________________________________ Vecchio indiano, raccontami una storia! (5^)

Indiani Apache con il grande Geronimo (il primo sulla destra) Clicca sulla foto per ingrandire
Indiani Apache con il grande Geronimo (il primo sulla destra) Clicca sulla foto per ingrandire

Mi sedetti al tavolo accanto all'uomo con il berretto degli Indians. -Di dove sei? - Sono Italiano- risposi. - Che ci fa un Italiano da queste parti? - Sono un appasionato di baseball e amo scrivere storie. Ho saputo che qui c'era un vecchio indiano che racconta sui nativi e la cosa mi ha incuriosito.- L'uomo dal berretto da baseball trangugiò la sua birra con un lungo sorso emmmettendo alla fine un potente rutto, seguito da un "sorry" che se lo avrebbe potuto pure risparmiare - Per la miseria! pensai, oggi succede di tutto, proprio qui dovevo sedermi. Feci finta di niente e ripassai mentalmente la frase da dire alla donna indiana che stava sopraggiungendo. "A cheeseburger with french fries and mustard, please". Quando la donna mi portò il vassoio, mi alzai e tornai da John. Sentii lo sguardo dell'uomo con il berretto da baseball trafiggermi la schiena. Non me curai e mi sedetti per ascoltare la prossima storia.

 

 

- Caro Alex,come mi hai richiesto ho cercato tra le scartoffie di mio nonno e oggi ti parlerò di una delle più famose tribù indiane, nemica acerrima dei bianchi e di tutti coloro che cercarono di occupare le loro terre. Ecco che conoscerai i veri guerrieri, gli uomini “rossi” terrore degli europei ma anche di molte loro tribù.

Gli  APACHE! 

 

- Erano indiani “Atabaski”, stanziatisi nel 1200 in ARIZONA,TEXAS, NEW MEXICO.

Non basta illustrarne le battaglie piene di polvere e di sangue, ne' è sufficiente ricordare tutti i grandi guerrieri che hanno reso leggendario questo popolo, o il lungo elenco di torti subiti ad opera degli Europei, Messicani o Statunitensi. Perciò è interessante conoscere come questo popolo interpretava il mondo, i suoi miti, le sue usanze e le tradizioni, perché questi sono l’essenza e la testimonianza della loro cultura. Opposero ai bianchi una feroce resistenza tra il 1870 e il 1888 guidati da valorosi capi come COCHISE e GERONIMO. Furono decimati nel XVIII secolo.

 

- Incredibile! disse Alex. Ricordo molto bene questa tribù di Pellerossa, in quanto è la più nota nella storia della colonizzazione europea dell’America, anche per la loro crudeltà.

-Caro Alex, risposi, non dobbiamo fare di tutta un erba un fascio. E’ vero furono molto combattivi e difensori estremi della loro terra. Mai scesero a patti con i bianchi, perciò più violenti, ma se le altre numerose tribù fossero state meno remissive, più difficile sarebbero state le conquiste dei bianchi e la storia degli Stati Uniti forse sarebbe diversa.

 

-Devi sapere caro Alex, che il nome di Apache deriva dalla parola zuni “Apache” che significa nemico e questo ti fa capire come si presentavano; erano una popolazione nativa dell’area Sud occidentale dell’America Settentrionale; il nome con cui erano soliti designarsi era “Inde" o "Nde" (il popolo)

-Originariamente erano divisi in sei gruppi regionali, ognuno di questi era a sua volta composto da numerose bande locali. Popolo nomade, a differenza di molte tribù stanziali, era dedito alla caccia e alla raccolta, però con il passare del tempo iniziarono anche loro a piantare granoturco e meloni.

-Quando si sposavano, l’usanza Apaches prevedeva che l’uomo andasse ad abitare presso i parenti della sposa. Abitavano nella Wickiput, che era una piccola capanna la cui intelaiatura era costituita da un cerchio di pali o piccoli tronchi incurvati, legati al centro. Lo spazio veniva riempito con foglie di “yucca” o erba e canne prese nel letto dei fiumi. In cima vi erra un foro per far fuoriuscire il fumo e un lembo di coperta serviva come porta. Questa costruzione spettava esclusivamente alle donne e per la sua realizzazione occorrevano circa quattro ore. All’esterno c'era un'ampia struttura di rami chiamata “ramada”, conosciuta anche come "ghiaccia della squaw", la quale veniva utilizzata come ripostiglio per il cibo e per i lavori all’aperto.

 

- Molto attive le donne Apache, cioè le “squaw", disse Alex e questa tribù essendo nomade aveva trovato il modo di costruirsi un abitazione in poche ore -. - Vedi Alex, gli dissi, i pellerossa erano molto intelligenti e le donne oltre a questa incombenza, raccoglievano cibo, legna e acqua e oltre ad allevare i loro figli, intrecciavano canestri con eccezionale precisione.

