Domenica 26 Giugno 2011 un gruppo di 19 ragazzi di età 13-14-15 anni accompagnati da noi e da alcuni genitori, sono partiti per gli Stati Uniti. Primo Obiettivo? giocare più partite di baseball possibili. Altri obiettivi? divertimento, stare insieme e vedere alcune partite dei grandi campioni di MLB. Costo del viaggio 1.250 Euro per: 4 giorni a New York; 3 giorni a Washington DC; 7 giorni a Pittsburgh. Partite giocate? Quattordici - Partite di MLB viste allo stadio? Due
Se sei interessato leggi questo lungo diario di viaggio.
Guarda il video con gli articoli del giornale locale di Pittsburgh
Mercoledì 22 Giugno 2011
E finalmente sta arrivando il giorno della partenza.
19 Giocatori della Società Dynos Verona Baseball tra i 13 e i 15 anni trascorreranno una grande avventura americana.
Era partita come una scommessa: andare negli Stati Uniti, giocare più partite possibili, visitare alcune grandi città e vedere qualche partita di MLB. Il tutto al costo più basso possibile visto il periodo di crisi e la volontà di coinvolgere tutta la squadra.
La grande ospitalità americana non si è smentita. Il basso costo degli Hotel di periferia e dei fast food, grande soddisfazione dei più giovani, ha fatto il resto.
Tre partite a Nutley nel New Jersey, tre a Vienna una cittadina vicinissima a Washington e ben 8 partite nell'area di Pittsburgh, tante sono le squadre che vogliono giocare contro una squadra italiana. Visita a Manhattan New York, la Casa Bianca a Washington D.C. e la città di Pittsburgh. Due partite di MLB da vedere: la prima allo Yankees stadium per Milwaukee Brewers Vs Yankees e l'altra a Pittsburgh al PNC Park tra Houston Astros Vs Pittsburgh Pirates.
Un programma ricchissimo ad un costo molto contenuto. Ad accompagnare la squadra io, Giovanna Armani ideatori del progetto e Ernesto Deramundo con l'aiuto dei Dirigenti Susanna Albertini, Luisanna Bianchi e Enzo Marzio. Naturalmente al seguito alcuni genitori per un totale di 34 persone.
Il costo? 1.250 Euro tutto compreso per tutti. Ma c'è di più. Il progetto raccolta fondi denominato : "Baseball Road to U.S." ha fruttato quasi 6.000 euro che serviranno per abbassare ulteriormente la quota dei ragazzi che hanno partecipato. Con meno di 1.000 euro questi ragazzi faranno un'esperienza entusiasmante.
Domenica 26 Giugno 2011, ore 21.00
Sono le nove di sera; le quattro del mattino ora italiana. Si va a dormire. Domani è il primo giorno di gara e vogliamo essere in forma.
Ventiquattro ore fa eravamo al Gavagnin pieni di sogni. Un saluto ai genitori sul piazzale e si parte lasciando a casa 9 mesi di ansie; lo studio, la scuola…..gli esami, gli esami! Fino alla fine, fino al mattino precedente e poi la liberazione, finalmente! Si va in America! Baci, abbracci, tra mamme e figli e poi mogli e mariti..... qualcuno ha pensato bene di non farsi scappare l’occasione e di salire sul pulman alla scoperta dell’America.
Diciannove ragazzi, tre allenatori, due dirigenti e poi genitori, fratelli e sorelle. Trentaquattro in tutto. Sul’autobus di Meggiolaro sale anche Luca, tecnico della B.A. che da novembre ci assiste nella programmazione dei voli. Avrebbe voluto proseguire pure lui oltre Linate, suo posto di lavoro, magari per accompagnare Martina; sarà per la prossima volta.
Partiti dal Gavagnin leggiamo il messaggio del Presidente. E’ un messaggio accorato, di quelli che ti strappano gli applausi e così è ala fine della lettura. Grazie Stefano, anche queste sono cose importanti.
Giungiamo a Linate. Breve checkin con il solito nome che manca sulla lista, il solito brivido, ma poi è tutto a posto. Ci siamo, inizia l’imbarco, il decollo, per qualcuno è il primo, il battesimo dell’aria!
Sarà per tutti una piacevole esperienza. Il sole splende e le ali del nostro jet accarezzano l’atmosfera e in poco più di un’ora siamo sul cielo di Londra come sempre plumbeo; Attraversiamo le nuvole e scendiamo; il volo è tutto tricolore e un altro gruppo di ragazzi accompagna i nostri. Fragoroso applauso al pilota quando si tocca, come da tradizione italiana. I sorrisi di alcuni e i commenti di altri in particolare britannici ….. “i soliti italiani!”. Forse non sanno che in quei applausi c’è di tutto: l’America, il baseball…..la scuola , the end, è finita!
Eccoci, ci si conta: uno, due tre,…dieci…diciotto, diciannove….trentatre, trentaquattro, ok! Quickly, quickly, ci dice il primo funzionario, mancano 30 minuti all’imbarco del volo per Newark.
Dopo mille serpentine, e il passaggio dal metal detector siamo sul trenino. Gate 46B! Entriamo in tempo perfetto. Il volo è full; siamo tutti vicini in coda all’aereo. Si decolla! I ragazzi sono tutti rilassati.
Il viaggio è lungo. Otto ore da far passare, ma nessun problema: un po’ di musica, si beve, si mangia, ma in particolare si chiacchiera …. ,ma quanto chiacchierano questi ragazzi!…. ed ecco i grattacieli di Manhattan, la Statua della Libertà! Grida qualcuno. Sono più eccitati i ragazzi o gli adulti che li accompagnano? Chissà! Siamo in America! Anche questo volo è andato sul velluto ed è terminato con un applauso tutto italiano.
Dopo le mille peripezie della security americana siamo fuori. Sono passate quasi due ore dall’atterraggio e siamo a bordo di due pulmini che ci porteranno a Parsippany, ……Parsippany? Iniziamo a scherzare, ma non dovevamo andare a New York? Quaranta minuti di viaggio e siamo al Days inn. L’hotel è molto bello, il prezzo molto buono. Sono le sei di sera, mezzanotte italiana, i ragazzi sono stanchi ed affamati, ma non perdono la loro vena conversativa.
Scegliamo un fast food a pochi passi dall’Hotel. Un po’ caro, ma super, veramente super. Dai 10 ai 13 dollari la spesa, ma da mangiare e bere a volontà. Si rientra all’hotel, le serate in camera hanno sempre qualche cosa di magico. Domani dopo aver recuperato i tre Van che ci accompagneranno per tutto il viaggio, saremo a Nutley. Si gioca alle 12, nove inning. Il programma poi prevede dopo la doccia una visita ad un grande Mall della zona.
