________________________________ L'esordio casuale

Lo stadio Kennedy di Milano
Lo stadio Kennedy di Milano

Un ricordo di TERZABASE

Far visita al proprio solaio, riserva sempre delle sorprese e così giorni fa, rovistando tra le vecchie cianfrusaglie, ho ritrovato gli attrezzi della mia vecchia passione, l’arbitraggio. Aprii la mia borsa sportiva dove c’erano gli schinieri, la maschera, il conta strike, le scarpe con gli spikes e il piccolo notes con il punteggio e i cambi dei giocatori dell’ultima gara giocata.

 

Aprire quella borsa era come sfogliare un vecchio album di fotografie e i ricordi affiorano alla mente. La prima partita dove esci distrutto anche se tutto è andato bene. L’esordio casuale in prima serie allo Stadio Kennedy di Milano.

 

Casuale perché stavo assistendo al derby delle due squadre milanesi, ma più che per il derby ero andato a vedere quello che ritenevo il più bravo ed emergente arbitro:Enrico Spocci di Parma.

Sognavo di poter arbitrare un giorno al suo fianco e non sapevo che dopo in paio di inning il mio sogno si sarebbe avverato.

Una palla sfuggita malamente dal lanciatore in fase di riscaldamento, andò a colpire alla testa l’arbitro capo che in quel momento stava parlando con Spocci nei pressi della casa base. Fu necessario l’intervento del medico di una delle società e il pronto ricovero in ospedale, tutto poi risoltosi senza conseguenze.

 

Spocci che era in base passò al piatto, ma l’incontro era troppo importante per essere arbitrato da un solo arbitro.(allora si arbitrava con solo due arbitri)

 

Qui si verificò il caso insolito e casuale: Attilio Meda il nostro Presidente, mi individuò tra gli spettatori e mi fece un cenno di scendere dalla gradinata e dirigermi verso l’ingresso del campo. Non sapevo cosa volesse, ma un attimo dopo mi trovai in campo andando a conferire con l’arbitro a casa base.

 

Avevo già arbitrato al Kennedy in occasione dei Giochi della Gioventù, ma con la presenza di pochi spettatori, ora si trattava di affrontare il grande pubblico e per di più in un derby. Il colloquio fu questo:

Spocci:- hai già arbitrato incontri di serie A?

Io:- No

Spocci:- andiamo bene allora,(con tono ironico) ma non ti preoccupare devi solo seguire questo mio consiglio: stai sempre vicino all’azione, molto vicino e quello che dovrai giudicare in quel momento che ritieni giusto, devi farlo con una chiamata di “save” o “out” decisa e a voce alta, ma molto decisa. In questo modo togli ogni dubbio a tutti. Vai!

 

Spocci chiamò gioco, e iniziò la mia avventura. Fui molto fortunato che pur essendo un derby, non successe nulla di particolare, tranne un giocatore intrappolato tra la terza e casa base e sapete cosa successe? che dopo un paio di tentativi del corridore di porsi in salvo, fui proprio io a chiamare, forte e deciso “OUT”, il mio primo “OUT” in serie A.

 

Alla fine dell’incontro mi congedai da Spocci stringendogli la mano e complimentandomi con lui, non sapevo che quella era l’ultima volta che l’avrei visto: anche lui come tanti vittima in giovane età di un male incurabile.

 

Poi venne il giorno di riporre tutto in questa borsa e nel richiuderla mi sono commosso; chiudevo una delle più belle pagine della mia vita.

 

TERZABASE

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Commenti: 6
  • #1

    giorgio (venerdì, 13 aprile 2012 16:10)

    grazie per averci riproposto le grandi figure di Attilio Meda ed Enrico Spocci che ,ne sono certo,stanno ancora insegnando buon arbitraggio di baseball in qualche diamante lassù......!

  • #2

    Pinucita (venerdì, 13 aprile 2012 21:02)

    E' sempre un piacere leggere le tue vere storie,
    le scrivi con naturalezza e semplicità
    come scrivere un libro.
    Non ti devi commuovere i ricordi non si
    scordano mai,rimarranno sempre nei nostri
    pensieri.

  • #3

    Roberto Buganè (sabato, 14 aprile 2012 11:21)

    Anche questa è storia, il lato umano della storia.

  • #4

    Giorgio (sabato, 14 aprile 2012 21:12)

    Sono sempre belli i tuoi " racconti " che poi
    sono anche veri....
    Complimenti, aspettiamo ancora dei tuoi aneddoti.

    ciao Giorgio

  • #5

    laura (mercoledì, 07 dicembre 2016 07:01)

    BUONGIORNO a tutti! chiedo scusa se mi intrometto. Ho conosciuto anch'io Attilio Meda. Ero una ragazzina, lui un giovanissimo cinquantenne da poco sposato con una mia omonima.
    Mi chiese di tradurgli dall'inglese un libretto di istruzioni che gli era arrivato dagli USA, ma che fatica! Non capivo nulla di case e di basi... così mi accompagnò ad alcuni incontri. Eravamo a Milano e il campo si trovava a Città Studi (almeno cinquantacinque anni fa!)

  • #6

    Paolo (mercoledì, 07 dicembre 2016 09:03)

    Cara Laura, fammi avere la tua mail che così ti metto in contatto con Giovanni Delneri o Michele Dodde che hanno conosciuto bene Attilio Meda.
    Scrivimi su info@baseballontheroad.com
    Ciao
    Paolo Castagnini
    Baseball On The Road