________________________________ La Murderes Row

di Giovanni Delneri

E così come stabilito, il Bombus e la cicala si riunirono presso la dimora estiva della formica Regina. Solito pranzo, soliti convenevoli e inizio del racconto dei fatti storici del baseball. Desy la Regina disse rivolgendosi al Bombus: quando ero al College e parlavo con Rufa (la buona formica rossa), forse per farmi desistere di avvicinarmi a questo sport, mi raccontò che verso la metà del 1920, esistevano giocatori di baseball che erano membri della Murderes Row; vorrei sapere di che cosa si trattava e se è vera questa notizia. Certo disse Bombus, ma non bisogna prendere alla lettera il suo significato. La Murderes Row, si riferiva ai primi sei giocatori del line-up degli Yankees nella stagione del 1927. Furono formidabili e spietati a tal punto da essere chiamati “la fila degli assassini”.

Il lineup di quella squadra era: Earl CombsMark KoenighBabe RuthLou Gehrig, Tony Lazzeri, Bob MeuselJoe Dugan, John Grabowsky, Whait Hoit.

 

La prestazione dei primi sei alla battuta, ammazzava le partite e contro le loro mazze non c’era scampo per i lanciatori e anche in difesa primeggiavano. Formidabili disse la formica Regina, bei tempi per gli Yankees, ma mi risulta, disse Desy, che altri giocatori erano nominati come Pitcher assassini, e perché?

Ora Maestà vi spiegherò chi erano i Pitcher assassini.

 

A quei tempi il baseball era un gioco veramente maschio e i colpi proibiti non mancavano. Si giocava senza caschetto, senza guantini per battere e su terreni di terra battuta dove scivolare. (Con i piedi in avanti, in quanto se lo facevano come si usa fare oggi, cioè proiettandosi sulle basi con le mani avanti, si sarebbero scuoiati). Successe allora che Pitchers poco tecnici, per dare effetti speciali ai loro lanci e non riuscendo ad eliminare potenziali battitori, inconsciamente lanciavano alla testa del battitore. A volte poteva essere un lancio sbagliato involontariamente, ma se questo si verificava più volte durante la Regular Season dallo stesso lanciatore, allora il sospetto c’era. 

 

Naturalmente successero risse in campo, seguite da espulsioni e il Pitcher recidivo, veniva anche minacciato di morte da tifosi anonimi. Poi il fenomeno si ridusse e se ora succede qualche volta o il manager cambia il Pitcher o l’arbitro nel dubbio lo espelle.

 

Meno male disse la Regina perché senza caschetto era un pericolo mortale per i battitori. Del line-ap che hai menzionato, potresti dirmi di più sui giocatori che lo componevano? Certo Maestà e mi avvalgo del mio computer portatile che ho portato da casa per leggere nel mio archivio. Aspetta un momento, disse Desy che ti faccio riprendere fiato. Sorseggia ora un dolce nettare che le api operaie del Laboratorio di mielogia della Louisiana mi hanno regalato.

La notte era meravigliosa e dall’alto della quercia si intravvedevano le luci di Baton Rouge e Il canto dei grilli poi teneva buona compagnia alle formiche operaie del turno di notte che lavoravano alacremente nel grande prato delle foglie morte.

 

Riprese il racconto del Bombus: Ora vi racconterò la vita di uno di loro e precisamente di Mark Anthony Koenigh-(interbase), perché questo giocatore merita una particolare attenzione che vi svelerò alla fine del racconto. Dunque Mark Anthony Koeningh ha giocato dodici stagioni come interbase nella Major League Baseball nelle squadre degli Yankees di New York, con i Detroit Tiger, Chicago Cubs, Cincinnati Reds e New York Giants, ricoprendo anche in particolari situazioni il ruolo di seconda e terza base.

Fino al 1925 giocò in leghe minori di baseball, poi firmò per i New York Yankees per cinque stagioni. Giocò la sua ultima partita il 27 settembre 1936 con i New York Giants.

 

Mi incuriosisce la vita di questo giocatore, disse la Regina, anche perché il ruolo di interbase mi ha sempre affascinato. Bene, ora entrerò nei particolari, rispose Bombus. Koenigh era nato il 19 luglio 1904 a San Francisco in California; padre e nonno erano muratori e provenivano dalla Germania, mentre la madre era di origine svizzera. Abbandonò gli studi a 16 anni al fine di perseguire una carriera nel baseball. Alla fine della sua carriera intraprese un lavoro come produttore di birra. Ma la vecchiaia si faceva sentire e nel 1986 si trasferì presso la figlia a Orland in California.

Scusa Bombus,  disse la Regina interrompendo il suo racconto, ma Koenigh quanto visse? E’ qui la sorpresa finale Maestà, perché questo formidabile campione morì il 22 aprile 1993 alla veneranda età  di ottantotto  anni, e fu l’ultimo sopravissuto dei “Murderes Row”.

 

Un racconto molto interessante e descritto con molta semplicità, grazie Bombus disse la Regina.

Ci sentiremo molto presto e quando Vostra Maestà vorrà, concluse il Bombus, avviandosi lentamente in compagnia della Cicala e abbracciando fraternamente la formica Jenny.

 

TERZABASE

 

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Commenti: 2
  • #1

    Roberto B. (mercoledì, 15 maggio 2013 09:18)

    Come al solito racconto interessante descritto in modo fantasioso

  • #2

    Leoni (mercoledì, 15 maggio 2013 21:04)

    I tuoi racconti sono sempre formidabili,
    ed instancabili da leggere, bellissimo
    racconto interessante e fantasioso come
    solo tu sai fare, sei un grande.