________________________________ La terza - la base con le chiavi di casa.

RICORDI DI TERZABASE

Questa volta ragazzi è storia vera, non come il sogno a New York. E’ la storia di un ragazzo di periferia che giocava a palla nelle strade del suo quartiere e poi alla “LIPPA”, un gioco tramandato dai nonni e che aveva qualche somiglianza con il baseball; una di queste era di battere al volo, con un piccolo bastone un pezzo di legno molto corto e così proseguire con un certo regolamento tutte le fasi del giuoco. Ma un giorno dell’anno 1945, in quel di Como, dove ero sfollato, un referente sportivo delle truppe Alleate , invitò la popolazione a recarsi allo Stadio per assistere a una partita di Baseball.

Si trattava di sport e andai con i miei amici ad assistere a questo strano gioco, con molte regole e pause a volte interminabili; infatti quell’incontro amichevole tra militari USA durò più di quattro ore, cosa insolita per noi abituati al calcio con solo novanta minuti. Tutto fini lì come semplice curiosità.

 

Qualche anno dopo, prestando servizio militare di leva in una base dell’Aeronautica Italiana con supporto logistico USA, ritrovai quello sport, che allora quindicenne, mi aveva incuriosito tanto. Fu un sergente americano di colore, nato ad Atlanta in Georgia, che vedendomi incuriosito durante i loro amichevoli incontri, mi invitò a giocare con loro.

<Non preoccuparti!> mi disse, <provaci! sappi che da noi si incomincia da un ruolo per finire in un altro e poi, se non sei tagliato per il gioco come atleta puoi sempre darti all’arbitraggio, sempre però imparando il nostro difficile regolamento; ora prendi questo guanto e vai in terza base!> - Perchè proprio in terza? gli chiesi; mi rispose: <è la base dove tu possiedi le chiavi di casa, solo per tua distrazione l’avversario può impossessarsene e allora sono guai>

 

Terminato il servizio di leva e tornato a casa, nella mia Milano, mi aggregai ad alcuni amici universitari,che si interessavano a questo sport. E così nacquero i mitici BLACK DEVILS di cui vi ho già raccontato la loro storia.

Il tempo passò e lo dedicai più che a giocare, onestamente grande era la passione ma poco il talento, a insegnare il Regolamento Tecnico de Baseball, difficile da interpretare, perché le fasi di gioco sono rapidissime, le situazioni in campo cambiano spesso secondo il numero degli eleminati, le basi forzate e altre diavolerie che sono elencate. Qua ero abbastanza bravo e convincente.

 

Ricordandomi del consiglio suggeritomi dal sergente americano, detti gli esami da arbitro, così da essere sempre in gioco.

Scalai tutti gradini con umiltà e molta volontà, diventando sordo e muto ad ogni provocazione ma migliorando il senso della vista.

 

Ora sono trascorsi molti anni da quando ho appeso la maschera al chiodo, ma il baseball per me è stato una palestra di vita, di cui consiglio a tutti i giovani di provarci e di leggere quella famosa lettera che scrisse a tutti i ragazzi del mondo” George Hermann Ruth”, meglio noto come Babe Ruth. Se non l’avete letta e se il vostro coach non ne è in possesso, richiedetemela e ve la farò avere tramite questo sito, perché ne vale la pena di essere letta.

Per concludere e, in ricordo del mitico sergente USA, dal 1966 sono gli ATLANTA BRAVES, dello Stato della Georgia i miei preferiti.

 

TERZABASE

In aggiunta al racconto di TERZABASE

La "Memoria storica del baseball Italiano" che corrisponde al nome di Roberto Buganè, conferma il bellissimo racconto del nostro TERZABASE e ci segnala questo documento straordinario dall'archivio del sito Federale.

 

1945 - Sul numero 13 del 4 settembre della rivista Mondo Nuovo del Servizio Informazioni degli Stati Uniti viene pubblicata la foto di una partita del campionato fra squadre militari americane giocato su un campo nei pressi di Como.

 

1945 - Il sindaco di Como, già comandante del C.L.N. Comitato di Liberazione Nazionale, lancia la prima palla dell'incontro.
Evidente lo scopo delle autorità americane di coinvolgere la popolazione italiana nel gioco del baseball. Probabilmente è la prima foto del dopoguerra che ritrae un italiano  coinvolto nel baseball, anche se non nel ruolo di giocatore. Nell'articolo che accompagna la foto si legge: "Allora al centro della tribuna un signore alto, di mezza età, già capo del locale Comitato di Liberazione Nazionale, s'alzò in piedi e gettò una palla bianca al gruppo di uomini stranamente vestiti che attendevano al centro dello stadio. Era il debutto italiano del baseball."