Noi ci siamo, siamo qui e siamo vivi e stiamo tutti bene! Ciao Verona!
Lunedì 27 Giugno 2011, ore 22.00
Ecco! Qui dovevamo arrivare, era per questo che eravamo venuti. Giocare a baseball…… e questo abbiamo fatto o meglio abbiamo cercato di fare.
Prima partita delle quindici in programma, un intero campionato!
Siamo a Nutley, una cittadina dell’hinterland di New York. Da qui si vedono i grattaceli di Manhattan, lo skyline di New York. La cittadina è stupenda. Il territorio è tutto un susseguirsi di colline e prati verdissimi bagnati da piccoli corsi d’acqua che sfociano sull’Hudson il famoso fiume attraversato da ponti e tunnel con cui si accede al centro di New York. All’interno di un grande parco di piante secolari sorgono alcuni campi da baseball e da softball. In uno di questi abbiamo affrontato i nostri primi avversari.
La squadra è della high school di Nutley ed è formata dai freshman che sarebbero i più giovani, quelli cioè di prima e seconda superiore, che equivalgono alle nostre terza media e prima superiore.
I nostri ragazzi sono un po’ tutti timorosi, non giocano sciolti e liberi, sono poco aggressivi, ma giochiamo. Perdiamo, ma non così male. I loro lanciatori tirano bene, ma sono battibili e alcuni dei nostri si fanno valere, altri un po’ meno. La nostra difesa è formata da: Luca Camia sul monte, Filippo Brunelli a ricevere, Giuseppe Biasioli in prima, Pietro Piccolboni in seconda, Jacopo Varalta in terza, Nicolò Zumerle interbase, Giacomo Piccolboni all’esterno sinistro, Stefano Borroni al centro e Luca Marzio al destro. La partita fatica a decollare; loro ci rispettano, noi giochiamo la brutta copia di una partita. Qualche errore, si batte poco, il monte non è incisivo. Decidiamo di cambiare per dare nuovi stimoli. Si succedono sul monte Alberto Perra, Stefano Giarraputo e Marco Caloi. Entrano in difesa Andrea Fantoni, Nicola Tinazzi, Nicolò Deramundo, Pietro Ederle. La partita cambia poco di tono. Qualche cosa di buono lo facciamo e riusciamo a segnare qualche punto. Al termine il risultato è un po’ bugiardo: perdiamo 10-5, ma c’è la consapevolezza che ci hanno risparmiato. L’esperienza è stata comunque positiva, anzi molto positiva. Ci ha dato modo alla sera di fare una lunga chiacchierata seduti sui giardini dell’Hotel. Il baseball non è facile; lo sport non è facile; la vita non è facile. In questi quindici giorni aiuteremo questi ragazzi a costruire una parte dei loro caratteri. Dovremo soffrire per poi reagire. E’ per questo che siamo qui; è per questo che siamo in America.
Domani ci aspetta la seconda partita; noi vogliamo che sia migliore della prima. Questo è il primo obiettivo. Saremo ancora a Nutley ad affrontare un’altra squadra sempre dell’età dei nostri. Il campo sarà diverso; giocheremo nel nuovo polifunzionale della High school. Un gioiello appena terminato in erba sintetica.
Concludiamo la giornata con una bella doccia in Hotel e un pomeriggio di shopping presso un grande Mall della zona. I ragazzi sono tranquilli e sereni.
La nostra avventura continua.
Martedì 28 Giugno 2011, ore 22.00
Questa volta partiamo dalla fine della nostra intensa giornata: Si, perché la serata nel New Jersey si è chiusa in uno straordinario ristorante italiano della zona.
Come già citato nel diario di ieri, qui la comunità Italiana è molto forte e non manca di stupire. Pasquale, questo è il nome di uno speciale Italiano diventato quasi un idolo qui a Nutley avendo aperto due ristoranti di cucina italiana e gestendoli in modo impeccabile. “Pasquale vi invita questa sera nel suo ristorante” ci avevano detto i nostri amici. Dopo tre giorni di fast food, una pasta italiana non poteva che farci piacere e così alle 8 di sera dopo la doccia ci siamo recati al Ristorante “Piazza Margherita”. Beh! La serata rimarrà impressa nella nostra memoria per ciò che è accaduto: Il ristorante è un bellissimo locale tutto in stile italiano, apparecchiato con cura. All’interno sembra proprio di essere in una piazza napoletana, come la provenienza del proprietario, “di Somma Vesuviana!” sottolinea Pasquale. Diretto in modo impeccabile da Ida, la manager di sala, con un cameriere tutto Italiano e altri americani ti fa sentire come fossi in un paesino di mare campano. Ci sediamo nei 34 posti a noi riservati.
Si inizia con un antipasto di calamari, seguito da un piatto di bucatini all’amatriciana da far invidia ai migliori ristoranti nostrani; poi menù alla carta per scegliere filetto di pesce alla livornese, o vitello al marsala con funghi o scaloppine di pollo, il tutto accompagnato con verdure freschissime di stagione; poi dolci da togliere il fiato e caffè espresso italiano. Il tutto a suon di musica dal vivo di un violinista che suonava le migliori melodie tricolori.
Clou della serata la nostra Patty che canta “Caruso” accompagnata dal violinista. Una cena insomma da serata speciale e il tutto offerto da Pasquale, una persona davvero speciale. Chi avrà l’occasione di venire a New York faccia una capatina nella periferia e lo venga a trovare in uno dei suoi ristoranti. Ne vale la pena!
Ma veniamo al mattino. Oggi la partita è sul nuovo campo della High School di Nutley. La squadra è diversa da ieri, ma non di meno valore. I ragazzi sono decisi a dare battaglia. Inizia Nicolò Zumerle e batte una rimbalzante cattiva sull’interbase che lo elimina, K di Marco Caloi e legnata alla recinzione di Beppe Biasioli. Il nostro primo turno fa capire che i ragazzi sono ben svegli.
Per tutta la gara attacchiamo, ma gli avversari sono veramente forti in difesa e non riusciamo a segnare nonostante le valide di Marzio, Brunelli, ancora Biasioli e poi Varalta e Perra.
Dobbiamo arrivare al 7° e ultimo inning per segnare l’unico punto su valida di Giacomo Piccolboni seguita da quella di Nicolò Zumerle.
