_________________________________ Genitori in campo con i figli

Una squadra del "Boschetto" primi anni sessanta. Il secono accucciato da destra è Kiko Corradini il grande lanciatore del Bologna e della Nazionale degli anni 70
Una squadra del "Boschetto" primi anni sessanta. Il secono accucciato da destra è Kiko Corradini il grande lanciatore del Bologna e della Nazionale degli anni 70

Un ricordo, ma non solo, di Franco Ludovisi

 

Era il 1959 credo ed assistevo sul piccolo, ma delizioso Campo del Boschetto a Verona ad un allenamento di bambini, categoria Ragazzi si direbbe ora, figli di militari americani di stanza in città che facevano capo alla Caserma Passalacqua ed avevano residenza in amene villette appena fuori le mura di Verona verso la collina.

 

L’allenatore aveva schierato in campo i giovani giocatori nei ruoli loro assegnati per giocare le palle delicatamente fungate: e dietro ad ogni ragazzo c’era un adulto che lo istruiva in anticipo sulla posizione da tenere, su come raccogliere la palla, sui passi da eseguire per effettuare l’assistenza ai compagni ed ogni altra cosa fosse necessaria.

 

All’epoca noi non avevamo neppure le giovanili e non mi interessai più di tanto a queste tecniche di allenamento: la sola considerazione che feci è che noi non avremmo potuto copiare il loro metodo per mancanza di tutti quei coach per una sola singola formazione giovanile e, dentro di me, conclusi che gli adulti in campo dovessero essere i genitori dei piccoli giocatori, genitori sicuramente in grado di istruire i propri figli.

 

Quando più avanti mettemmo insieme anche noi piccoli atleti i loro genitori si limitavano a controllare “da fuori” quello che succedeva “dentro” non essendo in grado di fare. Ma di criticare quello sì. Non era quindi la nostra una condizione ideale come quella del Boschetto.

 

Da allora un mio "pio" desiderio è sempre stato quello di poter allenare una squadra di piccolini posizionando il proprio genitore, maschio o femmina che fosse, in raddoppio del ruolo ed allenarli in contemporanea:

i ragazzini avrebbero visto i limiti dei loro genitori e i genitori le difficoltà reali che i piccini incontravano giocando.

Frasi come:

“Ma dai! Quella palla la prendevo anch’io” detta da qualche genitore sarebbero diventate pericolose se ci fosse stata la possibilità di raddoppiare anche la brutta figura fatta dal bimbo!

Ha bucato lui, ma un momento prima o dopo ha bucato anche il genitore. Sono sicuro che in questo caso il papà avrebbe detto:

”Non fa niente caro, hai visto che anch’io, che sono grande, non ne prendo qualcuna!”

E l’allenatore quante soddisfazioni in più avrebbe e quante critiche in meno.

 

Senza contare che quasi sicuramente prima o poi i genitori avrebbero formato una squadra amatoriale!

 

Franco Ludovisi

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Commenti: 3
  • #1

    Albertosi Maurizio (sabato, 07 aprile 2012 14:30)

    Vorrei trascrivere i nomi di quella "magnifica squadra" nella foto.
    In ordine: Giorgio Negri (nostro primo allenatore), De Martini (uno dei due fratelli), Dario Feltrinelli, Icio Albertosi, Dumbo Benaglia, el Moro, Luciano Benini, l'americano del quale non ricordoil nome (ottimo interbase), Paolo Losa (il mio ricevitore), Gigi Rizzati (lanciatore di serie A, Tom Pellini, Kiko Corradini (a quel tempo giocava esterno centro) e Gigi Feltrinelli.
    Bei tempi.......

  • #2

    Paolo (domenica, 08 aprile 2012 08:14)

    Caro Icio, grazie per la trascrizione dei nomi di quella foto, che ho rubato, e di questo ti chiedo scusa, sulla tua pagina di facebook. Io arrivai pochi anni dopo e per me eravate dei miti!

  • #3

    dario feltrinelli (lunedì, 05 novembre 2012 22:40)

    un bel ricordo degli anni del boschetto,ciao