________________________________ Vecchio indiano, raccontami una storia! (2^)

Il vecchio indiano si era assopito ed erano passati ormai almeno dieci minuti. Non sapevo cosa fare. Dopo averlo ascoltato per più di un'ora, mi era rimasta la curiosità di sapere qualche cosa di più sulla storia degli "indiani". Nel frattempo la baracca adiacente alla pompa di benzina si stava animando. Erano arrivate almeno una decina di Harley Davidson che, dopo aver fatto il pieno, erano state messe in cavalletta proprio fuori dalla porta e i loro proprietari stavano per entrare nel locale. Avevo il timore che potesse succedere qualche cosa di poco piacevole non tanto a me, me la sarei cavata, ma al mio amico indiano e così lasciai appositamente cadere un barattolo di latta, che fungeva da portatovaglioli e il rumore svegliò John dal suo torpore. "John, non mi piace quella gente!" gli dissi rivolto al gruppo. Avevano dei giubbotti in pelle nera. Sulla schiena c'era una scritta:"Black Angels".

John non li guardò nemmeno e riprese a raccontare.

La giornata era umida, perché durante la notte aveva piovuto sulla riserva, ma la mia capanna ben riparata e coibentata rendeva piacevole l’ambiente e così Alex si accomodò per ascoltare la storia dei pellirossa Ottawa.

Ben tornato Alex! oggi ti racconterò della tribu’ degli” OTTAWA o ODAWA“che ebbero il primo contatto con gli europei dove ora si trova lo stato del MICHIGAN (al confine con il Canada).

 

Erano di etnia Algonchina dei Grandi Laghi; amici dei Francesi. Combatterono gli Huron e furono spesso attaccati dagli Irochesi. L’esploratore francese Samuel de Champlain nel 1615 li definì “Les Cheueux Receuez”, per il loro modo di portare i capelli sulla fronte assai diritti e rialzati, tagliati in misura uguale che andavano diminuendo man mano verso la parte posteriore della testa. Il loro armamento era composto da arco e frecce, scudo di cuoio bollito e avevano tatuaggi su ogni parte del corpo, la faccia dipinta e il naso traforato. Il loro grande capo “PONTIAC” (chiamato OBWENDIYAG) nel 1763, nella battaglia di MONONGAHELA li guidò contro gli Inglesi, ma fu poi assassinato nel 1769 a Cahokia da un indiano pagato dai mercanti inglesi, mentre un altro grande capo “EGUSHWA”, fu alleato con gli inglesi nella Guerra di Indipendenza Americana.

 

Avevano la reputazione di essere buoni commercianti e intermediari nel commercio tra tribù. Usavano le loro canoe e si inoltravano anche nel Wisconsin e Quebec, dove acquistavano mais, tabacco, olio di girasole, erbe e pelli. Erano semisedentari e vivevano in villaggi, situati nei pressi di acque navigabili in canoa e fortificati con palizzate. Le donne erano impegnate alla coltivazione e raccolta del riso e a raccogliere la linfa dagli aceri mente gli uomini cacciavano e pescavano.

 

Dopo varie vicissitudini, nel 1817 firmarono la pace con gli Stati Uniti.

"Una vita intensa di lavoro, guerre e alleanze con i vari stati europei", mi disse Alex, "ma poi come vedo nessuno li aiutò e dovettero arrendersi!". Purtroppo si, il popolo indiano era predestinato a soccombere e l’uomo bianco ci riusci.

 

Ora che la storia è finita, parliamo un po’ di sport e naturalmente di baseball.

"Si mi fa piacere!", mi disse Alex mentre masticava una chewingum al sapore di acero, una specialità indiana che gli avevo regalato. Visto che l’esploratore francese Samuel de Champlain incontrò gli OTTAWA per la prima volta nell’attuale stato del Michigan, menzioneremo la squadra dei DETROIT TIGER, che giocano a DETROIT allo stadio “COMERIKA PARK”, dove il Grande Spirito è sempre presente al suo posto ricordi il racconto di sabato scorso? e tifa per la squadra dei DETROIT TIGER.

 

Oggi caro Alex voglio concludere la mia lezione leggendoti un messaggio indiano, uno dei tanti che ti proporrò e che sono autentiche testimonianze di questo popolo .

 

MESSAGGIO INDIANO EAGLE WING (l’Ala dell’Aquila):

Questo grande sciamano disse: I miei fratelli indiani lasceranno per sempre i loro ricordi in questo paese. Abbiamo dato molti nomi nella nostra lingua e molte belle cose che parleranno sempre di noi. Il Minnekahta riderà di noi, il Seneca brillerà alla nostra immagine, il Mississippi mormorerà le nostre pene. Il lago Iowa, il rapido Dakota, il fertile Michigan bisbiglieranno i nostri nomi al sole che li accarezza. Il rumoreggiare del Niagara, il sospiro dell’Illinois e il canto del Delaware faranno ritornare di continuo il nostro canto di morte. Potrete ascoltare questo eterno canto senza restarne commossi?

Abbiamo commesso un solo peccato:possedevamo ciò che l’uomo bianco desiderava.

 

Ora come al solito ti invito a suggerirmi la prossima tribù che vorrai conoscere.

"O si mi rispose Alex, più che una tribù, le più importanti che vissero dove attualmente si trova lo Stato della California!" Sarai accontentato! gli risposi.

 

Il vecchio indiano era madido di sudore. Dalla fronte scendevano delle gocce e avevo l'impressione che le rughe del viso si fossero accentuate. Il messaggio indiano dell'Ala dell'Aquila lo scandì ad alta voce tant'è che quello che temevo successe. I dieci compari tatuati si girarono e si incamminarono verso di noi, lasciando i boccali di birra sul bancone. Il cuore iniziò a battermi nel petto. Guardai il vecchio indiano per capire se avesse paura, ma John non si mosse, anzi sorrise. Non aveva paura.

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Commenti: 1
  • #1

    Luigino (domenica, 21 ottobre 2012 22:00)

    Meraviglioso!!!!