Loro però battono veramente forte. I nostri giocano una buona partita di difesa, ma nulla possono contro le loro mazze e prendiamo 13 punti. 13-1 il finale, ma un piccolo passo avanti rispetto ieri lo abbiamo fatto.
Fino ad ora tutti i ragazzi sono scesi in campo e sono ben contenti di aver affrontato avversari di questo livello. Al termine un barbecue davvero incredibile. Un centinaio tra ragazzi e genitori americani ci hanno accolto come nelle migliori feste alla tettoia Dynos. Un grazie veramente alla Comunità di Nutley per questi splendidi tre giorni. Domani si va allo Yankees stadium. L’eccitazione è al massimo. Per molti è la prima volta e prima ci saranno i grattacieli di Manhattan. Ragazzi che esperienza!
Un grande saluto dal vostro cronista. A domani!
Mercoledì 29 Giugno 2011, ore 24.00
New York è per molti il centro del mondo o forse è meglio dire il Centro dell’Universo. Se così non fosse non si spiegherebbe il motivo per cui la prima volta che la vedi non resti affascinato. Il cuore ti batte all’impazzata, gli occhi non smettono di cercare, cercare, nuove cose, cose conosciute; l’olfatto cattura gli odori, ma soprattutto sono le corde dell’anima che vengono pizzicate all’impazzata. Ed allora è frequente che qualcuno venga colto a Times Square con il naso all’insù e il viso bagnato di lacrime. Che cos’è che ci fa fremere, gioire, piangere? New York, perché? Perché c’è il riflesso della nostra vita impresso in un grande specchio. Ci sono le nostre speranze, i nostri amori visti e rivisti nelle commedie, al cinema; Siamo noi nella storia di Richard Gere e Julia Roberts. Nelle scene dei film abbiamo gioito, sofferto, pianto.
New York, la città della vita! L’11 settembre pur non essendo americani abbiamo pianto come se la ferita fosse stata fatta nel nostro cuore. New York è il nostro cuore.
Noi eravamo li questa mattina; ad accoglierci il mondo intero; non c’è razza a New York. Chi può definire gli abitanti di New York? Bianchi, Neri, Rossi, Gialli? In giacca e cravatta o jeans o vestiti di stracci? Coloro che camminano in fretta o coloro che suonano un sax o che predicano il loro Dio?
In questo “universo” c’eravamo anche noi, con le nostre maglie rosse; Poche istruzioni, con alcuni punti di riferimento e poi via in libertà con frequenti appuntamenti per non perderci di vista.
Così hanno trascorso Mercoledì 29 Giugno i ragazzi della Dynos in USA. Ma non c’è più tempo, è l’ora di andare allo Yankees Stadium. Venti minuti di metrò e siamo ai cancelli dieci minuti prima dell’apertura. Per chi entra per la prima volta è uno spettacolo di incredibile fascino. Prendiamo posto; siamo una macchia rossa nel quadro dipinto di blu, il colore degli Yankees.
Alle 7 inizia la partita; E’ una festa di suoni, colori e musica.
Non passa nemmeno un inning e la telecamera proietta sullo schermo gigante una grande macchia rossa; siamo noi! Siamo noi! Sventolano le nostre bandiere tricolori, le braccia alzate! Tutto lo stadio dei quarantamila ci vede. La partita prosegue tra le prodezze degli atleti e si arriva al quarto inning quando un cameraman giunge vicino a noi. Terzo out ed ecco ancora noi sullo schermo questa volta nei primi piani della telecamera vicina.
Gli spettatori iniziano a chiederci: chi siete? Da dove venite? Scopriamo che molti vicino a noi hanno origini Italiane. Molti scoprono di sapere un po’ d’Italiano imparato dai loro nonni. E’ una piacevole sensazione sapere che molti Italiani sono giunti qui e hanno lasciato il loro segno.
Si arriva al nono inning. Gli Yankees hanno vinto contro i Brewers per 5-2 con due fuoricampo. Sono le dieci passate, lo stadio inizia a svuotarsi con le note di “Theme from New York, New York” cantata da Frank Sinatra, Sinatra, un Italiano! ……. These little town blues are melting away I'm gonna make a brand new start of it in old New York A-a-a-nd if I can make it there, I'm gonna make it anywhere It's up to you, New York, New York!!! New York!!
Corrono I tre pulmini verso l’Hotel. C’è un’ora di strada attraverso il nastro di asfalto oltre il fiume Udson. I ragazzi dormono, gli adulti sognano. New York, New York. Domani si parte; prossima tappa Washington DC la capitale. Ci aspettano tre partite nei prossimi giorni tre giorni.
A domani
Giovedì 30 Giugno, ore 21.00
Oggi giornata di trasferimento per il gruppo "Baseball road to U.S."
La cosa più difficile era caricare le 34 valigie più altrettanti trolley e zaini. Un lavoro ad incastro a cui hanno partecipato i nostri accompagnatori.
Dopo un'ora di battaglia con le valigie, siamo partiti alla volta di Washington DC la capitale d'America. Tempo previsto 4 ore e 30 minuti. Tempo effettivo 8 ore. Non avevamo calcolato che il 30 Giugno è l'ultimo giorno lavorativo prima delle festività del 4 Luglio, un po' come il ferragosto da noi. Ad ogni modo con un po' di pazienza siamo giunti a destinazione nel nostro Hotel Super 8 di Manassas alla periferia della Capitale.
Cena da Burger King e tutti a letto. Domani si torna in campo alle 19.30, prima però non può mancare una visita alla città. Vedremo anche Obama?
.....dimenticavo, ieri la squadra e i genitori mi hanno commosso. Era il giorno del mio compleanno. Sono stato ricoperto di Auguri; Mi è stato letto un lungo messaggio di amicizia e ringraziamento per questa avventura. Ho ricevuto inoltre un bellissimo regalo: Una maglietta con una grande scritta davanti NYC (NEW YORK CITY) e dietro le firme di tutti i Ragazzi.
Grazie veramente a tutti!
Venerdì 1 Luglio, ore 22.00
E’ il giorno della visita alla Capitale, Washington DC. Partiamo al mattino alle 09.00 e alle 10.00 siamo già davanti alla Casa Bianca. La città si prepara alla grande festa del 4 Luglio. Bandiere dappertutto; Numerosi stand sono stati montati per ricevere migliaia di visitatori. Ci sono organizzazioni provenienti da ogni località del mondo: africani, asiatici, europei e naturalmente americani. Tutti a mettere in mostra i loro prodotti di artigianato o le prelibatezze culinarie. Ci facciamo le foto davanti alla Casa Bianca, poi al Campidoglio, l’Obelisco ed infine una visita al Vietnam Veterans Memorial e al Lincoln Memorial.
