________________________________ Dal blog di Riccardo Schiroli......

Bryce Harper (foto tratta dal sito www.riccardochiroli.com)
Bryce Harper (foto tratta dal sito www.riccardochiroli.com)

In un suo articolo Riccardo Schiroli racconta un aneddoto sul miglior giovane talento MLB 2012 dal titolo: Cosa ci può insegnare Bryce Harper

 

L'articolo presenta questo grande atleta che in pochissimi anni ha bruciato tutte le tappe diventando uno dei protagonisti del grande campionato 2012 dei Washington National.

 

C'è un racconto inedito su questo giocatore descritto da Riccardo che riguarda l'esperienza della Nazionale Italiana che nel 2011 si recò presso Viera in Florida per due volte e durante le amichevoli contro la lista dei 40 National capitò un fatto curioso.

 

Il fatto descrive che giocando contro questa squadra un ragazzone alto 1.95 si presentò al box di battuta per ben tre volte ogni line-up.

Questo successe sia nella partita di spring training sia nella successiva del mese di Ottobre. Quel ragazzone era Bryce Harper e Schiroli prende questo fatto per intitolare il suo pezzo "Cosa ci può insegnare Bryce Harper". Io direi "Cosa ci può insegnare il Baseball USA?" Io direi tutto. Perché da 50 anni ci affanniamo per capire come si batte o come si lancia; come si corre o come si prende; come eseguire uno schema oppure un altro. Quello che però sembra non interessi a nessuno è come si gioca. Capire con che filosofia si "gioca" in USA è a mio parere fondamentale. Se non riusciamo a capire noi, come faremo a spiegarlo al nostro pubblico? Il vero successo di questo sport dove sta?

Il baseball è definito dagli Americani "passatempo" qualcuno si è posto la domanda perché. Nessun altro sport Americano è definito "passatempo". Perché in MLB si fanno 162 partite di regular season e non le 14 di un Campionato NFL? Perché non sarebbe un passatempo!

Se è vero che è un passatempo la vittoria in se ha poco conto. Vincere o perdere una partita ad Aprile sai che differenza. Lo spettacolo in quella partita, questo si che ha valore. Certamente una squadra che vince crea più spettacolo di una che perde, ma la vittoria non è il valore assoluto come nel nostro calcio o nel football americano.

Se però scendiamo di livello passando alla Minor League, o a tutte le leghe che esistono in America, la cosa diventa ancora più evidente.

La scena che desrive Schiroli provate a riportarla in Italia. E' vero era una amichevole, ma provate ad immaginare il coach che va dall'avversario e gli dice: "Ei amico, oggi il mio miglior battitore lo inserisco come primo, quarto e ottavo del lineup, ok?

 

Questa estate in uno dei nostri viaggi partecipammo al Torneo Under 16 di Freeport una località vicina a Pittsburgh. In una partita i nostri avversari erano decisamente più vecchi dei nostri. Alla fine perdemmo di brutto e andai dall'organizzatore per chiedere quanti anni avessero. La risposta fu: "alcuni 16 alcuni 18 perché?" niente niente, risposi, solo curiosità. In una partita successiva giocammo con una squadra di ragazzi che avevano 14 anni. Vincemmo noi e nessuno mi chiese quanti anni avessero i miei giocatori.

 

In Italia esiste l'IBL2 dove si può giocare senza l'ansia della vittoria ad ogni costo, ma questa serie è sotto attacco da molti adetti ai lavori. Per me è una delle cose più intelligenti introdotte dalla Federazione. Chissà! non riusciremo mai a trasformare il baseball in passatempo per gli Italiani?

 

Paolo Castagnini

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Commenti: 3
  • #1

    franco ludovisi (giovedì, 18 ottobre 2012 00:04)

    Tre volte in battuta nello stesso line up?
    Ma dove, qui da noi.
    In una partita amichevole di inizio stagione proposi al coach avversario che si imponesse ai corridori che conquistavano la prima di rubare immediatamente la seconda; se arrivavano salvi bene altrimenti sarebbero tornati in prima come se nulla fosse: scopo della regoletta era allenare i corridori alla rubata, i lanciatori a tenere l'uomo sulla prima e per i ricevitori provare le assistenze in seconda.
    Mi rise in faccia!

  • #2

    Maverick (venerdì, 19 ottobre 2012 16:37)

    Purtroppo noi italiani (per non dire europei) siamo troppo legati al risultato e questo condiziona ogni cosa.
    Il campionato IBL2 va bene sino a quando non si arriva alle finali, quando le squadre che vi accedono fanno scendere in campo giocatori della IBL1. L'idea di questo campionato di per se è buona, ma nella realtà dei fatti non funziona appunto per questo motivo.
    In definitiva, credo che il baseball in Italia difficilmente potrà divenire "passatempo" non tanto per la natura di questo gioco, ma più per la nostra indole legata a doppio filo ai risultati ottenuti.
    Basta andare a vedere una partita di bambini e notare l'atteggiamento dei genitori e di alcuni coach e la cosa risulterà innegabile.

  • #3

    Paolo (domenica, 21 ottobre 2012 15:42)

    Franco e Maverick tutti e due confermate il nocciolo del problema. Per quanto riguarda IBL2 alla quale ci tengo molto ti posso confermare quello che dici. Un dirigente del Verona e mio carissimo amico Luciano Risi (General Manager del Verona Knigts IBL2 anno 2011 quando io ero il manager) diceva: "io non me la prendo perché una squadra mi mette il più forte lanciatore di IBL1 nella finale; me la prendo perché non me lo ha messo durante il Campionato". Il concetto è di una semplicità disarmante. Se la mia squadra gioca contro una squadra forte chi ne ottiene beneficio? La mia squadra naturalmente perché i miei giocatori crescono di livello!" Invece da noi in Italia si ragiona esattamente all'opposto. Spero che il miglior lanciatore di quella squadra manchi, così forse riesco a vincere la partita. L'introduzione dell'IBL2 di fatto ha iniziato a scardinare questo concetto tant'è vero che nello stesso anno il Castenaso si arrabbiò perché Nettuno fece il campionato un un gruppo di giovani, naturalmente bravi giovani, ma pur sempre giovani. Allora vogliamo far morire un'idea che potrebbe cambiare nel bene il baseball italiano? C'è da lavorare sulla formula? ok lavoriamoci, ma non buttiamola a mare.
    Grazie per i vostri ottimi interventi!