-Gli Apache portavano abiti di pelle di daino e capelli lunghi e sciolti, tenuti fermi da una benda ben allacciata intorno alla testa. Gli uomini indossavano pure un gonnellino aperto sui fianchi.

-Le calzature erano degli alti “mocassini”,allacciati sotto le ginocchia e questo perché il terreno era coperto di rovi, con presenza di cactus ed essendo prevalentemente abili cavalieri, senza queste protezioni si potevano ferire.

 

-Caro Alex, ora ti parlerò del grande capo degli Apache “GERONIMO”- Nacque nel 1829 in quello che è oggi lo stato del New Messico. Era un Apache Chiricahua. Fu anche un rispettato sciamano e esperto guerriero che combatté contro le truppe messicane e statunitensi e sfuggì numerose volte alla cattura. Fu l’ultimo capo indiano ad arrendersi. Questo avvenne il 4 settembre 1886, quando si arrese al generale Nelson Miles dell’esercito statunitense a Skeleton Canyon in Arizona. Venne mandato in prigione a Fort Pikens (Florida) e nel 1894 venne trasferito a Fort Sill (Oklahoma) dove morì nel 1909 di polmonite.

 

-Come vedi Alex non tutti i grandi guerrieri muoiono sul campo di battaglia, ma Geronimo era già morto quando venne imprigionato a Fort Pikens.

-La religione degli Apaches era “magico-sciamana” che teneva in grande considerazione il “culto degli antenati e egli spiriti”

-Oggi i pochi rimasti sono confinati nelle riserve del New Messico, in Arizona e parzialmente in Oklahoma e come vedi quasi temendo la loro aggregazione, il governo americano li ha frazionati in diverse riserve, però loro hanno mantenuto i loro riti e le loro tradizioni.

 

-Come di consueto caro Alex ti leggo uno dei tanti messaggi indiani: Saggio INTUN, indiano della California.

I bianchi scherniscono la terra, il daino e l’orso. Quando noi indiani cacciamo la selvaggina, ne mangiamo tutta la carne. Quando raccogliamo radici facciamo piccoli solchi ……. Quando bruciamo l’erba a causa delle cavallette, non roviniamo tutto. Ghiande e pigne ce le procuriamo scuotendo gli alberi. Facciamo uso solo di rami secchi. L’uomo bianco, invece, rimuove la terra, abbatte gli alberi, distrugge ogni cosa.

 

-Ora caro Alex ricordando sempre la nostra passione per il gioco del Baseball, vorrei ricordarti le Società che militano nella MLB:

 

Stato dell'Arizona:

  • ARIZONA DIAMONBACK; Stadio :CHASE FIELD; Città: PHOENIX

Stato del Texas:

  • HUSTON ASTROS; Stadio: MINUTE MY PARK; Città: HUSTON
  • TEXAS RANGERS; Stadio: BALL PARK; Città: ARLINTONG 

Naturalmente il Grande Spirito è sempre presente, a sostenerle. E ora caro Alex, dimmi a quale tribù sei interessato per il prossimo Sabato.

 - Avrei piacere di conoscere tutto sui SIOUX. Bene sarai accontentato-

 

- Ei Geronimo, AUGH! - Sentii dietro di me seguito dalle risate. Un gruppo di tre uomini barcollando si stava dirigendo verso di noi. In mano di uno la bottiglia di whsky a metà. Erano tutti e tre sulla cinquantina e dagli abiti non sembravano degli straccioni. - Ei! indiano perché non mi racconti di quella volta che misero i tuoi antenati sul rogo? - Finitela! mi alzai di scatto e sentii l'urlo come non fosse partito da me. I tre divennero seri per pochi secondi e poi scoppiarono a ridere più forte di prima. Uno di loro si gettò nella mia direzione, ma cadde lungo disteso. Pensai fosse inciampato, ma quando vidi l'uomo del berretto da baseball menare prima un pugno sul naso al secondo e uno sullo stomaco al terzo capii che il primo non era inciampato. L'uomo dal berretto pronunciò un'unica parola rivolto agli ubriaconi: - Sparite! 

Trovai la forza di dire - Grazie! ma forse l'uomo nemmeno mi sentì, stava già tornando verso il suo tavolo. A volte l'apparenza inganna, pensai. Forse aver lasciato il suo tavolo in quel modo era stato un gesto peggio del suo e un po' mi vergognai.

John era rimasto impassibile per tutta la scena e disse: Non ti ho ancora raccontato dei SIOUX?

 

 

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Commenti: 2
  • #1

    Umberto leonini (giovedì, 10 marzo 2016 22:34)

    Sono appassionato,fin da ragazzo, alle storie( tra leggenda e realtà' ) dei Pellerossa o Indiani d'America e della Frontiera Americana.Grazie per questo scritto sulla popolazione Apache.

  • #2

    Umberto Leonini (martedì, 14 marzo 2017 20:46)

    Ho riletto molto volentieri queste storie sugli indiani di America o pellerossa.grazie