Piccola visita all’Hard Rock Cafè per la maglietta ricordo e poi rientro in Hotel. L’altissimo traffico ci impone una sosta per il pranzo ed un pieno di benzina.
Siamo arrivati all’Hotel, Una doccia veloce e si riparte questa volta per il Campo da baseball dove giocheremo la terza partita del nostro tour.
La squadra avversaria è formata da un gruppo di giovani di 13/14 anni. Come sempre anche questi sono bravi. Inizia la partita ed iniziamo male. Siamo in affanno sia dal monte di lancio che in difesa. Prendiamo 3 punti al primo, 2 al secondo e 6 al terzo. Sul monte si alternano prima Alberto Perra e poi Luca Camia. La difesa non li aiuta e alla fine del terzo siamo sotto di 11-1. Unico punto al primo inning con le valide di Zumerle e Marzio. Ci siamo già bruciati due lanciatori e domani abbiamo altre due partite. Decidiamo di giocare la carta Filippo Brunelli. La partita cambia di tono. Pippo lancia bene e la difesa finalmente risponde. Li teniamo per due inning a zero punti. Nel frattempo ci svegliamo in attacco e con Pietro Piccolboni, Luca Marzio, Stefano Borroni, Jacopo Varalta e ancora Luca Marzio, Nicola Tinazzi e Borroni, battiamo valide costruendo due punti al quarto, tre al quinto, uno al sesto e al settimo inning.
L’ultimo attacco della squadra locale però, causa una piccola flessione di Filippo Brunelli, ci rifila sette punti. Chiudiamo l’ultimo battitore con l’esordio di Lorenzo Di Blasi dalla distanza dei 18 metri. Terzo out su battuta e si chiude l’incontro per 19-7 a favore degli Americani.
Bella partita comunque anche se continuiamo ad esprimere un gioco a chiari e scuri. Ottima la squadra avversaria, una selezione di atleti del posto che, come noi, si spostano per gli Stati Uniti per giocare Tornei estivi.
Prima di ritornare all’Hotel piccola sosta ad una pizzeria e poi tutti a letto. Domani ci aspetta un’altra partita.
Sabato 2 Luglio, ore 23.00
Oggi mezza giornata di relax. Decidiamo di recarci al mattino presso un vicino Mall dove troviamo Dixie Sporting good, un grande magazzino interamente dedicato all’attrezzatura sportiva. I ragazzi fanno shopping come pure i genitori presenti.
Rientriamo all’Hotel, pranzo presso un ristorante vicino e alle 2.30 pm siamo pronti per partire, destinazione Vienna, nuovo campo di baseball. I campi che fino ad ora abbiamo trovato qui negli Stati Uniti sono localizzati in posti stupendi. All’interno di parchi ricchi di vegetazione sorgono campi illuminati e adatti all’attività dei giovani. Quasi tutti hanno un back stop di pochi metri, mentre le misure delle basi e del monte sono regolamentari. In sostanza qui non abbiamo mai giocato con le misure allievi, ma sempre misure senior. Questo particolare ovviamente ci mette un po’ in difficoltà, ma non è un problema. Unico neo è il terreno di gioco. Tolto il campo dell’High School di Nutley in sintetico, tutti gli altri sono in erba e terra rossa, ma non c’è acqua e quindi non sono in buone condizioni. Sul monte di lancio si fanno delle profonde buche e i lanciatori si devono adattare, mentre il diamante è molto polveroso.
Ieri sera al termine della partita il coach americano ci ha proposto di fare nel giorno successivo un’ora di allenamento tutti assieme prima della partita. Proposta da noi accettata con entusiasmo così come da tutti i ragazzi.
Alle 3.30 ci sono 30 ragazzi con le divise mescolate in campo. Si fanno fondamentali di tiro e di presa e poi di battuta. E’ tutto molto stimolante sia per i nostri che per i loro giocatori. Tra di loro iniziano a conversare e a fare amicizia. Alle 5.30 iniziamo la partita. Sul monte va Stefano Giarraputo, a ricevere Andrea Fantoni, in prima Giuseppe Biasioli, in seconda Pietro Piccolboni, in terza Jacopo Varalta, all’interbase Marco Caloi e agli esterni: Matteo Grella, Stefano Borroni e Nicolò Deramundo.(Nicolò Zumerle è rimasto fermo causa un piccolo infortunio alla mano; sarà recuperato già dalle prossime partite). Durante la partita entrano anche tutti gli altri.
Partiamo bene in attacco e segniamo un punto al primo e due al secondo inning. La squadra di Vienna fa di meglio con quattro al primo, due al secondo. Poi dobbiamo aspettare il quinto per segnare ancora un punto. Vienna segna ancora al terzo, quarto e quinto inning. Chiudiamo la partita sul 10-4 un risultato che non è niente male anche se come sempre gli americani ci risparmiano. C’è però anche da dire che qui non esiste la regola del massimo numero di punti. Se non fai tre out rimani fuori, quindi si gioca un baseball vero.
Durante questa partita battono valido: Borroni, Pietro Piccolboni, Biasioli, Tinazzi, Giacomo Piccolboni. Varalta e Caloi.
Al termine come a Nutley anche qui i genitori ci hanno preparato un grande buffet. I ragazzi si scambiano dei gadget e poi tutti al campetto Little League a giocare liberamente con mazza e palla di gomma come da noi sul campetto Dynos.
Sono le 11.00 della sera e sto scrivendo questo diario. E’ finita anche la tappa Washington. Domani si riparte alla volta di Pittsburgh. Siamo al giro di boa. Ora ci aspettano altri sette giorni e otto partite da giocare. Che settimana! Prima però c’è il 3 e 4 Luglio ed è la più bella festa degli Americani. Questa volta ci siamo anche noi e la vivremo assieme a loro.
Questo l'articolo di oggi sul giornale locale di Freeport
Domenica 3 Luglio, ore 23.00
Ancora una giornata di trasferimento questa volta da Washington a Pittsburgh o forse meglio dire a Freeport, un piccolo centro a 30 Km dalla città. Questa è una valle molto bella. Con una vegetazione rigogliosa, piena di laghi e fiumi. Freeport sorge sul fiume Allegheny.
