________________________________ Un sogno nel futuro

Sono le 7 del mattino del 19 Giugno 2012, bisogna prepararci. Caffè, latte, biscotti, ma non ho fame. Sono troppo agitato. Mi aspetta un'avventura che ricorderò per tutta la vita. Salgo in auto con mamma e papà; si va a Milano Linate. Durante il percorso in autostrada sogno; mi vedo su quei campi che ho visto solo in TV, io con il mio Rawlings ben oliato. Mi piace sentire l'olio che penetra nel mio guanto e poi annusare, annusare. A volte mi capita di annusare l'erba del campo quando facciamo gli esercizi per i dorsali. Ecco ci siamo. I miei nuovi compagni sono tutti la. C'è il checkin.

Mettiamo tutto il materiale da baseball in un grande borsone; mazze, caschetti; io ho il materiale da catcher. Il borsone è enorme e pesante. Mi prende l'emozione e mi sale lungo la nuca, sento dei brividi. Non c'è tempo, si va sull'aereo. L'hostess si assicura che abbiamo inserito le cinture di sicurezza e ci consegna le cuffie. Sullo schienale del sedile davanti ho il mio display tutto per me; durante il viaggio voglio vedere il mio film preferito: Moneyball con Brad Pitt. Sarà in inglese! per forza siamo sulla British Airways, ma sono contento così. L'inglese a scuola lo sto studiando e voglio impararlo bene. Ho detto alla mia Profe che da grande giocherò in America. Lei mi ha guardato, mi ha sorriso, si è voltata e se ne è andata. E' sempre così; nessuno ci crede, ma io giocherò in America. L'aereo rulla, è la prima volta per me; vedo i sedili davanti che si alzano e poi sento lo stacco dal terreno. Per un attimo lo stomaco sembra voler restare a terra, ancora un brivido e sono nel cielo. Chiudo gli occhi e penso alla partita che vedrò allo Yankees Stadium. Io tifo per gli Yankees, sono troppo forti! Ci saranno i Cleveland Indians. Ora penso a quando giocherò contro i ragazzi Americani. Mi vedo accucciato; faccio i segnali al mio lanciatore, una palla veloce interna. Il battitore è troppo vicino al piatto di certo non la becca! ora però davanti a me non c'è più il mio compagno; c'è Mariano Rivera, mi fa segno di no, cambio il segnale, la splitter, si, che cade sul filo esterno! Mariano ha ragione. Sono qui, con gli Yankees, Jeorge Posada si è ritirato e hanno chiamato me. "What do you want to drink?" mi sveglio di soprassalto, c'è l' Hostess con il carrello. No Thanks! Ritorno alla realtà. Però tutto questo è reale. Sto andando in America. Mi alzo e guardo i miei compagni. Mi sento felice. Con tutti loro passerò dieci giorni giocando a baseball. Vedremo una partita di MLB e poi guarderemo i grattacieli e le strade americane. Italian Dream! Il sogno Italiano!

 

La storia è ambientata nel futuro e quindi inventata. Il viaggio però è reale. Dal 19 al 29 Giugno 2012 un gruppo di Ragazzi attraverso l'organizzazione Baseball On The Road si recheranno a New York, Boston, Philadelphia, Stato di New York e New Jersey.

Questi sono i Ragazzi:

Lorenzo Degli Esposti e Umberto Frisoni (Rimini Riviera), Alberto e Alessandra Lazzari (Cairo Montenotte), Davide Mina e Federico Gambedotti (Grizzlies Torino 48), Amedeo Maggia, Giovanni Spinelli, Daniele Contri e Simone Franchin (Dynos Verona), Massimo Pilutti, Giulio Da Rè e Riccardo Bertossi (New Black Panthers)

 

Racconto scritto da Paolo Castagnini 10/02/2012

 

RACCONTI: Ti piace scrivere storie vere o inventate? inviale e saranno pubblicate in questa sezione del sito. Unica regola devono parlare di baseball o di softball - Invia la tua storia qui

Scrivi commento

Commenti: 1
  • #1

    Angela (mercoledì, 22 febbraio 2012 11:49)

    Veramente bella questa storia, un sogno che diventa realtà…..a leggerla quasi mi commuovo…….troppa gente gira le spalle ai sogni dei nostri ragazzi tagliando le ali a chi veramente ha voglia di volare e non solo dall’altra del mondo come farà prossimamente Amedeo, ma anche a chi vuole volare semplicemente rimanendo a terra e vedere il proprio sogno anche se magari apparentemente meno ambizioso, ma pur sempre importante, diventare realtà.

    Io ringrazio Amedeo, Gioele e Jacopo, i miei figli, perché vivo con loro i sogni che portano dentro e questo è semplicemente bello: un dono che dà alla vita il senso della vita.

    Ringrazio anche quelle persone che s’incontrano, a volte casualmente e non girano le spalle ai sogni dei nostri ragazzi……ma credono in loro fortemente…..andando anche controcorrente, grazie Paolo e Giò, Dynos & C.

    Angela 10/02/2012