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Commenti: 4
  • #1

    Erny (martedì, 20 marzo 2012 08:31)

    Terza base.......vogliamo la lettera di Babe Ruth..!!!!

  • #2

    Roberto Buganè (martedì, 20 marzo 2012 08:44)

    Con ogni probabilità la partita del 1945 è quella di cui sul numero 13 del 4 settembre della rivista Mondo Nuovo del Servizio Informazioni degli Stati Uniti. Sulla rivista vengono pubblicate alcune foto di una partita del campionato fra squadre militari americane giocato su un campo nei pressi di Como. Due foto con didascalia si possono vedere nel museo virtuale della FIBS alla pagina "Prime testimonianze", ultime due foto della pagina. Il link http://www.fibs.it/it-it/il-museo-virtuale---LE-PRIME-TESTIMONIANZE.aspx?IdSection=649

  • #3

    Roberto Buganè (martedì, 20 marzo 2012 08:49)

    Per chi non la conoscesse, ecco la famosissima lettera di Babe Ruth ad un ragazzo:

    Ascoltami ragazzo, stai commettendo un grosso errore a non interessarti del Baseball; esso è il più bel gioco del mondo ed ogni uomo dovrebbe sentirsi orgoglioso di averci qualcosa a che fare, non importa cosa, anche sedersi semplicemente sulle gradinate dello stadio e urlare alla squadra del cuore di farsi sotto e battere un fuori campo.Però non devi metterti in testa idee sbagliate, ragazzo.Per giocare al Baseball occorre essere veri uomini.È il gioco più difficile che si conosca al mondo e per giocarlo occorre saper fare di tutto; bisogna essere robusti e coordinati nei movimenti; bisogna possedere velocità, intelligenza, buon senso, fegato e grinta.Sopratutto grinta, ragazzo, perché un solo attimo che mostri timidezza e i lanciatori ti spazzolano la testa con lanci velocissimi, i corridori ti fanno a fette con i ferri delle scarpe e le stesse riserve in panchina ti sfottono fino a mandarti a nascondere.Non puoi mollare neppure un attimo, ragazzo, devi spendere tutto ogni giorno e devi usare con la massima accortezza il vecchio fagiolo, la testa.Se tu lasci andare una palla in aprile, ti accorgi poi, magari in settembre, che quella palla ti costa il campionato. Non puoi permetterti nè distrazioni nè rilassamento.Quando sei alla battuta e corri sulle basi, ti devi rammentare che contro di te ci sono nove uomini in campo e un robusto cervello in panchina, quello del manager avversario, che cercheranno in ogni modo e maniera di farti fare la figura della ramazza.Ragazzo, non è mai esistito un gioco più adatto del Baseball per misurare l'autentico valore di un uomo, quanto a fegato, prontezza e velocità.Il Baseball è un gioco che assomiglia alla vita, ragazzo, e che alla vita ti prepara; è un gioco di squadra, ragazzo, perchè un lanciatore può lanciare il suo cuore assieme alla palla ma qualcuno dovrà pur fermare, in qualche modo, le palle radenti e qualcun altro arrampicarsi sul recinto del campo per agguantare quelle al volo, e poi andare a battere e fare qualche punto, altrimenti tutto il lavoro del suo lanciatore non sarà servito a nulla.È come in famiglia e in un gruppo di fratelli che lavorano insieme per raggiungere la stessa meta, ed è l'unico gioco che non hai bisogno di giocare per sapere quanto sia buono, bello, onesto e leale.

  • #4

    TERZABASE (martedì, 20 marzo 2012 18:04)

    grazie Roberto Buganè di aver letto il mio racconto e anche di aver pubblicato la famosa lettera di Babe Ruth.Devi sapere che molti ma molti anni fa, distribuii a molte scuole questo documento e parlai anche con i Presidi per divulgarlo, ma rimase un semplice gesto:non avevano capito quale strumento educativo avevano a portata di mano.Coraggio e non cerchiamo di perdere quella palla in aprile come disse il grande Babe. TERZABASE