Arriviamo dopo cinque ore percorse con i nostri tre pulmini. Ad accoglierci Dave, l’organizzatore divenuto nostro amico ormai da alcuni mesi, tra scambi di mail ed informazioni varie, più le famiglie ospitanti. Sui 19 nostri giocatori le famiglie sono riuscite ad ospitarne 17. Due rimarranno nell’albergo dove risiede il nostro gruppo di coach e genitori. Tra le famiglie ospitanti c’è anche quella di Gino, un Italiano che qui
gestisce una pizzeria. Ha ben 9 figli e decide di ospitare 6 nostri ragazzi…A voi i commenti! Gli altri suddivisi in altre quattro famiglie. Tutte le case hanno il giardino con la piscina e questa sera ci saranno grandi party per festeggiare l’arrivo del 4 Luglio. Insomma l’accoglienza non poteva essere migliore di così.
Noi dello staff decidiamo di provare immediatamente la pizzeria da “Gino”. La pizza è fantastica, ne facciamo una grande abbuffata. Ridiamo, scherziamo tra di noi e con il proprietario, l’amico Gino. E’ il momento di pagare e ancora una volta come a Nutley la generosità degli Italiani qui in America non si smentisce. Offre tutto il padrone di casa.
Ci avvisano che dopo cena ci saranno i fuochi d’artificio,. Alle 22.00 siamo sul ponte del fiume Allegheny, partono i fuochi, ma dopo 10 minuti si fa sentire la stanchezza. Rientriamo in Hotel che si trova a pochi passi. Domani inizia una settimana di fuoco: 10 partite in 5 giorni, in più da vedere una partita di Minor League domani e una di Major League nei prossimi giorni.
A domani! Prima partita alle ore 10.00 e la seconda a seguire.
Lunedì 4 Luglio, ore 23.00
Era una giornata calda e afosa e Michele si trovava seduto in panchina. Michele non pretendeva mai di giocare anche se, ogni qualvolta il suo manager lo chiamava, era sempre pronto a dare il suo contributo. Michele non era un leader e nemmeno uno dei più bravi; non era uno dei giocatori più veloci e nemmeno dei più potenti, anche se ultimamente sentiva una strana forza uscirgli dalla mazza. Non era granché considerato dai compagni di squadra, ma aveva un compagno a cui era profondamente legato fin dalla giovane età. Ora doveva sostituire proprio Lollo, quel suo compagno, nel difficile ruolo di battitore designato. Quel ruolo solitamente era destinato ai battitori più bravi e Michele si sentiva in grado di poter ricambiare la fiducia del suo allenatore. La partita sembrava ormai incanalata verso un risultato a favore dei ragazzi americani. Il 7-4 all’inizio del sesto inning sembrava un risultato oramai acquisito. Michele si posizionò nel box di battuta, guardò il suo manager per vedere se c’erano istruzioni e poi si concentrò sul lanciatore. Primo lancio strike! un ball, un altro ball, gira la mazza Michele che sfiora la palla: è strike sventolato! Ora Michele ha un solo lancio a disposizione. Quella sarà la misura del suo successo, sarà in grado di battere quella palla? Il lanciatore si sente forte; dalla sua parte un punteggio a suo netto favore; quel battitore non sembra un granché. Inizia il caricamento….è una fastball che scende sul piatto. Michele gira, i suoi occhi sono concentrati sulla palla; nella mente non c’è posto per altri pensieri. Questa volta la mazza è sulla giusta traiettoria. L’impatto è tremendo; la palla s’impenna e và, và, va! L’esterno sinistro corre all’indietro e allunga la mano del guanto più che può; sembra arrivare, ma riesce solo a toccarla, ma la palla non si ferma e va verso la recinzione. Michele ora è arrivato in seconda; la squadra è tutta fuori dal dog-out ad acclamarlo. Ora è il leader, il leader del momento.
La lunga battuta di Michele
Potrebbe iniziare così un racconto ispirato al primo successo dei Dynos in terra Americana.
La prima partita già era iniziata bene. Nonostante che molti lanciatori non fossero disponibili dovendo recuperare dalle ultime partite giocate. A dire il vero l’inizio non era stato dei migliori. I nostri avversari del Meridian avevano totalizzato ben 4 punti al primo inning. I nostri ragazzi si erano però immediatamente compattati e alla fine del secondo inning il risultato era di 5-6 per i nostri. Prendiamo però tre punti al terzo e uno al quinto, ma ne facciamo anche noi 1 al terzo e 2 al quarto. Partita che scorre inchiodata sul 9-9. Tra di noi coach dovendo fare un secondo incontro decidiamo di finire in parità. Ottima la prestazione dei nostri lanciatori: Marco Caloi e Luca Marzio. In attacco valide di Fantoni, Ederle, Piccolboni Pietro, Piccolboni Giacomo, Biasioli, Di blasi, Camia, Patti e Brunelli.
Sosta per il pranzo offerto dagli amici Americani del Meridian. Ci offrono di tutto: Hamburger, Hot-dog, pasta, riso, e ogni bevanda conosciuta. C’è persino il dolce, una grande torta per un compleanno.
Facciamo tutti assieme le foto con le bandiere Italiana e Americana e siamo pronti per la seconda partita, la quale percorre lo stesso filo conduttore. Prendiamo due punti al primo inning, due al secondo, uno al terzo, uno al quarto, e uno al sesto per un totale di sette punti. I nostri costruiscono con un po’ di fatica due punti al terzo e due al quinto prima di arrivare al sesto inning dove inizia il racconto. La gran valida di Michele Patti suona la carica e la seguono i singoli di Ederle e Caloi, il triplo di Perra, il doppio di Marzio e di Varalta. Sono sette i punti totalizzati in questo inning. I Meridian sono storditi. Oltre un centinaio tra genitori e amici accorsi a vedere la loro squadra piombano nel silenzio. Non è facile perdere contro una squadra Italiana anche se è un’amichevole. Rimane l’ultimo loro attacco, ma ci pensa Alberto Perra a chiudere loro ogni velleità. I ragazzi sono in festa. E’ una grande soddisfazione. Sul monte di lancio si sono alternati Giacomo Piccolboni, Nicolò Zumerle, Lorenzo Di Blasi e Alberto Perra. Una buona prova di tutto il gruppo. Queste le parole di noi coach a tutti i giocatori.
Finite le partite i ragazzi non vedono l’ora di rientrare nelle famiglie. Sembra che ci sia da divertirsi!
Domani ancora due partite e questa volta proprio contro chi ci ospita: il Freeport e viste le notizie giunte oggi con ogni probabilità arriveranno piuttosto attrezzati.
