_________________________________ E' arrivata la prima vittoria!

Una fase della partita giocata a Brooklyn
Una fase della partita giocata a Brooklyn

Che la squadra fosse in crescita lo avevamo già scritto, ma non pensavamo che si giungesse alla vittoria nella quinta e ultima partita. Questi undici ragazzi sono diventati sempre più squadra giorno dopo giorno, partita dopo partita e giocare contro i ragazzi Americani a fatto sì che il loro livello di gioco si alzasse di volta in volta disputando alla fine la loro partita più bella. Andiamo però con ordine e vi lascio alla cronaca del bravo Alex Montanari.

Decimo giorno - Lunedì 3 settembre 2012

La data della partenza si avvicinava sempre di più, e la nostalgia cominciava già a farsi sentire. Tuttavia, il decimo giorno era ancora tutto da vivere, così, dopo esserci svegliati un po' prima e aver fatto una buona colazione, ci siamo diretti a Manhattan.

 

Alle 4 circa siamo saliti a bordo della metropolitana per arrivare a Brooklyn, dove i ragazzi avevano in programma la loro quinta partita.

 

In un diamante in sintetico nella periferia, i nostri hanno potuto sperimentare il baseball di strada, affrontando giovani del posto che giocavano ogni giorno, dopo la scuola, solo per divertirsi fra di loro, senza bisogno di un super campo o una meravigliosa organizzazione.

La partita è andata bene inizialmente: i nostri sono riusciti a segnare 2 punti, grazie alle battute di Didier, rimanendo in partita. Al sesto inning, sul 3-2 per gli avversari, però, sono completamente crollati, un po' per colpa delle condizioni climatiche avverse, ma soprattutto degli avversari con qualche anno di troppo (almeno tre di 13/14 anni) e molto aggressivi sulle basi, capaci di tenere sempre sotto pressione gli italiani.

Gli americani hanno segnato ben 8 punti, lasciando ai nostri il settimo ed ultimo attacco per tentare di rimontare. E la nota positiva è che i nostri ragazzi ci hanno davvero provato: con 2 eliminati hanno riempito le basi, ma non sono poi riusciti a concretizzare nulla.

Il match si chiude così ancora una volta sull'11-2 per i nostri avversari, nonostante l'impegno dell'Italian Dream.

Tornando in albergo, ci siamo fermati per un panino prima del traghetto; verso le 22 siamo finalmente giunti nelle nostre solite camere d'albergo, dove abbiamo trascorso la nostra penultima notte in suolo americano.

 

Undicesimo giorno - Martedì 4 settembre 2012

Il 2 settembre ci siamo svegliati sotto la pioggia. Senza lasciarci intimidire, però, abbiamo lasciato Parsippany decisi a passare nel migliore dei modi quello che sarebbe stato l'ultimo giorno a Manhattan.

 

Alle 15 ci siamo incamminarci verso il quartiere di Greenwich, dove i ragazzi avrebbero giocato la loro quinta ed ultima partita. Solo alle 16, dopo aver affrontato numerose calamità lungo il percorso (fra cui un violento acquazzone) siamo arrivati al campo, in molte zone allagato.

 

Grazie ai lavori di drenaggio degli addetti, tuttavia, si è potuto disputare l'incontro nonostante la pioggia continuasse a cadere.

I ragazzi dell'Italian Dream ci tenevano molto a tornare in patria con almeno una vittoria, così, con il massimo impegno, hanno iniziato la partita.

 

Thomas ha amministrato tranquillamente i primi due inning dal monte di lancio. Stessa cosa faceva il lanciatore Americano con il risultato pertanto bloccato sullo zero a zero. Gli italiani hanno continuato a disputare una gara ai limiti della perfezione: cinici e concreti in attacco, attenti e preparati in difesa. Forse la lezione di Brooklin è servita a qualcosa.

 

Fra il quarto e quinto inning l'Italian Dream, sfruttando il cambio del lanciatore avversario, allungava il passo portandosi sul 5-0. La nostra difesa non sbagliava nulla anche al nostro cambio lanciatore. Alessio infatti lanciava tre riprese fino alla fine del quinto. Spettacolare una azione di Mirko che  dall'interbase prendeva la palla in tuffo eliminando in prima il batttore tra gli applausi e l'incredulità sia dei nostri che degli avversari.

 

La partita sembrava ormai chiusa; ma gli Americani non accettavano la sconfitta, e al sesto segnavano due punti tentando una rimonta. I nostri sembravano pronti a crollare da un momento all'altro; ma il nostro closer Didier si riprendeva velocemente, e permetteva alla difesa di chiudere la partita gridando di felicità. 5-2!

Vittoria, vittoria!

 

Bagnati e stanchi, seppure felici, abbiamo quasi all'unanimità deciso di tornare in albergo annullando la visita al ponte di Brooklin che era stata programmata.

Alle 22, sulle note di "We are the Champions" dei Queen, siamo arrivati al nostro DaysInn e, dopo una bella cena da Fuddruckers, siamo crollati a letto in quella che sarebbe stata la nostra ultima notte negli USA. O almeno così credevamo...

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