_________________________________ e dal niente ...... un campo da baseball

Riscaldamento della squadra presso il Campo nel bosco a Freeport, Pennsylvania (USA)
Riscaldamento della squadra presso il Campo nel bosco a Freeport, Pennsylvania (USA)

Come avevamo richiesto nell'articolo "Raccontami una storia", Ernesto Deramundo ci invia questo bel racconto sull'esperienza con un gruppo di giovani atleti della Dynos Verona durante il viaggio negli Stati Uniti nel 2011 con la nostra organizzazione.

 

E’ una giornata stupenda a Freeport, dalle finestre dell’Hotel il sole è già alto e il calore del Luglio americano si fa sentire.

Uno strano profumo riempie l’aria e forse per questo tutta la squadra è carica ed eccitata.

Oggi si giocherà contro una formazione pari età in una località non tanto poi così lontana dall’albergo, saranno una quindicina di miglia..circa una mezz’oretta di strada.

 

Controllo materiale, conta degli atleti ed accompagnatori….non mancano pure i genitori e famigliari, pochi ma buoni, sempre coloratissimi e chiassosi…..una meraviglia! Via, si va….la Highway è vicina e l’uscita per il campo è a dieci minuti (qui si ragiona in tempo di percorrenza, non in chilometri/miglia - n.d.r.).

Per raggiungere il campo non basta uscire dall’autostrada ma si deve proseguire per diverse miglia….un susseguirsi di su e giù, destra e sinistra percorrendo le piccole classiche cittadine americane immerse in un verde incredibile, in mezzo alla natura.

 

E finalmente, un’indicazione appena visibile ci dice di girare a sinistra ed entrare in un bosco…..ma dai, non è possibile….un campo da Baseball dentro il bosco??

Pare di si…cinque minuti ancora di strada ed alla fine si apre un pianoro che lascia intravedere un meraviglioso campo da Baseball…dal niente!!!!!!!!

Abituati ai campi in terra polverosi, senza righe e maltenuti – voi direte “impossibile, siamo nella culla del Baseball” eppure è proprio così – ci si trova davanti ad uno spettacolo indescrivibile!

 

La Club House sulla sinistra ci accoglie con tutte le famiglie dei ragazzi americani, desiderosi di conoscere “La Squadra Italiana” che sta girando gli Stati Uniti per giocare uno degli sport nazionali più importanti! Baseball e non Calcio (Soccer come lo chiamano qua).

Il campo è degno di far giocare senza alcun dubbio anche partite della ns. Italian Baseball League. L’odore dell’erba appena tagliata eccita nuovamente i ragazzi che, messe le scarpe e controllata l’amata divisa, si prepara all’incontro. La solita routine di riscaldamento con i Coaches sempre attenti e inflessibili accompagna gli ultimi istanti prima dell’inizio.

 

Finalmente! Si gioca! L’Umpire (l’Arbitro) chiama il play ball e tutto il resto si annulla. La Squadra è concentrata, desiderosa di fare bene, per i Coaches, per i genitori, per gli avversari, per dimostrare che anche noi italiani siamo in grado di essere competitivi nel gioco ma soprattutto per loro, i ragazzi che all’annuncio di una probabile avventura sportiva in terra statunitense, già immaginavano quello che avevano visto solo in televisione o al cinema!

Ed invece sono qua, pronti in battuta, pronti a correre, a rubare le basi, come se giocassero al New York Yankee Stadium!

 

Difesa ed attacco sempre pronti, con il dug-out ad incitare i giocatori, ad urlare per ogni punto segnato ed ogni giocata difensiva che permette l’eliminazione dell’avversario. Oggi si, possiamo dirlo, la Squadra è degna di questo nome, tutti hanno collaborato ed hanno dato il massimo per ottenere una delle quattro vittorie in terra straniera!

 

Entusiasmo alle stelle, occhi lucidi da parte degli allenatori che vedono concretizzare il duro lavoro invernale e stagionale, una soddisfazione che non si può descrivere…..ed i genitori????

L’apoteosi…trombe, urla, applausi……ma non ha vinto la Squadra……ha vinto il gruppo, ha vinto l’amicizia, ha vinto il sacrifico, ha vinto lo sport!

 

Al rientro, dopo aver festeggiato con i ragazzi americani ed i famigliari, già si pensa al prossimo incontro ed anche al fatto che siamo ormai a fine soggiorno.

Esatto…..ancora pochi giorni….New York ci attende per il rientro a casa.

Ma l’esperienza rimarrà indelebile per tutti.

Per i Coaches, per i dirigenti, per gli accompagnatori ma soprattutto per il centro delle nostre attenzioni, del nostro mondo : I RAGAZZI!

 

Ernesto “Erny” Deramundo

 

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Commenti: 1
  • #1

    TERZABASE (venerdì, 20 aprile 2012 07:18)

    Sembra che tu hai scritto una favola e non un racconto di vita vissuta.Complimenti