________________________________ Grande interesse sul tema Disciplina, Agonismo, Atletismo, Fondamentali

(Photo by RACHEL LUNA / For The Press Democrat)
(Photo by RACHEL LUNA / For The Press Democrat)

Riceviamo da Franco Ludovisi e integralmente pubblichiamo.

Purtroppo non è più tempo per me di programmare il futuro. Però posso testimoniare il passato e ricavare da quello utili conferme. Non ho neppure mai avuto esperienze troppo coinvolgenti e tali da farmi predisporre le cose da fare; ma da buon “allenatore di campagna” ho guardato ai frutti che il campo mi dava e a seconda dei risultati applicavo un metodo di coltura o un altro.

Paolo indica un percorso basato sulla sua personale esperienza e, leggendolo, non trovo nulla che vorrei cambiare perché credo che sia nel giusto quando elenca le sue priorità.
Riandando indietro con la memoria  mi sono accorto che i quattro punti elencati sono stati di volta in volta oggetto anche della mia attenzione e del mio intervento pratico, ma sempre senza coscienza di un metodo e di una progressione da seguire: qui voglio testimoniare la correttezza dell’intento di Paolo.

 

LA DISCIPLINA.
Certamente necessaria nella pratica sportiva, come nel lavoro o nello studio ed addirittura in ogni forma di amore se si vogliono risultati soddisfacenti.
Ricordo che negli anni 70 a Castenaso il cancello di accesso al campo veniva chiuso con l’inizio dell’allenamento e chi arrivava in ritardo, anche solo di due minuti, si sistemava in tribuna a guardare i compagni che si allenavano.  Altrettanto vero che chi non si atteneva alle disposizioni doveva, per punizione, fare un certo numero di giri di campo al termine dell’allenamento.
Non so se le attuali condizioni possano ancora permettere tali comportamenti. L’essere puntuali adesso non dipende solo dalla volontà dei giocatori e i giocatori non sono più disposti a subire l’autoritarismo.
Giri di campo? Si, ma come preparazione atletica e non come punizione: non si offende la capacità di un singolo che capisce immediatamente se ha commesso un errore od una disubbidienza.

 

L’AGONISMO
Non l’ho mai allenato. Forse perché ho iniziato la carriera di allenatore quando ancora ero giocatore in campo e bastava l’esempio perché i miei prospetti fossero determinati ad essere competitivi.

 

L’ATLETISMO
Qui, come Paolo, un metodo, un allenamento, un intento per essere “più atleti” noi allenatori del passato non lo abbiamo mai neppure cercato.
Ricordo solo alcuni episodi  come la già citata tecnica di Roberto Bianchi che sventolava a vuoto la mazza per cento/duecento volte al giorno e fuori dagli allenamenti e che rappresentava un sicuro allenamento di pesi o gli infiniti lanci dei pitcher che, bene o male, potenziavano gambe e braccia.
Era la ripetizione ossessiva del gesto tecnico l’unica forma di potenziamento posto in atto allora.

 

FONDAMENTALI
E’ giusto quello che dice Paolo sui fondamentali.
Poi i fondamentali, anche se insegnati bene, non restano immutati nel tempo.

Ricordo che negli anni 70/80 raccolsi per il CNT un compendio delle tecniche di lancio in uso in tempi passati e ne descrissi minuziosamente ben quattro, che avevo sperimentato personalmente, i  fondamentali  dei quali erano tratti da scritti di autori americani di primissimo piano.
A voi semmai hanno insegnato a tirare una palla battuta a terra eseguendo i classici due passi, destro/sinistro( per un destro), ma poi avete visto che nell’esecuzione in campo viene introdotto quasi di regola un terzo passo eseguito per primo con il piede sinistro.
E allora?   Allora tutto cambia, sempre.
Stabilita comunque una scaletta di interventi attenersi a quella è corretto: ci sarà tempo, nella pratica, di individuarne i difetti e di apportare le necessarie variazioni.
L’importante è programmare.

 

Franco Ludovisi

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