Martedì 5 Luglio, ore 23.00
Terza e quarta partita qui nella periferia di Pittsburgh. Settima e ottava da quando siamo negli Stati Uniti. Basti pensare che gli allievi hanno giocato 12 partite nell’intero campionato Italiano e ci si fa un’idea di quello che stanno vivendo i ragazzi qui in USA. Al termine del viaggio saranno ben 15 le partite disputate in 14 giorni……e che partite!
Si inizia alle 10 del mattino contro la squadra Freeport A. Qui in questa zona si gioca con le misure del campo della Pony League che sarebbero le nostre Allievi. La squadra durante il “diamante” non ci sembra un granché. Alla fine ci rifilano un bel 15-3 tanto per farci “calare le arie” dopo la vittoria di ieri.
Andiamo però con ordine: Iniziamo in attacco e iniziamo bene. Nicolò Zumerle batte una linea che però si ferma nel guanto dell’esterno destro. Marco Caloi picchia una valida a
sinistra; Beppe Biasioli una al centro, Luca Marzio un doppio al destro e Nicola Tinazzi una valida a sinistra. Tre punti fatti ed entusiasmo alle stelle. I nostri avversari incassano il colpo e reagiscono e ci piazzano quattro punti sul tabellone. Cambio lanciatore da parte del Freeport e da quel momento per noi è nebbia. Non riusciamo più a segnare nonostante le valide di Zumerle, Biasioli, Varalta e Tinazzi. Saranno però le uniche. La difesa avversaria non sbaglia nulla e siamo out senza arrivare quasi mai in base. In difesa però ci siamo anche noi. Abbiamo un Camia in giornata di grazia. Luca tira con una determinazione mai vista e frena le mazze del Freeport fino alla fine della terza ripresa. Zero punti al secondo e zero al terzo inning. E’ ora di cambiare e facciamo salire sul monte Filippo Brunelli. Filippo al contrario non è in giornata e fatica a trovare l’area. Come sempre in questi casi la difesa non lo aiuta ed il resto lo fanno le mazze dei nostri avversari che si scatenano. Prendiamo nove punti al quarto inning. Al quinto facciamo salire sul monte Lorenzo Di Blasi. Lorenzo tira bene e ce la caviamo con due punti per concludere poi il sesto attacco avversario con zero. Finale 15-3
La seconda partita inizia alle 6 di sera e così l’organizzazione dopo averci per bene rifocillati con Hot dog, pasta, patatine e ogni quant’altro, organizza l’Home Run Derby, la gara di fuoricampo ovviamente adattata alla giovane età dei giocatori. La gara si svolge a squadra e si prendono punti in base alla lunghezza delle battute. Vinciamo noi e ci regalano una cassa di Sunflowers, i semi di girasole.
Siamo comunque pronti per la seconda partita contro la Freeport B. Non avendo più lanciatori riposati l’organizzazione ci presta Josh e Nathan, due giovani lanciatori locali. Josh tira molto bene e per 3 inning e mezzo tiene a bada gli avversari concedendo solo tre punti. Nel compenso i nostri sono scatenati in battuta: Tre punti al primo, tre al secondo, tre al terzo e ben sette al quarto. Parziale alla metà del quarto 16-3 per noi. Un punteggio che avrebbe affossato qualsiasi squadra italiana. Ma qui non siamo in Italia e i nostri avversari non ci stanno a perdere ed iniziano la rimonta con Nathan, il secondo prestito, sul monte.
Come sempre la difesa anziché sorreggere nei momenti di difficoltà si perde. Conteniamo l’attacco del Freeport al quarto prendendo “solo” quattro punti, ma al quinto ne prendiamo nove prima di riuscire a fare il terzo out. Incredibile partita che al termine del quinto è sul 17-17. L’arbitro chiama i due manager e annuncia che il prossimo inning sarà l’ultimo a causa del buio.
Siamo determinati a vincere. Il lanciatore avversario è poco preciso. Decidiamo di attendere e riceviamo alcune basi su ball e le valide di Jacopo Varalta e Giacomo Piccolboni fanno il resto.
Siamo sopra di sei punti all’ultimo inning. Sale sul monte Alberto Perra oggi in grande giornata anche in battuta, un triplo e un doppio per lui. Alberto si sbarazza con pochi lanci degli avversari, la difesa fa il resto e chiudiamo tutti in festa per la seconda vittoria.
Ora è il tempo di ritornare nelle famiglie. Cosa si farà questa sera? Bagno in piscina? Festa con le ragazze di Freeport?
Mercoledì 6 Luglio, ore 23.00
Questa è un’altra squadra? Non è la nostra squadra? Sono questi i ragazzi che all’inizio stagione non battevano una valida a partita?
Questi erano i pensieri di noi coach questa mattina sul campo di Natrona, una frazione vicino a Freeport.
La giornata era caldissima il campo non era buono, i ragazzi iniziano ad essere stanchi; tutto faceva presagire una giornata tutt’altro che positiva.
Niente di tutto questo!
Partiamo con Stefano Giarraputo sul monte di lancio. Stefano fino ad ora non ci aveva particolarmente piaciuto. Aveva lanciato ben al di sotto delle sue possibilità. Il gomito sempre basso, il controllo carente, insomma non ancora positivo. Quello di oggi era un altro Stefano: determinato, concentrato, deciso. Per quattro inning ha quasi annullato le mazze dei forti Natrona Kiishy. Era uno strike dietro l’altro; la palla era una lama a volte che saliva e a volte sul filo dello strike basso. I battitori giravano a vuoto. Solo il primo inning i ragazzi Americani erano riusciti a segnare 3 punti a causa di una serie di stopponi fortunati che si sono infilati tra i nostri difensori, ma poi la nostra squadra è salita sempre di più.
Prendiamo ancora un punto al terzo e uno al quarto per un totale di cinque. Quello che però facciamo in attacco è sorprendente: superato il primo inning senza mai arrivare in base, iniziamo dal secondo con le valide di Biasioli, Pietro Piccolboni, Giacomo Piccolboni e Brunelli per i primi tre punti. Il secondo attacco è un dilagare di valide: Singolo di Caloi, Zumerle e Biasioli; Doppi di Giarraputo, Giacomo Piccolboni e Patti; Sono ben quattro i punti in questo inning. Ma non è finita e ripartiamo al quarto attacco ancora con i doppi di Zumerle e Biasioli. Sono altri due punti in questo inning. Totale a fine quarto Dynos Verona 9 Natrona Kiishy 5.
