli organi disciplinari fanno rispettare.

- Se mi spieghi di cosa si tratta vedrò di accontentarti. - Ecco disse Jenni, Parliamo di divise: ma è possibile che in una squadra alcuni giocatori portano calzoni lunghi e altri calze alle ginocchia, oppure maniche lunghe e maniche corte e che sulle casacche siano ricomparse stampe che raffigurano la pallina da baseball, contravvenendo al  Regolamento?

- Hai ragione Jenny, ultimamente vengono disattese alcune regole e non so rendermene conto. Sull’abbigliamento è dall’inizio della divulgazione di questo sport che si sono fatti cambiamenti di ogni genere.

Una notizia curiosa che vedo scritta nell’archivio è che ci fu un periodo dove vennero accettate soluzioni che fecero scandalo a tal punto che si ricordano come le “divise da clown”. - Spiegati meglio Kelly.

 

- Allora facciamo un passo indietro: devi sapere Jenny che da quando è nato questo sport, dal 1800, più di 4000 diversi stili di casacche sono state indossate dai giocatori. Quelle dal 1860 al 1870 riportavano lo stile che ricordava le uniformi dei vigili del fuoco volontari. Poi seguirono innumerevoli varianti sino all’audace esperimento nel 1882, dove il regolamento del gioco prescriveva delle casacche multi colorate progettate per indicare la posizione in difesa di ciascun giocatore. Quando i giocatori di una squadra di baseball scendevano in campo, non c’erano due che indossassero la stessa uniforme. - Spiegati meglio disse Jenny a Kelly.

- Eccoti accontentata: ad esempio lo shortstop era tenuto ad avere casacca e capellino  di colore marrone, mentre il prima base era vestito come i bastoncini di zucchero a strisce bianche e rosse, sia la casacca che il cappellino.

 

- Indipendentemente dalla posizione, le regole del 1882 dicevano che ogni giocatore  dovesse indossare pantaloni bianchi , una cintura bianca e una cravatta bianca. L’unico modo per i fan di poter capire quali club stavano guardando era quello di guardare le calze dei giocatori, poiché ogni club indossava delle calze dai colori unici.

 

- Il libro delle regole prevedeva per Buffalo di indossare calze grigie, mentre Cleveland doveva indossarle di colore blu navy. Non sorprende che Chicago indossasse calze bianche e Boston calze rosse.

Non c’è dubbio che le decorazioni colorate causassero confusione sul campo e sugli spalti e così le uniformi sperimentali, ironicamente chiamate ”clown costumes” vennero abbandonate a metà stagione.

 

- Meno male che ci furono persone sagge disse Jenny, - si hai ragione le rispose Kelly, ma devi sapere che numerosi club di baseball nel 19° secolo indossavano divise a righe, ma i veri e propri “pinstripes” (tessuti gessati con linee sottili) furono indossati nel 1907 dal Chicago Cubs, Minnesota Twins, New York Yenkees e Philadelphia Phillies. In precedenza si arrivò ad aggiungere alle casacche anche strisce orizzontali così da avere per la prima volta una divisa a quadretti e  i Brooklyn Superbars (conosciuti più tardi come Dodgers) in quell’occasione vinse il “pennant” (aggiudicazione del titolo nazionale).

Però la squadra più nota per la loro divisa a pinstripes, furono i New York Yankees. Prima la provarono nel 1912, poi la adottarono nel 1915.

 

- Ma che bella confusione, prima di arrivare a divise decenti disse Jenny. - Certo la fantasia degli americani non ha confini e si racconta di un fatto avvenuto a quei tempi.

Sembra che l’origine dei pinstripes degli Yankees è che il club adottò questo stile, nel tentativo di far sembrare il pesante  Babe Ruth più sottile. Ma gli Yankees (al momento noti come gli Highlanders) indossarono, come detto, il pistripes nel 1912, quasi un decennio prima che “Babe” arrivasse al club. Quindi si potrebbe dire che la casacca si adattava bene per Babe, ma non era stata creata per lui.

 

- Naturalmente le casacche subirono molte modifiche, da avere un colletto, una cerniera per la loro chiusura o dei bottoni e così via, ma la cosa più interessante è che dopo il 1940, l’uniforme che era di lana fu confezionata con tessuto di flanella, di misto lana e cotone, riducendo così la sofferenza ai giocatori, specialmente nei mesi estivi.

 

- Ora però devi dirmi Jenny perché mi hai interrotto poche volte, chiese Kelly.

- Ma è normale, perché io ero abituata ad ascoltarti in presenza della Regina e non era possibile interromperti senza il suo consenso. Ora però riprendendo la  iniziale lamentela sulle divise di gioco, disse Jenny, le società sono molto trasgressive e non indossano divise tutte allo stesso modo, diminuendo quel modo di pensare all’osservanza delle regole che facevano del baseball uno sport che si atteneva con rigore ai suoi principi.

- Ho capito che il mondo cambia, ma cambia sempre in peggio.

 

Kelly si congedò da Jenny con la promessa che si sarebbe fatta viva fra una settimana con altri racconti interessanti sulla storia del Baseball-

 

 

TERZABASE

 

Scrivi commento

Commenti: 2
  • #1

    Leoni (sabato, 08 giugno 2013 11:39)

    Congratulazioni hai dimostrato

    di essere veramente in gamba.

  • #2

    giorgio (lunedì, 10 giugno 2013 09:12)

    Caro Nino,
    ho letto con attenzione il tuo racconto, come al
    solito è molto interessante, c'è sempre da imparare qualche cosa dai tuoi racconti.
    Bravissimo, aspetto il prossimo.
    Un caro saluto Giorgio