Decidiamo di togliere Stefano Giarraputo per salvaguardare il suo braccio dopo i 70 lanci. Sale sul monte Stefano Borroni. Stefano in questa trasferta americana è stato fino ad ora il miglior difensore. All’esterno non ha fatto passare nulla con lunghissime corse a raccogliere altrettante palline battute dai forti battitori USA. Stefano è salito sul monte e ha lanciato un’ottima partita. E’ stato però colpito duramente al sesto inning con sette punti segnati. Benissimo al quinto con due punti e al settimo con un punto subito. Ci facciamo però ancora sotto in attacco: Doppio di Marzio, di Varalta e di Biasioli e singolo di Zumerle per altri due punti.
I pensieri di noi coach non erano sulla sconfitta finale per 15-11, ma sulla grande crescita che questo gruppo di ragazzi sta ottenendo. Il conto finale del nostro attacco è di ben 17 valide in sette inning.
Seconda partita dopo un breve spuntino. Abbiamo bisogno di prestiti sul monte di lancio, perché con due partite al giorno non ci sono per i nostri i necessari giorni di riposo. La squadra che incontriamo è molto giovane. E’ la seconda squadra di Natrona, gli Hanford. Decidiamo anche noi di inserire quelli che hanno giocato meno. Ne risulta una partita equilibrata ed una grande esperienza per i più giovani. Giochiamo con Fantoni a ricevere, Di Blasi in prima base, Ederle in seconda, Piccolboni Giacomo in terza: Manteniamo Zumerle all’interbase e Borroni all’esterno centro per dare consistenza alla difesa. Deramundo all’esterno sinistro e Grella al destro. Punteggio finale 9-3 per i Natrona Hanford.
Dopo sei ore di campo siamo stanchi, ma soddisfatti. E’ ora di una bella doccia per togliere la sabbia accumulata. Si rientra chi in famiglia e chi in Hotel.
Durante la giornata abbiamo la piacevole compagnia di Bill un giornalista inviato dal Tribune che deve cogliere le nostre giornate sui campi. Siamo onorati di questo.
Domani si va a Springdale, un'altra località della bellissima Allegheny Valley. Giochiamo alle 3 e alle 6 di pomeriggio, Alla fine è previsto un Pizza party.
Il divertimento continua
Giovedì 7 Luglio, ore 23.00
Ci mancava la doppia vittoria ed eccola qui. Da tempo maturava; la squadra sta girando e prima o poi doveva succedere. Si parte alle 13.30 in direzione Springdale. Anche oggi sono previste due partite la prima delle quali alle 3 del pomeriggio. Durante la strada inizia a piovere. Il percorso è tortuoso. Ci accompagna l’allenatore della squadra che ci ospiterà. Dopo una strada in salita tutta asfaltata imbocchiamo una deviazione nel bosco. Si sale ancora e dopo molte curve in sterrato si apre una radura meravigliosa. Al centro un campo da baseball da fare invidia a quello del film “L’uomo dei sogni”. Il prato è bellissimo ed il diamante è tutto in terra battuta. Tutto intorno il bosco. Una tettoia simile alla nostra Dynos e un piccolo chiosco bar. Non facciamo nemmeno ora a scendere dai pulmini che si scatena un grande temporale. Ci ripariamo sotto la tettoia e guardiamo mestamente il bellissimo campo allagarsi. Niente paura ci dice l’allenatore. Tra un po’ smette e in un’ora tutto si asciuga. Rimaniamo perplessi, ma la notizia comunque ci conforta. Non è stata un’ora, ma poco più. Alle 5 in punto il playball!
La grande vena in attacco delle ultime partite si conferma e tocchiamo il piatto ben 7 volte nel primo inning causa alcune basi su ball e con le valide di Varalta, Caloi, Giarraputo, Zumerle e Pietro Piccolboni. Se all’inizio di questa tournee erano gli Americani a risparmiarci oggi siamo noi che iniziamo a rallentare. Facciamo un punto al secondo, uno al terzo, tre al quarto e zero al quinto. In battuta toccano tutti: Valide di Caloi, Piccolboni P., Marzio, Patti, Giarraputo, Grella. Tutti contribuiscono alla grande prova d’attacco. La nostra difesa è schierata con Luca Marzio sul monte e Pietro Piccolboni a ricevere. Controlliamo la partita subendo meno di un punto per inning e concludendo in vantaggio per 12-4
La grande ospitalità di questa valle non si smentisce e alla fine della prima partita c’è la pizza per tutti. Anche il chiosco funziona per noi gratuitamente così come in tutti gli altri campi.
I secondi avversari sembrano più forti. Iniziamo la partita con Alberto Perra sul monte ed effettivamente prendiamo subito due punti e ne facciamo uno. La partita sembra più tosta. Zero e zero il secondo inning, ma prendiamo 4 punti con un fuoricampo del loro miglior battitore. Parziale di 6-1 per Springdale. Andiamo in battuta e facciamo ancora 1 punto al terzo e 2 al quarto.. Punteggio parziale 6-4. Le ombre della sera impongono l’arbitro ad annunciare l’inizio del quinto e ultimo inning. Abbiamo l’ultima possibilità. La squadra si unisce la panchina si sente e come si sente! Segno che ormai questa è un squadra e l’attacco si scatena. Sono ben 8 i punti segnati in questa fase. Rimane da contenere l’ultimo assalto dello Springdale, ma non c’è nulla da fare la difesa è attenta e lasciamo passare un solo punto per un finale di 12-7 per noi. In attacco battono valido praticamente tutti: Caloi, Pietro Piccolboni, Marzio, Varalta, Giarraputo, Perra, Giacomo Piccolboni, Brunelli e Camia. In questa giornata abbiamo avuto due prestiti locali; due lanciatori che hanno rilevato i due partenti. Jessy e Josh. Sono stati bravissimi e si sono immediatamente integrati nelle squadra.
Seconda vittoria nella stessa giornata e quarta dall’inizio della tournee Americana.
Domani una partita e sabato la maratona di 20 inning con tutte le squadre e ….. finale con il botto si va allo stadio di Pittsburgh per assistere alla partita Chicago Cubs Vs Pirates Pittsburgh.
Venerdì 8 Luglio, ore 23.00
Rain!
Sabato/Domenica 9/10 Luglio
Sono le 5 del mattino del giorno della partenza. Ancora negli occhi i fuochi artificiali al PNC Park. Uno scoppio di botti, di luci, e soprattutto di emozioni. Sabato a mezzogiorno avevamo giocato l'ultima partita. Nove inning tutti mescolati tra ragazzi Italiani e Americani. Poi una breve doccia e via alla partita dei Pittsburgh. Non dobbiamo perdere un solo istante e vivere fino all'ultimo questa vacanza americana. Siamo nello stadio......bellissimo! uno dei più belli visti fino ad ora. I ponti sui fiumi si stagliano all'orizzonte. Lo stadio è gremito, la partita scivola così come la nostra vacanza. Ora devo chiudere, mi bussano alla porta. E' l'ora di partire. Ci aspetta un lunghissimo viaggio di ritorno.
Questa sera lasceremo il resto del gruppo all'aeroporto dove ci sarà l'aereo che lo condurrà in Italia. Mi restano da fare le ultime considerazioni.
A tra poco.
Domenica 10 Luglio
I 19 ragazzi hanno lasciato New York. L'ultimo giorno è stato caratterizzato dagli addii. Con questa esperienza i nostri ragazzi avranno qualche cosa di importante nella loro mente e nel loro cuore. Qui negli Stati Uniti hanno trovato nuove conoscenze e amicizia. Hanno giocato ad un livello sicuramente molto più alto di quello che erano comunemente abituati.
Durante il viaggio di ritorno, noi dello staff abbiamo voluto ringraziarli per il loro comportamento e per il loro impegno. "E' stato un onore essere il vostro manager in questi 15 giorni; il vostro comportamento in campo, la vostra disciplina e l'impegno con cui avete giocato è stato esemplare." Queste sono le parole che ho detto ai ragazzi a nome di tutto lo staff formato oltre che dal sottoscritto, da Giovanna, Ernesto, Luisanna e Susanna.
All'aeroporto eravamo tutti commossi. Un'esperienza da ripetere ha detto qualcuno.
Una mamma mi ha consegnato un foglio con due pagine scritte di pugno. "Queste sono le mie emozioni" ha detto visibilmente commossa, "e sono state condivise anche da altre mamme presenti."
Oggi le leggerò e domani saranno qui su questa pagina a ricordo di un 2011 indimenticabile.
Lunedì 11 Luglio
Un gruppo di genitori ci ha seguito in questa esperienza. Una mamma prima di tornare in Italia mi ha consegnato questa lettera che con grande piacere riporto integralmente. La lettera è stata sottoscritta e condivisa da altre mamme presenti.
Una mamma racconta
Siamo partiti per questo viaggio in U.S.A. chi per la prima volta, chi c'era già stato, ma tutti con la voglia di vedere i nostri ragazzi giocare e confrontarsi con il Baseball Americano. Un'esperienza davvero unica.
Qui è tutto bello e Big. Ogni cosa ha una dimensione particolare e difficile da raccontare. Tutti i giorni si vivono emozioni nuove e forti.....
Ai genitori che per vari motivi non hanno avuto la fortuna di partecipare provo a trasmettere scrivendo questa lettera, tutto ciò che ho vissuto in questi giorni.
Il giorno a New York city è stato davvero straordinario. Forse chi ha girato il mondo più di me queste frasi potrebbero sembrare fuori luogo, ma credetemi ogni persona, pianta, luce, sasso, fiore o grattacielo qui ha un fascino UNICO.
Alla sera entriamo allo YANKEES STADIUM, Come posso farvi arrivare quello che ho provato se non dicendovi che mi sono commossa è ho pianto come una bambina al 13 Dicembre? Che gioia! Che felicità! Troppo bello per essere vero!!! Le gambe mi tremavano......non credevo di essere nello STADIO dei miei sogni.. PIENO DI PERSONE che guardavano una partita di BASEBALL. Sembra strano vero? E invece è tutto vero e STUPENDO!!!
L'accoglienza a Pittsburgh fa sentire noi e i ragazzi come a casa.....CHE BELLO!!!
In qualsiasi posto siamo ben accetti e tutte le persone nei negozi e in tutti i posti che visitiamo ci guardano con aria sorpresa, ma felice.....e mentre raccontiamo la nostra provenienza e vediamo le loro facce stupite, ci accorgiamo di quanto sono speciali questi AMERICANI. Questi 15 giorni in AMERICA sono stati un bagaglio importante e porterò con me tutte le foto che i miei occhi hanno raccolto facendone tesoro. Un'ESPERIENZA MAGNIFICA!!!
Finisco di scrivere perché le lacrime iniziano a scendere pensando che tutto ha un inizio e una fine, purtroppo. Cosa aggiungere ancora se non che il mio SOGNO SI E' REALIZZATO...!!!
Vorrei dire GRAZIE DI CUORE A PAOLO, GIOVANNA, SUSY, ENESTO E LUISANNA PER L'OTTIMA ORGANIZZAZIONE........DAVVERO UN SOGNO PER ME REALIZZATO!
P.S. Ho cantà anca quà in America.
GRAZIE
FORZA RAGA E FORZA DYNOS !!!
Patty
Martedì 12 Luglio
Questa mail qui sotto è stata una sorpresa. Una graditissima sorpresa. Chi scrive è Dave, l'organizzatore dei 7 giorni di Pittsburgh. La riporto integralmente.
Paolo,
How are you?? Well it’s been a couple of days now since you and your team left and things are still quite a buzz here in Freeport. You, your coaches, players and parents have made an everlasting impression on all of us. The boy’s were just fantastic in so many ways. They showed nothing but respect for all of the host families as well as the teams they played against. What is really fantastic is they show a great love and respect for the game of baseball.
We have a saying here which is………….”ALL HEART”, which means to play the game with everything you have, to give 100% until the end it don’t matter if you win or lose. That certainly applies to your team. It all starts with the coaches. If a coach doesn’t care about the team, its shows in their teams performance, not just on the field but off of the field also. You and your wife and Ernesto have done an amazing job. I wish I had the abilities that all of you have when it comes to coaching.
As for the parents of the boy’s what can we say. They are all great people. They have raised some wonderful kids and should be very very proud of them all. I think Jeff Hinchberger said it best Sunday ……………a week ago none of us knew either one existed, Some could speak some English some could not speak as well but together we had a one heck of a great time!!
Paolo, I can speak for all the host families when I say we have made very good friends forever. I know some families have exchanged email addresses and I would like to get everyone’s email if you don’t mind. Maybe you can send them this email and they will send me their email if they want. As for you and me, let keep in touch throughout 2011 and hopefully in 2012 we will be able to walk onto a ball field for another great Italy Vs. Freeport baseball game!!! It was and Honor and a Pleasure to have all of you here my friend!!
Thank you!!
Dave
Ecco gli articoli apparsi su Pittsburgh New:
10 Luglio 2011
9 Luglio 2011
8 Luglio 2011
7 Luglio 2011
2 Luglio 2011